Ho sempre visto gli Academy Awards come la luce alla fine del tunnel. Un sacco di bella gente con bei vestiti confinata in uno stanzone enorme per quasi tre ore, spesso in preda all’ansia per un’eventuale premiazione dei loro sforzi. Stressante per loro, esilarante per noi comuni mortali.
Quest’anno la scelta del presentatore è ricaduta su Seth MacFarlane. Per chi, come la sottoscritta, non ha idea di chi sia, è il tizio che ha inventato i Griffin, ed ha più recentemente scritto la commedia Ted.
Ci sono stati vari momenti di imbarazzato silenzio per il suo approccio alla condotta dello show, tuttavia quello più discusso e controverso è senza dubbio da individuarsi durante l’apertura dello show. Per chi non avesse seguito la serata, il comico ha inaugurato le danze, in senso letterale, con We Saw Your Boobs, definita una “irriverente ma rispettosa” canzoncina che elenca nomi di film e attrici che hanno mostrato il meglio di sé al cinema: le tette.
La canzone ha fatto il giro del web in breve, dividendo il pubblico tra gli indignati e quelli che hanno riso a denti stretti. C’è poi anche chi ha riso di gusto.
Personalmente trovo svilente non tanto l’eco, prevedibilmente inevitabile, che ha seguito l’infelice episodio, tanto quanto l’episodio stesso. Mi spiego meglio: MacFarlane si entusiasma — ed incoraggia ad entusiasmarsi — alla vista di tale dettaglio anatomico come avrebbero potuto farlo i miei compagni del ginnasio. Questo spezzone dello show ha fatto salire di non poco i rating, a discapito della mia povera mascella, precipitata invece rovinosamente sul pavimento.
Entrando nel dettaglio del pezzo, lo trovo gratuitamente di cattivo gusto e patetico. Aggiungerei anche il termine “sessista”, ma non vorrei essere etichettata come (Dio ce ne scampi e liberi!) femminista. Inviterei però le persone che incitano a non farne un dramma, a non prendersela e, appunto, a non fare le “femministe” a riflettere sul perché il pezzo non cita alcun nome maschile (perché, che ci crediate o meno, anche agli uomini è capitato di spogliarsi per le telecamere).
Almeno finisse qui, e invece no. Tra i film citati c’è anche Monster (ironia della sorte, Charlize Theron si aggiudicò l’Oscar proprio per quel film nel 2003), in cui la fantomatica scena nella quale compaiono delle tette è anche, casualmente, una scena di violenza sessuale. Che l’Academy sia composta da persone che iniziano ad avere evidenti problemi di demenza senile non v’è dubbio alcuno, ma dubito che abbiano deciso di assegnare la statuetta proprio alla Theron per i motivi espressi nella canzoncina. Più probabile che l’abbiamo premiata le sue doti recitative, forse? Invece ciò che traspare come degno di nota nel film, secondo MacFarlane, sono solo le tette al vento.
Che vi devo dire, sarò io che prendo tutto troppo sul serio e davvero non ho senso dell’umorismo, ma almeno riesco a provare abbastanza empatia per immaginare come si devono essere sentite queste donne quando hanno visto sminuiti i loro sforzi, la loro prestazione attoriale, il loro lavoro ad un semplice commento sul loro seno. In occasione di una cerimonia che si suppone onori l’arte del fare cinema e le persone che hanno scelto di dedicare la loro vita alla rappresentazione della condizione umana, non all’anatomia di un corpo, il loro.
Il siparietto era preregistrato (dettaglio difficile da riconoscere grazie al montaggio televisivo, a meno che non si stessero osservando religiosamente gli outfit delle attrici) e si può dunque immaginare che le vittime della canzoncina fossero a conoscenza di quello che stava per succedere. Charlize Theron, Naomi Watts, Jennifer Lawrence e le altre attrici citate avevano dato il loro consenso ed avevano partecipato allo sketch. Questo forse dovrebbe renderlo meno indigesto — le attrici hanno pur sempre accettato di farne parte — ma non lo rende meno di cattivo gusto.
