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20 novembre: giornata internazionale in ricordo delle vittime di transfobia

Oggi cade la quindicesima giornata internazionale in ricordo delle vittime di transfobia. Si tratta di un momento che vede unite le comunità trans* e i loro alleati per ricordare chi è stat* colpit* dalla violenza transfobica, oltre che un’importante occasione per sensibilizzare il pubblico, le organizzazioni e le singole persone che si occupano di diritti umani.

Uno degli obiettivi primari del network promotore della giornata consiste nel sottolineare la salienza della piaga della violenza transfobica, che rappresenta una fetta molto consistente dei crimini rivolti alle comunità LGBTQI*.

Di fronte a episodi continui di una forma di violenza che appare profondamente radicata e giustificata a livello culturale, può capitare di sentirsi impotent* e troppo piccol* per fare la differenza. Se da un lato è vero che sono fondamentali degli interventi di policy dall’alto e un giusto e necessario riconoscimento a livello giuridico di questo tipo di crimini, è anche importante il minuto ma significativo lavoro che possiamo fare singolarmente.
Il primo passo, ovviamente, è quello di educarci a essere buon* alleat*, e a promuovere ciò che andiamo apprendendo sulla comunità trans* anche nel nostro contesto, con amici, famiglia e via dicendo.

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* i dati a supporto di quest’affermazione non sono disponibili in modo indifferenziato in tutti i paesi, motivo per cui non è possibile generalizzare. Sappiamo però, ad esempio, che nel biennio 2011-2011, in Brazile gli omicidi di persone trans* hanno costituito il 50.5% del totale di questo tipo di crimine all’interno della comunità LGBTQI. Nell’anno 2012, invece, negli Stati Uniti il 53.8% delle vittime di crimini d’odio rivolti alla comunità LGBTQI erano donne trans. (fonte)

(immagini: 1)


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  1. skywalker

    20 novembre

    l’asterisco su trans sta per? e la I di LGBTQ sta per? Visto che questo acronimo si sta via via allungando non sarebbe meglio scegliersi una parola una che rappresenti tutti? Anche perchè più si aggiungono riferimenti più si rendono leciti eventuali fraintendimenti (quel QI in LGBTQI starebbe per quoziente intellettivo? Certo che no, ma il dubbio rimane). Cmq l’asterisco in sostituzione del genere (sia mai qualcunoa si offendesse) resta una oscenità.

  2. Margherita ferrari

    21 novembre

    L’asterisco non sta in sostituzione del genere. L’idea di fondo è che “trans*” sia un’espressione più inclusiva di “trans”, come puoi leggere anche qui: http://youknowyouretrans.tumblr.com/post/2567783340/trans-vs-trans
    Ovviamente è legittimo avere da ridire sulle abbreviazioni e le sigle che ho usato e che un sacco di altra gente usa regolarmente, ma l’idea di scegliere una sola parola che rappresenti tutti è assolutamente problematica, e non sono io a dirlo.
    Se usciamo dal mondo dell’eteronormatività non abbandoniamo i problemi di sbilancio di poteri tra gruppi diversi. Usare una sola parola finirebbe per cancellare le istanze e le problematiche specifiche di alcuni gruppi meno rappresentati. Su questo fenomeno ci sono valanghe di letteratura specifica, oltre al fatto che si tratta di dinamiche osservabili con grande frequenza, senza bisogno di darsi ai testi specialistici.
    Per questi motivi la tendenza più diffusa è ad usare sigle, pur sapendo quando anch’esse siano problematiche, anche solo sulla base dell’ordinamento delle lettere. Ad ogni modo io ho utilizzato la dicitura più diffusa nel mondo accademico femminista statunitense, nel quale mi riconosco abbastanza: LGBTQI, che sta per lesbian, gay, bisexual, trans, queer (& questioning, intersexed.

    La lingua di cui disponiamo è quella che è. I problemi ch’essa riflette a livello culturale sono enormi. Ovviamente si fa quel che si può. Su Soft Revolution facciamo il possibile per scrivere nel modo più neutro possibile in termini di genere, ma come ben saprai è un’impresa farlo in italiano senza risultare illeggibili e alienarsi il pubblico che vogliamo raggiungere, anche per sensibilizzare e condividere storie che altrimenti forse verrebbero ignorate.

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