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Dammi un pizzicotto (ma non svegliarmi)! – S...

Dammi un pizzicotto (ma non svegliarmi)! – Sogni lucidi e realtà

Qualche settimana fa ho avuto la febbre alta. Con la febbre, i miei sogni diventano angosciosi. Me ne ricordo uno distintamente: sto andando all’aeroporto con alcuni amici, ma sono in ritardo. L’aereo doveva essere di mattina, ma nel sogno (come in tutti i miei sogni) c’è il sole allo zenit. Arrivati all’imbarco, guardo l’orologio, ma non capisco che ore sono. L’aereo non è ancora partito, ma non è neppure in ritardo. Aspettando l’imbarco, guardo di nuovo l’orologio, con la netta impressione che sia pomeriggio, però è mattina, e anche sera al tempo stesso. Irritata, sbuffo: «Uffa! Certo che nei sogni non si capisce mai quando partono, questi aerei!». Tutti si girano di colpo verso di me, e cominciano a guardarmi in modo strano. Dicono: «Ha capito che è un sogno, dobbiamo fermarla!» e vengono verso di me, con le braccia tese e gli occhi scintillanti. Mi sveglio.

Questi sogni, che a volte mi capita di avere, hanno un nome. I sogni lucidi, o in inglese lucid dreams, sono definiti come attività oniriche in cui la persona sa di stare sognando. Facendo una ricerca su internet, apprendo che oltre ai sogni lucidi c’è un livello superiore di abilità, ovvero la capacità di controllare i sogni. Secondo il non meglio identificato Lucidity Institute, una persona può accorgersi di essere in un sogno ma svegliarsi subito per l’emozione (come è successo a me), oppure accorgersi ma accettare passivamente la continuazione, o ancora accorgersi e controllare attivamente gli sviluppi della favola onirica.

Pare che ci siano persone più portate di altre, ma chiunque può fare un percorso di addestramento per ottenere stati di lucid dreaming. Si trovano svariate risorse in rete, e sono stati inventati molti metodi diversi, ma tutti i percorsi hanno degli elementi in comune.

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Primo passo: ricordarsi i sogni. Come si può intuire, è inutile parlare di lucidità se poi uno fa tabula rasa non appena si sveglia. Alcune persone fanno particolarmente fatica a ricordare i propri sogni, tanto che certi sostengono di non sognare quasi mai. Questo non è vero, perché il cervello produce attività oniriche tutte le notti: varia solo la capacità di ricordarsele. Ma anche se uno lì per lì si ricorda, rischia poi di dimenticare tutto in poco tempo. Seguendo questa pagina, si dovrebbe giocare con l’orario di impostazione della sveglia in modo da riuscire a “beccare” le fasi REM: in questo modo, uno dovrebbe ricordarsi cosa stava sognando in quel momento. L’importante è, una volta svegli, stare fermi a letto e non pensare ad altro se non al sogno, per evitare che il cervello cancelli il ricordo. Una volta ripetuta in mente la trama, è utile scrivere su un foglio perlomeno i passaggi fondamentali. Continuando così, ci si allena a ricordare i sogni.

Secondo passo: test di realtà. Come accade nel film Inception, in cui i personaggi sapevano di essere in un sogno perché la trottola da loro fatta girare non cadeva mai, le comuni leggi della fisica non valgono nella nostra mente. Così, non appena si noti qualcosa di strano in questo senso, si dovrebbe capire che si tratta di un sogno. In effetti, è quello che è casualmente successo a me: cercando di “fissare” un orario, non ci sono riuscita, e così mi sono accorta di non essere sveglia. Certo, spesso si ricreano situazioni che sono molto più bizzarre di questo, eppure ci sembrano perfettamente normali. Nel mio sogno non ho messo assolutamente in discussione il fatto di dover prendere un aereo, non mi sono chiesta dove era diretto, né perché lo prendevo con i miei amici. Una cosa “semplice” come l’ora, invece, ha messo in crisi la mia convinzione che fosse tutto reale. Su internet si trovano moltissime tecniche per scoprire se si è in un sogno, ma le più efficaci sembrano proprio quelle che coinvolgono cifre e scritte. Per il nostro cervello sarebbe troppo dispendioso mantenere costanti dei simboli così astratti, quindi li vediamo variare.

Ma se uno non sa di sognare come può fare un controllo volontario? I suggerimenti sono tantissimi, ma in genere si consiglia di abituarsi, durante la veglia, a fare alcuni test di realtà. In questo modo, il comportamento dovrebbe diventare un’abitudine, rendendo più probabile che uno lo faccia mentre sogna. Di che tipo sono questi controlli? Ecco una lista di alcuni:

–          Guardare un orologio digitale (sembra infatti che con quelli a lancette funzioni meno), distogliere un attimo lo sguardo e ricontrollare se le cifre sono cambiate.