Proprio Jennifer Lawrence ha vinto il premio nella categoria “Migliore attrice protagonista” per il suo ruolo in Il Lato Positivo (in inglese Silver Linings Playbook). Il personaggio interpretato dalla Lawrence mi sembrava un autentico passo avanti per le donne nel cinema: senza rovinare il film per chi non l’avesse ancora visto, diciamo solo che Tiffany è una donna complessa e che ha imparato ad amarsi per quello che è, accettando i diversi aspetti della propria indole (i quali includono l’essere “un po’ zoccola” – ossia una donna che ritiene di avere il diritto di disporre della propria vagina come meglio crede).
Dopo I SawYour Boobs, ho l’impressione che ancora una volta pensiamo di essere andati avanti solo per poi renderci conto di non esserci mai davvero mossi; avrei potuto godere del trionfo della Lawrence a cuore più leggero se la cerimonia non fosse stata aperta da una canzone che ci ricorda che sì, forse questo Oscar a JLaw l’avranno anche dato, ma ciò che davvero si deve apprezzare delle donne in un film è tutt’altro. Dai non prendetevela, si scherza.
In realta’ questo e’ solo il peggiore dei momenti sessisti che hanno costellato la 85a edizione degli Academy Awards. Per approfondire l’argomento e disgustarvi ancora di piu’, potete leggere l’eccellente analisi della serata di Amy Davidson sul sito del New Yorker, o le 9 cose sessiste successe agli Oscar secondo Buzzfeed.




31 commenti
Simone b. dice:
1 mar, 2013
“sarò io che prendo tutto troppo sul serio e davvero non ho senso dell’umorismo”
Temo di sì.
Margherita dice:
1 mar, 2013
simon, per cortesia, smettila di lasciare questi commenti molesti con il solo scopo di dare contro alla gente. non è divertente. vai a farlo da un’altra parte.
Paolo1984 dice:
1 mar, 2013
Guarda, io apprezzo i Griffin e Ted mi ha divertito, di solito apprezzo l’umorismo politicamente scorretto (anche se MacFarlane a volte si fa prenere la mano dal gusto della provocazione cinica a tutti i costi) ma la canzoncina in questione l’ho trovata più che offensiva, davvero puerile: che senso ha prendere in giro delle attrici perchè hanno mostrato delle nudità quando la sceneggiatura, la trama, la storia che avevano deciso di interpretare lo richiedeva? Gli attori maschi fanno lo stesso, fa parte del mestiere, è arte e sinceramente reagirei nello stesso modo se una Sarah Silverman (altra comica che amo molto) cantasse un “vi abbiamo visto il pistolino” o “vi abbiamo visto i pettorali”…ok, Seth le hai viste..e allora? Comunque di una cosa sono certo: questa canzoncina stupida (non so se MacFarlane presenterà un’altra cerimonia degli Oscar) non sminuisce di una virgola ai miei occhi il talento di Jennifer Lawrence e delle altre attrici citate e il valore dei loro film e dei personaggi che hanno interpretato e ai quali hanno dato spessore e verità anche spogliandosi più o meno completamente se la scena lo richiede come fa ogni attore
Simone b. dice:
2 mar, 2013
Non avevo capito che in questo sito si vogliono solo commenti positivi.
Beh addio
Margherita dice:
2 mar, 2013
ovviamente non è quello che stavo dicendo o pretendendo da te o da altri. solo sarebbe bello se alternassi commenti polemici con altri tipi di commenti, dato che dubito che tutto il sito ti faccia schifo. vabbè. ciao.
Marta Conte dice:
2 mar, 2013
Ma i commenti polemici vanno benissimo, basta che siano un minimo motivati, come quello di Paolo1984.
