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Il Demone della Tempesta Adolescenziale e altre le...

Il Demone della Tempesta Adolescenziale e altre leggende con le quali hanno tentato di prendervi per i fondelli

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Una delle cose più interessanti che scoprii da adolescente fu che l’adolescenza non è sempre esistita. Una volta non c’era. Se la inventarono durante il secolo scorso nel momento in cui, in Occidente, l’età d’accesso al mercato del lavoro cominciò ad alzarsi, generando una falla abitata da brufolosi e brufolose che non erano né bambini né adulti. Per chi ama i complotti: la colpa fu delle multinazionali e del marketing. Crediamoci insieme.

Un’altra cosa che scoprii da adolescente fu che ero dotata del potere di mandare fuori di testa gli adulti con cui avevo a che fare regolarmente, per lo più facendo cose che a me parevano normali, tra le quali mi sento di citare:

  • passare centinaia di pomeriggi chiusa in camera ad ascoltare musica rumorosa a volumi molesti
  • prendere voti indecenti nelle materie scolastiche che mi facevano schifo
  • vestirmi più o meno come mi pareva

Fu nel cuore del periodo di picco del mio solitario disagio adolescenziale che cominciai a notare che tutte le mie presunte anormalità, così come quelle dei miei simili, venivano interpretate attraverso un unico filtro.
“Si tratta di una fase”, diceva l’Esperto in tv.
Sentivo che i miei genitori e che quelli dei miei amici volevano crederci con tutto il cuore. Volevano che i nostri grugniti perpetui fossero solo un lungo colpo di matto, che prima o poi avrebbe avuto fine. Volevano poter dire che gli adolescenti sono fatti in quel certo tal modo, che sono irritabili, rigidi e tendenti all’egocentrismo. Ma anche che questo è normale, che poi passa.

Da adolescente mi faceva schifo sentirmi dire che ero posseduta dal Demone della Fase Tempestosa della Vita, perché tale affermazione sottintendeva assoluta mancanza di razionalità, buon senso e autocontrollo da parte mia. Mi faceva passare per burattino, e io sapevo fin troppo bene di non essere un burattino, anche se dovevo sottostare all’autorità di un sacco di persone, ogni santo giorno.
Questo genere di fastidio è lo stesso che provo ogni volta che sento qualcuno affermare che le donne, le ragazze e le bambine sono bestie umorali, o che il ciclo mestruale causa radicali e drammatici cambi di personalità, mutando donne concilianti e adorabili in mostri pieni d’odio.

L’idea di fondo è che molti comportamenti ‘problematici’ vengono spiegati con la metafora della tempesta: il tumulto distruttivo che prima o poi se ne andrà, senza che ci si possa fare granché.

Se alcuni tratti del periodo noto come adolescenza sono visti come tempestosi, viene anche dato per scontato che, oltre una certà età, essi vadano diradandosi, come le nubi in un fazzoletto di cielo che mano a mano si fa sempre più limpido.
Osservando con attenzione gli adulti-adulti con cui ho a che fare, credo di aver capito qual è il motivo per cui faccio così tanta fatica a staccarmi dal ricordo della mia adolescenza, nonostante essa sia stata un periodo non proprio rose e fiori. Sembra quasi che ci si aspetti che tutto ciò che di balordo abbiamo vissuto da minorenni sia convertito in una facciata di rispettabilità, anche ciò che c’entra ben poco con buon senso, maturità ed esperienza. Mi trovo spesso a dovermi giustificare e a mostrare di cosa sono capace, e quanto posso essere indipendente e solida, solo perché ci tengo ancora a vestirmi in modi “strani”, perché non ho mai smesso di passare un sacco di tempo ad ascoltare musica (cosa non apprezzatissima nel ramo materno della mia famiglia) o perché ogni tanto compio qualche gesto che, a detta di alcuni, pare inconsulto.
Sono contenta della persona che sto diventando, e di non essere più una sedicenne costretta ad andare a scuola dalle suore, ma devo dire che apprezzo molto anche le sconvolgenti passioni che, a detta di alcuni, sono ingestibile tempesta, e che a me, invece, paiono nient’altro che le fondamenta e le scaturigine del senso di tutto il resto che mi trovo a fare nella vita.

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Come scriveva Calvin Johnson (alla veneranda età di 17 anni) a proposito di rock (ma il discorso vale per tutto ciò che ci agita le terga):

I know the secret: rock ‘n roll is a teenage sport, meant to be played by teenagers of all ages — they could be 15, 25, or 35. It all boils down to whether they’ve got the love in their hearts, that beautiful teenage spirit.

Dunque, come avrete capito, il tema di questo settembre è tempesta. Eccovi un bello schemone di alcuni punti che toccheremo, giusto perché vi facciate un’idea:

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Bello, no?
E ora un bel po’ di esaltanti comunicazioni di servizio:

– Soft Revolution ha passato il primo livello di sbarramento dei Macchianera Italian Awards, ottenendo ben due candidature, una nella categoria miglior sito rivelazione e una per il miglior articolo dell’anno. Sarebbe bellissimo e assai pregevole se poteste aiutarci a vincere dandoci il vostro voto definitivo. Per farlo, cliccate qui.

– Come immediata conseguenza di quanto vi ho appena comunicato, sabato 21 settembre saremo presenti alla BlogFest di Rimini. Siamo esaltatissime!

– Ci sono parecchie novità in redazione. Francesca Romano, una delle nostre fidate illustratrici, è entrata a far parte del nucleo stabile di Soft Revolution. Diamo inoltre il benvenuto a tre nuove collaboratrici esterne: Laila Al Habash, Margherita Brambilla e Martina Del Romano.

– Da questo mese partirà una nuova rubrica dedicata ai nastroni, che affiancherà le tradizionali playlist a tema che vi proponiamo di tanto in tanto. Ogni mese vi offriremo un nastrone dedicato ad un genere musicale molto specifico, selezionando solo brani scritti da donne o a forte partecipazione femminile, con l’intento di smontare l’idea che certa musica sia esclusivo territorio maschile. Questo mese partiremo dal psych-folk balordo, con una playlist a cura di Gianlorenzo Nardi.
Vi faccio presente che questa rubrica è aperta agli interventi esterni, per cui se voleste proporre un nastrone su un genere sul quale vi sentite particolarmente ferrat*, non esitate a contattarci.

(illustrazione di Chiara Fasanella. Nella foto: Calvin Johnson)

Lo sfondo del mese è un quadro di Paul Klee. Il logo è opera di Laura Vivacqua.


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