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Skateistan: perché un kickflip può cambiare il mondo

Partendo dal presupposto che lo skateboarding è uno degli sport che più affascina (in quanto impraticabile) l’ammasso di ossa fragili e scarsa coordinazione che sta scrivendo quest’articolo, e dal presupposto altro che le iniziative dedicate alla gioventù in difficoltà sono da sempre una delle cose che sta più a cuore a Soft Revolution, ecco che una scoperta come Skateistan non poteva che generare entusiasmo e far venir voglia di parlarne col cuore in mano.

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Le insegnanti Madina, Hanifa e Parisa sistemano il primo vero skateboard made in Afghanistan.

Sembrerebbe il nome di uno stato, ma in realtà Skateistan è un’iniziativa che utilizza in modo intelligente la pratica dello skateboarding per produrre capitale sociale tra i bambini. Creando opportunità educative e favorendo lo sviluppo del pensiero creativo, Skateistan vuole spezzare il ciclo di povertà ed esclusione che affligge la gioventù di alcuni stati debilitati da decenni di conflitti interni e dispersione sociale.
L’iniziativa ha preso piede per ora in Afghanistan e Cambogia. In Afghanistan il progetto si tiene tra Kabul e Mazar-e-Sharif (città dell’Afghanistan del Nord). In quelle aree, oltre il 60% della popolazione ha un’età inferiore ai 25 anni (il 50% ha meno di 16 anni). Skateistan lavora con circa 400 ragazzi ogni settimana e si concentra soprattutto nell’offrire opportunità (chiamiamole alternative) alle ragazze afgane e ai bambini che lavorano per strada.

Regole-Skateistan

I ALWAYS LIKE TO GO HIGH ON THE RAMPS. WHEN I’M UP THERE I FEEL FREE, LIKE I’M FLYING. I LIKE THAT FEELING A LOT.

Hanifa, 14 anni, skater afgana

A Kabul, il progetto di Skateistan è iniziato nel 2007. Da allora, i ragazzi e le ragazze coinvolte sono stati migliaia. Dopo mesi di duro lavoro, Skateistan e l’Afghan National Olympic Committee (ANOC) hanno inaugurato una nuova struttura a Mazar-e-Sharif (MeS). Sulla scia del successo ottenuto a Kabul, il nuovo impianto sarebbe stato tre volte più grande e avrebbe potuto ospitare più di 1000 studenti (di età compresa tra i 5 e i 17 anni), coi loro programmi di studio “arts-based” e i workshop di pratica. A Mazar-e-Sharif l’inaugurazione delle strutture di Skateistan si è tenuta nel maggio di quest’anno. Prevedeva l’esibizione dei migliori skater maschi e femmine (compresi i disabili), mostre curate dagli studenti, proiezione di cortometraggi e una cerimonia ufficiale di taglio del nastro. La costruzione degli impianti a MeS è stata finanziata dal German Federal Foreign Office e il cuore della raccolta fondi per le attività del 2013 ha visto il sostegno delle ambasciate danesi e norvegesi in Afghanistan. Tanto di cappello.

SKATEISTAN IS THE EPITOME OF WHAT SKATING IS ALL ABOUT. I HONESTLY SHARE IN THE EXCITEMENT THOSE KIDS FEEL!

Tony Hawk

La scelta dello skate, come perno dell’educazione di questi ragazzi, è motivata dal fatto che esso consente una certa libertà di espressione, stimola la creatività, facilita l’interazione e fa divertire, molto. Tengono lezione skater professionisti e alcuni volontari: ciascuna lezione è accompagnata da un’ora di workshop atto a solidificare ulteriormente le amicizie e la fiducia costruiti sulle rampe. Sia in Afghanistan sia in Cambogia, lo skate è riuscito a coinvolgere attivamente giovani con background anche diversi tra loro, ma soprattutto è riuscito a conquistare le ragazze, che spesso queste società escludono dalle attività sportive tradizionali (a.e. il calcio).
In una sezione del sito ufficiale, si trova un’interessante articolo intitolato “Why sport matters for girls”. Vi si leggono delle confortanti parole di Vath Chamroeun, segretario generale del National Olympic Committee of Cambodia:

Tradizionalmente, in Cambogia le famiglie non permettevano alle loro figlie di praticare sport, ma ora nella società moderna le donne e gli uomini hanno diritto di poter fare tutti le stesse cose. In Cambogia le donne che fanno sport sono tra il 30 e il 40%… La prima medaglia d’oro cambogiana per il wrestling è andata a una donna, ai SEA 2009.

Il tasso di partecipazione femminile al progetto Skateistan in Cambogia è del 40%, ma si spera possa continuare a salire in futuro. Parte di questo 40% è dato anche dalla presenza di Tin, membro dello staff di Skateistan. Considerata un ottimo modello per i suoi alunni, Tin, appassionata di skate, danza, musica e insegnamento, dotata di un grande spirito motivatore, è stata la prima skater cambogiana a concludere un kickflip (peraltro il suo trick preferito). L’articolo contiene una sua intervista, che vi invito a leggere e di cui riporto una risposta commovente:

Pensi che andrai sullo skate anche quando sarai più vecchia?
Sì! Finché potrò camminare, starò sullo skate finché morirò. Quando sarò più vecchia, lo skate mi terrà in esercizio, mi rilasserà e mi renderà felice.

Come aiutare Skateistan. Supportata ormai a livello mondiale, Skateistan organizza spesso eventi e fundraising in giro per il globo, cui tutti sono invitati a partecipare. Ci sono, ad ogni modo, varie opzioni per sostenere l’iniziativa. La semplice donazione; l’ospitare una raccolta fondi (loro ti fornirebbero un kit per di materiale informativo per attivarti); lo shopping online sul sito, dove si possono trovare t-shirt, felpe e vario merchandise di Skateistan oltre al libro che racconta l’avventura afgana; il diventare volontario; o diventare sponsor. C’è l’imbarazzo della scelta.

skateistan


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