Paolo: “Personalmente trovo svilente non tanto l’eco, prevedibilmente inevitabile, che ha seguito l’infelice episodio, tanto quanto l’episodio stesso. Mi spiego meglio: MacFarlane si entusiasma — ed incoraggia ad entusiasmarsi — alla vista di tale dettaglio anatomico come avrebbero potuto farlo i miei compagni del ginnasio.”
Questo è un estratto dall’articolo. Come vedi, non la pensiamo in maniera molto diversa, semplicemente io non apprezzo questo tipo di umorismo che giudico, perdonatemi, scadente e sgradevole. Una persona che insulta un obeso di essere grasso, aspettandosi che qualcuno ne rida, non è una persona divertente e tanto meno simpatica, è solo un cretino (per usare un registro non apertamente volgare/pesantemente offensivo, cosa che MacFarlene non perde occasione di fare).
Mi fa comunque piacere che tu abbia saputo prendere il bello della serata ed elaborare il meno-bello con intelligenza e spirito critico. Tempo però che tu rientri nella categoria delle eccezioni, i più si sono schierati nei soliti team #promac #againstmac.
Direi che anche SR ha preso posizione, ma sono contenta che ci sia spazio per il dialogo anche se non vediamo la cosa allo stesso modo. Anzi, soprattutto per quello!
Elisa Cuter dice:
3 mar, 2013
Scusate ma quello di Paolo1984 non era un commento polemico, mentre spesso Simone b. fa commenti intelligenti, anche se critici, tipo al mio pezzo sullo sbattezzo. Non penso fosse un troll, e credo gli dovremmo delle scuse.
In ogni caso Macfarlane ha sempre fatto incazzare tutti, con i griffin e non. Se ci piace lo humor politically uncorrect non dovremmo lamentarci. Non si può ridere quando Stewie butta Madre Teresa in overdose fuori dall’auto davanti al pronto soccorso gridando “BUTTA FUORI QUELLA PUTTANA!” (e io ho riso di gusto), e poi lamentarsi di una canzone sulle tette. Un sacco di umorismo funziona così: ridi dei froci & di chi li chiama così, ridi delle donne & di chi è misogino. Chi si ferma al primo livello è uno scemo, ma in tutti i sensi, ciò vuol dire che è un po’ limitato anche chi non coglie il secondo. Come al solito, è giusto parlarne, evidenziare certe cose, dibatterne. Ma è giusto anche riderne, secondo me.
E comunque Marta, quel “dio ce ne scampi e liberi” era sarcastico vero? (sei libera di porre la domanda legittima: chi è un po’ limitato ora?) :)
Paolo1984 dice:
3 mar, 2013
Elisa, io sono d’accordo con te, per me non c’è niente su cui non si possa ridere se si sa come fare e lo humour politically uncorrect mi piace molto, mi piace Borat, South Park, The Boondocks, i monologhi di Sarah Silverman, Bill Hicks, Carlin e altri grandi stand up comedian statunitensi…considero molte gag surreal-demenziali dei Griffin come dei veri gioielli comici e satirici compresa quella che hai citato di Madre Teresa..(e avendo letto La posizione della missionaria di Christopher Hitchens ho perso definitivamente ogni stima per Madre Teresa e quindi ben venga la dissacrazione corrosiva di MacFarlane..chissà se pure lui ha letto Hitchens?)..però “We saw your boobs” ecco mi lascia perplesso per i motivi che ho indicato..mi è parsa una trovata troppo puerile e non all’altezza di quell’intelligenza provocatoria che comunque riconosco a MacFarlane nel suo non avere rispetto per niente e nessuno. (dovendo fare un paragone ho trovato più intelligente la canzoncina cantata da Stewie e Brian agli Emmy del 2007 nonostante prendessero in giro alcune serie-tv che amo molto)
Paolo1984 dice:
4 mar, 2013
“ridi dei froci & di chi li chiama così, ridi delle donne & di chi è misogino. Chi si ferma al primo livello è uno scemo, ma in tutti i sensi, ciò vuol dire che è un po’ limitato anche chi non coglie il secondo.”