–          Guardare una scritta, distogliere lo sguardo e ricontrollare se è rimasta uguale o no.

–          Saltare: nei sogni spesso la gravità non funziona come nella vita reale, e si può fluttuare.

–          Accendere e spegnere un interruttore della luce: nel sogno, non dovrebbe avere alcun effetto.

–          Guardarsi allo specchio: nei sogni spesso non ci si riesce a specchiare.

–          Tapparsi il naso e provare a respirare. Se si riesce lo stesso, si sta sognando.

–          Guardarsi le mani ogni tanto e chiedersi “sto sognando?”

E così via. Ecco un’utile descrizione pratica di alcune tecniche. Si consiglia di non focalizzarsi solo su una di esse, ma di usarne di più allo stesso tempo. È utile abituarsi a fare questi test qualora ci si ritrovi in una situazione che ricorre nei propri sogni, anche se sta accadendo realmente. Nel mio caso, dovrei farlo quando c’è il sole forte.

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Terzo passo: evitare di svegliarsi. Una volta capito che si è in un sogno, è facile emozionarsi e svegliarsi subito. Tutto comincia a perdere vividezza e dettaglio, fino a spingerci al risveglio. È quello che è successo a me, quindi in un certo senso io partirei da questo stadio. A parte il consiglio di sforzarsi di restare calmi (grazie!), ci sono varie tecniche più pratiche per favorire la continuazione del sogno lucido. Quella ritenuta più efficace è quella di girare velocemente sul posto, intorno al proprio asse corporeo (spinning), come se volessimo procurarci le vertigini. Non lo faremmo veramente, dato che mentre dormiamo la nostra mente ci “paralizza” per proteggerci da movimenti inconsulti, ma dovrebbe funzionare. Sembra che il trucco sia la sensazione di movimento, facilmente ottenibile piroettando. Un’altra tecnica, apparentemente meno efficace, è quella dello sfregarsi le mani, oppure sfregarle o appoggiarle su qualche oggetto.

Quarto passo: controllare i sogni! Dopo un po’ di pratica nel restare lucidi durante il sogno, si può provare a cambiarne lo svolgimento. È consigliabile partire da piccoli cambiamenti, ed è importante non essere impazienti o arrabbiarsi, perché le forte emozioni possono risvegliarci. Molti dicono che sia troppo difficile cambiare completamente scenario e materializzare qualche oggetto o persona, e che sia meglio trovare delle “vie traverse” per ottenere quello che vogliamo. Per esempio, se si vuole materializzare un oggetto, si può andarlo a cercare in un’altra stanza, o se si vuole convocare una persona, la si può chiamare per telefono. Poco a poco, prendendo confidenza, si può giungere a fare cose fantastiche, ad esempio volare!

Un altro buon motivo per allenarsi a padroneggiare l’attività onirica è quello di contrastare gli incubi. Se si impara a diventare lucidi durante un incubo, diventa facile capire che tutto ciò che ci accade in sogno non può farci male. Se, in più, uno riesce anche a controllarne lo svolgimento, la brutta visione può essere trasformata in un bel sogno – a patto di affrontare l’incubo, e non fuggirlo.

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Buona notte!


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  1. Margherita Ferrari

    24 giugno

    bellissimo pezzo, bianca. mi ha fatto venire in mente che ogni tanto sono riuscita a controllare lo svolgimento dei miei incubi fino a farli diventare un pelo meno inquietanti 😉

  2. Elena

    26 giugno

    Bellissimo articolo, complimenti!

  3. Bianca Bonollo

    27 giugno

    Grazie! :’D

  4. Nicolò

    27 giugno

    Eh, ma io concordo con Margherita. Tutto ciò mi fa venire in mente sogni che consapevolmente decido di cambiare facendo scelte più difficili e rischiose proprio perché, sapendo che sono in un sogno, voglio divertirmi. *_*

  5. Maliaerrante

    1 luglio

    Io ricordo perfettamente i miei sogni (è perché il mio sonno segue lo schema dei cicli, calcolo sempre multipli di un’ora e mezza nell’impostare la sveglia) e più volte mi è capitato, all’interno di un incubo, di prendere coscienza di essere in un sogno e rilassarmi per vedere come andasse a finire, come in un film. Altre volte, dall’interno dell’incubo, ho imposto a me stessa di svegliarmi per vedere se riuscivo a “salvarmi”, e solo in quel momento ho acquisito fulmineamente consapevolezza che non si trattasse della realtà.
    Anch’io avevo letto di quegli esercizi da fare da svegli (quello che più mi attrae è tentare di trapassarsi una mano con l’altra) ma ho il terrore di cominciare ad avere delle crisi di realtà e credere di stare sognando 24 ore su 24!

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