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“I minori di 12 anni possono usare l’ascensore solo se accompagnati da un adulto.” Questa frase, o una frase simile, sta appesa dentro l’ascensore di casa mia a Verona. Quella è la casa dove ho vissuto fino alla fine del Liceo e l’ascensore è stato testimone della mia crescita. Di quando ero talmente piccola che non riuscivo a pigiare il pulsante del piano terra fino a quando sono cresciuta abbastanza da poter pigiare tutti i pulsanti, fino a quello del quarto piano, dove abitavo. E naturalmente, al compimento dei 12 anni, potei finalmente salire sull’ascensore da sola.
Ora, io lo so che questa è una cazzata, ma quella scritta mi aveva sempre spaventata. Che accade se uso l’ascensore da sola? Quali cose strane possono capitare ai minori di 12 anni che prendono l’ascensore da soli? Quali particolari abilità sono richieste per usare da soli questo mezzo?
L’ascensore era però solo il primo di innumerevoli mezzi di trasporto che in una prima fase della nostra vita richiedevano la presenza degli adulti. Come i treni, l’autobus, la metropolitana, l’aereo (sapevo qualche storia di qualche bambina che viaggiava da sola in aereo, ovviamente affidata ad una hostess apposita, e questa bambina aveva per me un’aura d’indipendenza davvero affascinante).
Io ho preso la metropolitana da sola per la prima volta a 20 anni. Non che prima ne fossi terrorizzata. Semplicemente, non avendo mai vissuto in una città con la metropolitana ed essendomi sempre trovata in città con una metropolitana durante viaggi con la mia famiglia e/o con amici, questa occasione non si presentò fino a quel giorno.
Me ne resi conto dopo un po’, quando pensai: “Ma io a che fermata devo scendere? Oddio, ma perché non c’è nessuno a dirmi dove devo scendere? Oh, ma Santa Paletta, io non ho mai preso la metropolitana da sola!”
Successivamente cominciai a riflettere sulla prima volta che avevo usato tutti i mezzi di trasporto di cui sopra. Presi il treno da sola la prima volta per andare a Venezia ad incontrare degli amici con cui ero stata in vacanza a Dublino. Presi l’autobus da sola la prima volta per andare dal dentista il giorno che mi si staccò un ferro dell’apparecchio per i denti che a sua volta si conficcò dolorosamente in un altro punto delle mia bocca, abbassando considerevolmente la qualità della mia vita e rendendo obbligatorio un pronto intervento. Presi l’aereo da sola la prima volta per andare a Berlino.
Ho poi pensato, però, che questi piccoli movimenti e gesti di emancipazione nascevano in realtà molto tempo prima, ovvero il giorno che cominciai a muovere i miei primi passi. Giorno che, ovviamente, io non ricordo minimamente.

Viaggiare mi piace moltissimo e adoro prendere treni e aerei, spesso anche per ore interminabili. Però, da quando mi sono resa conto che tutto questo movimento parte in realtà dai miei piedi, anche le passeggiate domenicali hanno acquistato una loro dignità. Non che prima non l’avessero, ma ora sono davvero piccoli viaggi resi possibili proprio da me.