totalmente d’accordo, alla fine per me è questione di contesto..forse quella canzoncina all’interno di un episodio dei Griffin, nel contesto demenziale e surreale del cartoon cantata da un personaggio volutamente ridicolo come Peter Griffin o da un Quagmire, personaggio anche lui assurdo la cui fissazione per il sesso è spesso ridicola e ridicolizzata mi avrebbe dato meno fastidio (anche se non l’avrei trovata all’altezza di altre trovate di MacFarlane)..nel contesto degli Oscar mi ha fatto un altro effetto
Marta Conte dice:
4 mar, 2013
A parte il fatto che diversi tipi d’intelligenza colgono diversi tipi di umorismo, senza per questo significare che uno sia inferiore all’altro, in questo caso non si trattava di qualcosa di umoristico, punto.
L’umorismo provocatorio va bene, ma questa non era neanche una provocazione, era una cosa fatta per il puro gusto di degradare, e nella maniera più idiota possibile. Il fatto che qualcuno l’abbia trovata divertente invece d’indignarsene mi fa soltanto pensare che queste persone abbiano passato troppo tempo davanti alla televisione, con il risultato di rincoglionirsi completamente. Questo umorismo farebbe ridere, o dovrebbe far ridere, solo un ragazzino di età dagli 8 ai 14 anni.
Il fatto che la presenza di MacFarlene sia stata scelta e voluta, proprio per il tipo di umorismo che promuove, è ovviamente qualcosa che ha a che fare anche con i soldi, direi quindi che quelli dell’Accademy ci hanno visto lungo, visto che in effetti ha fatto alzare non poco i rating, contribuendo ad abbassare notevolmente il livello culturale della serata.
Fey e Poehler, conduttrici dell’edizione di quest’anno dei Golden Globes, sono un ottimo esempio di come sia possibile condurre uno show in maniera divertente e arguta, anche andando a stuzzicare i presenti in sala ma senza dover mai ricorrere a scherzi scadenti e di cattivo gusto come commenti di genere o tendenze sessuali.
In fine, trovo limitante limitarsi a tutto questo e difendere una cosa così palesemente sbagliata per difendere la propria immagine di “persona di mentalità aperta e sofisticata”. Mi sembra una di quelle cose per le quali la gente si sente in dovere di ridere per dimostrare a se stessi ed agli altri quanto si è superiori e capaci di prendersi in giro. La società si guarda a lo specchio e ride, senza rendersi conto che sta ridendo di se stessa (o forse se ne rende conto ma visto che funziona così meglio salvare la faccia e ridere anche noi, piuttosto che passare per quelli “difficili”, o meglio, “limitati”).
Lo trovo un comportamento meschino. E sì, ero sarcastica.
Elisa Cuter dice:
4 mar, 2013
Io invece trovo meschino il tuo attaccare la persona e non l’affermazione. Partire dal presupposto che un’opinione sia fatta in cattiva fede (“per difendere la propria immagine bla bla bla”) e non prenderla sul serio mi sembra veramente scorretto da parte tua.
Marta Conte dice:
4 mar, 2013
Ho detto che era un COMPORTAMENTO meschino. Non che lo sia tu. Poi certo, se adotti quel comportamento, allora penso che il tuo comportamento in quest’occasione sia quello di una persona meschina, a mio parere. Ma non era un giudizio assoluto.
Ho preso il parere molto sul serio, questo è il problema. Non credo che tu abbia concepito quell’opinione in cattiva fede deliberatamente, penso sia un meccanismo di difesa probabilmente inconscio, ma ciò non toglie che ci sia, profondamente radicato nella società moderna.
Marta de rubertis dice:
4 mar, 2013
Uno: noi donne come al solito non sappiamo allearci e finiamo per morderci il collo a vicenda anche in casi come questo, dove si tratta evidentemente di un’umiliazione.
