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The Hawkeye Initiative: per smascherare il sessismo nel mondo del fumetto

Conoscete Hawkeye (aiutino per la prouncia)?

Hawkeye è un personaggio dei fumetti inventato da Stan Lee e Don Heck per la Marvel, nei lontani anni Sessanta e noto in Italia col nome Occhio di falco. Si tratta di un personaggio maschile; il suo vero nome è Clint Burton, la sua specialità l’arco. Fa parte dei Vendicatori, il team di supereroi più potenti della terra, ma questa è un’altra storia.
Conoscete The Hawkeye Initiative? Perché è di questo che volevo parlarvi, in realtà. THI è un progetto avviato da due giovani illustratrici, Noelle Stevenson (aka “Gingerhaze”) e Jennifer Jeong (“Blue”), che consiste nel prendere una qualsivoglia vignetta relativa a un noto personaggio femminile dei fumetti, e rifarla, col proprio stile, sostituendo alla protagonista Hawkeye, ritratto nella stessa posa e costume. Se avete vagamente presente il modo in cui le grandi case editrici americane di comics ritraggono le loro eroine mascherate, un leggero sorriso vi comparirà sulla faccia al pensiero che le stesse pose vengano assunte dal maschio e violavestito Occhio di falco.
Il risultato, né più né meno, è questo:

haw8

haw7

Questo:

haw2haw1

Quest’altro:

haw5

 haw6

Oppure questo:

haw3haw4

THI è nato nel dicembre del 2012, quasi per caso. Jennifer aveva notato che nella copertina di un fumetto della Marvel dedicato a Hawkeye e Black Widow c’era una certa disarmonia tra la posa dell’uno (muscoli flessi per il salto nel vuoto, braccia alte che brandiscono l’arco) e l’altra (a testa in giù, gambe divaricate, preludio di una sforbiciata/epilogo di un salto fatto male). A quel punto aveva ridisegnato la cover invertendo le pose dei due personaggi e chiosando con la didascalia

for real though look me in the eye and tell me which is more likely for these two

Noelle era rimasta tanto colpita dal post da decidere di avviare una vera e propria iniziativa ispirata a questo “cambio di prospettiva”. Così è nato THI, col proposito di mettere in luce lo scarso realismo, la ridicolosità e le implicazioni sessiste con cui le supereroine dei fumetti vengono ritratte. L’iniziativa è aperta a tutti: basta accedere alla sezione “Submit a parody” del sito, per veder pubblicati i propri disegni. Senza aver fretta, però; le ragazze di THI hanno infatti già pronti per i prossimi upload… più di 500 disegni! Il progetto ha fatto il giro del mondo e sono moltissimi gli entusiasti che vi partecipano e lasciano feedback positivi. Questo – com’è evidente per le immagini che avete visto qui sopra – rende estremamente eterogeneo l’insieme di contributi di cui THI si nutre. Ci sono disegni più stilizzati di altri, ma l’impatto visivo non cambia. L’impressione è che nessuno avesse mai notato questa discrepanza nel trattamento della figura femminile nei fumetti, prima di vedere un supereroe fare quella fine. Sapessi disegnare almeno un po’, invierei subito un mio contributo. Se volete provarci voi, il sito è questo http://thehawkeyeinitiative.com/.


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  1. Daniele

    14 maggio

    Mi sembra un po’ esagerato dire che nessuno abbia mai notato la differenza di stile tra supereroi e supereroine, era piuttosto evidente. L’idea però resta bella e originale, bisognerebbe farlo anche con i cartelloni pubblicitari!

  2. Paolo1984

    14 maggio

    iniziativa simpatica, senza dubbio…a me sembra che al di là di tutto le super-eroine siano personaggi forti e ben caratterizzati quanto i superoi, certe pose (l’importante è che siano in linea col personaggio e giustificate dal racconto) non sono di ostacolo a questo non dimuiscono la loro energia, la loro forza e come i colleghi maschi hanno corpi slanciati, belli (o sexy, perchè no?), atletici che sono messi in evidenza

  3. Paolo1984

    14 maggio

    “certe pose (l’importante è che siano in linea col personaggio e giustificate dal racconto”

    alcune sono fin troppo irreali (penso a quella che sta sulla homepage) anche per un fumetto di supereroi..per quanto la pratica di estrapolare singole immagini dalla narrazione in cui sono inserite non mi piace..ma per fare delle parodie può andare

  4. Paolo1984

    14 maggio

    non mi sembra un buon metodo per dimostrare il presunto sessismo di un intero fumetto.ora la smetto

  5. Valeria Righele

    15 maggio

    D’accordo. Diciamo “voluto parlare di” al posto di “notato” 🙂
    Sui cartelloni pubblicitari non sarebbe male, già. Io vorrei le magliette.

  6. […] Post correlati: The Hawkeye Initiative: per smascherare il sessismo nel mondo del fumetto […]

  7. Domiziano Galia

    16 agosto

    Interessante. Se però faceste tanto di cercare selfies o autoscatti su Google scoprireste che in pose sessiste le donne ci si mettono volontariamente e volentieri senza che nessuno le disegni così. How about that?

  8. Paolo

    23 novembre

    domiziano, quella è una scelta e va rispettata

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