Due: se ci fosse qualcuno che facesse un nero con le labbrone e cominciasse le frasi con “badrone” non avremmo dubbi su che parte schierarci o no. O in nome dell’umorismo sarebbe legittimo aprire gli Oscar con una battuta su ebrei e posacenere? Questo non è umorismo, e basta. E ricordiamo che una canzoncina del genere è cantata da qualcuno che ha avuto il coraggio di parlare di orge afterparty a casa di Jack Nicholson dove una bambina di tredici anni è stata stuprata.
E infatti che qualcuno canti una canzoncina come “ho visto il tuo pistolino” è totalmente improbabile, è quasi irriverente pensarlo perché? Perché gli uomini “meritano” più rispetto, e non lo chiedono, lo pretendono e lo ottengono.
Marta Conte dice:
4 mar, 2013
“O in nome dell’umorismo sarebbe legittimo aprire gli Oscar con una battuta su ebrei e posacenere?”
Umorismo povero per persone povere.
Paolo1984 dice:
6 mar, 2013
“O in nome dell’umorismo sarebbe legittimo aprire gli Oscar con una battuta su ebrei e posacenere?”
gli Oscar forse no..ma ci sono fior di bravissimi comici ebrei americani che battute di questo tipo le fanno senza alcun problema
E forse una Sarah Silverman l’avrebbe pure cantato “ho visto il tuo pistolino” e anche se la apprezzo l’avrei criticata come ho criticato MacFarlane
Marta Conte dice:
4 mar, 2013
Vorrei solo esplicitare la mia considerazione sulla società perché potrebbe non risultare chiara (sto ancora elaborando il pensiero): al limite MacFarlene è un genio perché capisce uno dei motivi per i quali un film potrebbe avere appeal sul pubblico e ci gioca sopra, prendendoci tutti per il culo, noi invece di capire, prendere coscienza e vergognarci di noi stessi, cosa che poi ci spingerebbe ad essere persone migliori, facciamo alzare i rating e brindiamo compiaciuti della nostra superficialità. Poi lo difendiamo per estraniarci e dire che “lo scherzo ci fa ridere e ridiamo anche perché noi non siamo così” cosa che è falsa, perché se non lo fossimo non avremmo riso in prima battuta.
Elisa Cuter dice:
4 mar, 2013
http://www.youtube.com/watch?v=tbud8rLejLM
Marta Conte dice:
4 mar, 2013
“But you laugh because
They’re based on truth.
[...]
Everyone enjoys them –
So relax!”
!!!
Elisa Cuter dice:
4 mar, 2013
senti cosa ti devo dire, sarà questione di sensibilità, o come dici tu di “diversi tipi d’intelligenza” che “colgono diversi tipi di umorismo”. Io non l’ho trovato esilarante, ma nemmeno così oltraggioso da doverci fare un pezzo che suona tanto moralista e molto a rischio di alzare parecchio la soglia dell’accettabile. Tutto si può criticare, come scrivevo sopra è anche giusto evidenziare certe cose che qualcuno non coglie. Detto ciò le cose che mi fanno davvero incazzare sono altre, ho la sensazione che qui ci si esponga tanto e ci si schieri accoratamente per cose che alla fine dipendono davvero tanto dalla sensibilità dei singoli.
Marta Conte dice:
4 mar, 2013
Onestamente mi stupisce che tu possa pensare “ci si esponga tanto e ci si schieri accoratamente per cose che alla fine dipendono davvero tanto dalla sensibilità dei singoli”, visto anche lo scambio di email collettivo avvenuto neanche due settimane fa.
Detto ciò, questa è la tua opinione e io la rispetto, ma non credere che Margherita, e non solo lei, mi abbia mai pubblicato niente senza trovarcisi, se non completamente, sostanzialmente d’accordo. Nel qual caso così non fosse (come per esempio nel caso del pezzo su iGoogle) non ha mancato di lasciare un commento esprimendo aperto dissenso da quanto io affermavo.
C’è stato anche più di un caso nel quale non mi hanno postato articoli perché non si trovavano in forte disaccordo con il contenuto, oppure l’articolo era effettivamente scritto male.
Questo solo per dire che SR non è il blog di Marca Conte, ed è giusto e buono che sia così. Se Margherita o chi per lei non si fossero trovate d’accordo con quanto ho scritto, ti assicuro che questo post non sarebbe mai uscito.
Elisa Cuter dice:
5 mar, 2013
ah beh, se hai le spalle coperte dai pezzi grossi ritiro tutto! Cosa stai dicendo? non ho nessun problema ad obiettare le scelte di Margherita, non è nemmeno la prima volta che c’è disaccordo in redazione, e sinceramente non capisco proprio cosa questo tuo ribadire che Margherita (“e non solo lei”) siano dalla tua possa apportare alla conversazione. Non proseguo sotto con altre obiezioni anche se ci sarebbe ancora molto da dire e da discutere perché mi sembra che la cosa stia diventando davvero troppo presa sul personale.
Marta Conte dice:
5 mar, 2013
Sei stata tu a parlare di “sensibilità dei singoli”… Volevo solo dire che nessuno mi ha fatto il contentino pubblicandomi il pezzo.
Costanza Galanti dice:
4 mar, 2013
Secondo me una cosa che può suscitare una reazione negativa è pensare al contesto- almeno, per me è stato così. Quando ho letto il testo della canzone la prima volta non mi ha dato fastidio. Perché *in sè* non mi sembrava particolarmente offensivo. Mi è venuta in mente anche la performance de I Soliti Idioti a San Remo del 2012, che faceva ironia sulle rivendicazioni delle persone omosessuali (http://www.youtube.com/watch?v=JlhmvMqgddw). E anche là, c’era stato chi se la prendeva moltissimo e chi la trovava solo divertente.
Quello che a me ha reso insopportabili entrambi gli episodi è stato pensare che rinforzino mentalità dominanti di discriminazione: per i Soliti Idioti penso che offrire nuovi spunti di derisione per una categoria già così vessata in Italia non faccia che rendere le cose ancora più difficili a molti; in un mondo dove il rischio di subire violenze da parte di una donna è molto alto, che scene di stupro vengano ricordate in maniera scherzosa penso che sia rischioso, che contribuisca a non focalizzarsi sul problema.
Pensando al commento di Elisa mi viene in mente: quindi sono contraria all’umorismo politicamente scorretto tout court? Non lo so. Forse sì, quando ha come bersagli minoranze o quando finisce per sabotare le lotte (anche solo a livello di immaginario) di certe categorie. Trovo anche molto scorretto il discorso che si fa a volte per occultare le relazioni di potere, del tipo “eh ormai su X non si può dire più niente…”: quasi a voler fingere che la categoria X (donne, gay, ecc.) sia veramente in posizione di potere, cosa che ci piacerebbe ma spesso non è così.
Marta Conte dice:
4 mar, 2013
ESATTO. Ripeto, se ci trovassimo davanti ad un caso di due ragazzini del liceo cinefili che buttano giù una lista di donne di cui hanno visto il seno in un film, BENISSIMO. Il problema è che questa era una cerimonia ufficiale, erano gli Oscar. Non venite a dirmi che questa cosa non dovrebbe contare nulla, e che non ha lanciato un messaggio, anche se subliminale.
Paolo1984 dice:
6 mar, 2013
“quindi sono contraria all’umorismo politicamente scorretto tout court? Non lo so. Forse sì, quando ha come bersagli minoranze o quando finisce per sabotare le lotte (anche solo a livello di immaginario) di certe categorie.”
io che non sono contrario all’umorismo politically uncorrect ma penso vada saputo maneggiare e MacFarlane nei Griffin lo maneggia bene (salvo qualche scivolone) ma a questo giro la sua performance agli Oscar, non so se abbia “sabotato” le lotte di certe categorie (non credo) ma è stata puerile, priva di mordente e ha pure ridicolizzato scioccamente il lavoro delle attrici e dal mio punto di vista è la critica più radicale che si possa fare a we saw your boobs
Simone b. dice:
4 mar, 2013
Specifico meglio invece di fare il bambino offeso che porta via il pallone. Faccio commenti critici più spesso perché mi sembra dialetticamente più costruttivo che dire “bravo son d’accordo” se non ho niente da aggiungere o correggere preferisco tacere e magari condividere l’articolo. Il che potrebbe essere la definizione di rompicazzo, ma sta a voi decidere.
Tutto può offendere, tutto può essere censurato però dobbiamo avere ben chiaro che se iniziamo a tirare fuori concetti arbitrari come “mi ha offeso” ci buttiamo su una strada molto pericolosa.
Perché a questo punto diventa lecito censurare il Padre Pizzarro di Guzzanti, dire che si è perso le elezioni perché Crozza mi ha imitato, indignarsi per la vasca di merda con Ferrara di Luttazzi (ok non sono sicuro sia sua visto che ruba, ma ora non conta), per le battute di Spinoza sui morti, per le 1000 battute sugli ebrei in Family Guy.
Che poi di battute sul pisello di Fassbender se ne sono fatte moltissime quindi è falso anche dal punto di vista storico dire che non si fanno battute sul corpo dei maschi.
Concludendo trovo che sarebbe meglio limitarsi ad usare le categorie di bello e brutto su queste cose invece che quelle di giusto e sbagliato.
Marta Conte dice:
4 mar, 2013
Simone, credo che Margherita ti abbia apostrofato perché il tuo commento, permettimi, non aveva assolutamente nulla di costruttivo. In linea di massima sono d’accordo con la tua politica-dei-commenti, ma con quest’ultimo mi stavi semplicemente dando addosso, in maniera più o meno gratuita. E’ tuo diritto non essere d’accordo con me, ma non puoi davvero pretendere di andare da una persona, darle della cretina e poi incazzarti perché ti si chiede di moderare il tono, o quanto meno giustificare l’affermazione – cosa che hai fatto con il secondo commento, bene.
Ripeto, la frase: “MI ha offeso” implica che qualcosa urta la mia personale sensibilità. Non è questo il caso. O meglio, certo, offende ANCHE la mia personalità, ma non capisco come non offenda quella di tutte (partiamo con le donne, poi se si aggiungono anche gli uomini e grasso che cola).
Non conosco questo particolare sketch che citi di Guzzanti, ma posso dirti che la differenza fondamentale tra comici come i Guzzanti o Crozza, per quello che ho visto io almeno, fanno satira. Questo significa che sì, denigrano la vittima designata, ma lo fanno sulla base di fatti e cose dette da queste persone che hanno del paradossale(ecco perché satira e politica vanno a braccetto) o che sono quantomeno incongruenti, arrivando a promuovere anche possibili spunti di riflessione sulla società e le persone che la abitano.
Quello che ha fatto MacFarlene assomiglia di più a quello che farebbe un compagno di classe che ha trovato delle tue foto più o meno imbarazzanti e corre a sventolarle in giro. Allo specifico caso del caro Seth si aggiunga che prende spezzoni di film estraniandoli completamente dal contesto, riproponendoli in chiave denigratoria.
Ultima comparazione: gli esempi che tu citi sono basati su persone che non stavano *interpretando* nessuno, erano solo se stesse. In parole povere: tal politico dice tal cazzata, Crozza se ne rende conto e lo imita in versione caricaturale, facendo sì che tutti si accorgano che questo è effettivamente un cialtrone.
Nel caso delle attrici sopra citate invece, sono state schernite per una cosa che dovevano fare per esigenza di copione. Oh e, tanto per la cronaca, non è necessariamente una cosa FACILE spogliarsi davanti ad un tot di persone (la stragrande maggioranza di questi maschi) semisconosciute, per girare una scena di sesso/stupro/quello che sia.
A prescindere da come vedete la questione, penso che se non altro per un minimo di rispetto di QUESTO, quelle attrici se non erano da applaudire di certo non erano da schernire.
Di battute sul pisello di Fassbender, a parte che sia stato scritto su varie testate giornalistiche, me ne ricordo solo una: i Golden Globes. Anche lì: una battuta, non uno sketch; fatta da un uomo (George Clooney) ad un altro uomo – e se fosse stata una donna? “Perché commenta? E’ un invito? Mi sta autorizzando a provarci? Come si permette di commentare i miei genitali?”; infine, oltre a considerare i due fattori riportati appena sopra, se ti ricordi bene Clooney si complimenta con F. per le dimensioni del suo pene. Ora, è vero che MacFarlene non fa commenti del tipo “lei ce l’ha piccole, l’altra no” – ci mancherebbe altro – ma canta in modo neutro, semplicemente elencando dei dati. Cosa che mi rende ancora più misterioso capire cosa ci possa essere mai di divertente.
Concludendo credo che in certi casi sia necessario avere il coraggio di ammettere che una cosa o è giusta o e sbagliata. Anche se farà incazzare parecchie persone.
Simone b. dice:
5 mar, 2013
Tanto per puntualizzare non ti ho mai dato della cretina.
“Concludendo credo che in certi casi sia necessario avere il coraggio di ammettere che una cosa o è giusta o e sbagliata. Anche se farà incazzare parecchie persone.”
Quindi tu puoi dire che qualcosa è sbagliato, ma io non posso pensare che tu abbia sbagliato? Ok terrò a mente.
BIANCA BONOLLO dice:
5 mar, 2013
Forse Simone B. ha scelto un modo un po’ secco di fare una critica (pur limitandosi, dopotutto, a citare l’articolo stesso). In ogni caso, penso che la sua intenzione non fosse quella di insultare e, sorvolando sui suoi modi, condivido quello che voleva esprimere: non si può non inserire la canzoncina nel contesto di umorismo politically uncorrect che è propria di Seth MacFarlane (non conosciuto dall’autrice, come da lei ammesso), che può piacere o no. Inoltre, anche io ritengo che l’analisi si fermi solo a un primo livello, prendendo questa provocatoria canzoncina, per l’appunto, “troppo sul serio”, e non prendendo invece in considerazione l’ipotesi che potesse essere una presa in giro proprio di chi, al cinema, ci va solo per vedere le tette*. (*o le scene d’azione, o altre cose triviali)
Paolo1984 dice:
6 mar, 2013
“non prendendo invece in considerazione l’ipotesi che potesse essere una presa in giro proprio di chi, al cinema, ci va solo per vedere le tette*”
forse se l’avesse cantata un Glen Quagmire durante un episodio di Family Guy questo intento sarebbe risultato più chiaro..è il contesto che fa la differenza
Marta Conte dice:
6 mar, 2013
Simone:
Non è quello che stavo dicendo. Stavo dicendo che io ho visto la cosa abbastanza in nero, tu in bianco. Io ho preso una posizione, tu un’altra. Non la condivido affatto, ma ti rispetto per averlo fatto.
Bianca:
Hai ragione, è stato un errore mio scrivere quella frase.
Sì, non sono un’amante di questo tipo di umorismo, e onestamente non capisco come possa riscuotere tutto il successo che riscuote. Ma direi che s’è già versato abbastanza sangue quindi non andrò oltre.
Condivido quello che dici sull’analisi ferma al primo livello, ma questo è dovuto al fatto che ho scritto l’articolo (messo in bozza verso le 23 e passa, tra l’altro) ed è stato pubblicato il giorno dopo. Avrei voluto tornare a lavorarci ma non ho letteralmente avuto il tempo di farlo. Questo si evince però dalla discussione sotto, dove ho elaborato esattamente quello che hai scritto, in maniera più grezza e abbozzata di come stai facendo tu :D