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Ho sempre visto gli Academy Awards come la luce alla fine del tunnel. Un sacco di bella gente con bei vestiti confinata in uno stanzone enorme per quasi tre ore, spesso in preda all’ansia per un’eventuale premiazione dei loro sforzi. Stressante per loro, esilarante per noi comuni mortali.
Quest’anno la scelta del presentatore è ricaduta su Seth MacFarlane. Per chi, come la sottoscritta, non ha idea di chi sia, è il tizio che ha inventato i Griffin, ed ha più recentemente scritto la commedia Ted.

Ci sono stati vari momenti di imbarazzato silenzio per il suo approccio alla condotta dello show, tuttavia quello più discusso e controverso è senza dubbio da individuarsi durante l’apertura dello show. Per chi non avesse seguito la serata, il comico ha inaugurato le danze, in senso letterale, con We Saw Your Boobs, definita una “irriverente ma rispettosa” canzoncina che elenca nomi di film e attrici che hanno mostrato il meglio di sé al cinema: le tette.
La canzone ha fatto il giro del web in breve, dividendo il pubblico tra gli indignati e quelli che hanno riso a denti stretti. C’è poi anche chi ha riso di gusto.

Personalmente trovo svilente non tanto l’eco, prevedibilmente inevitabile, che ha seguito l’infelice episodio, tanto quanto l’episodio stesso. Mi spiego meglio: MacFarlane si entusiasma — ed incoraggia ad entusiasmarsi — alla vista di tale dettaglio anatomico come avrebbero potuto farlo i miei compagni del ginnasio. Questo spezzone dello show ha fatto salire di non poco i rating, a discapito della mia povera mascella, precipitata invece rovinosamente sul pavimento.

Entrando nel dettaglio del pezzo, lo trovo gratuitamente di cattivo gusto e patetico. Aggiungerei anche il termine “sessista”, ma non vorrei essere etichettata come (Dio ce ne scampi e liberi!) femminista. Inviterei però le persone che incitano a non farne un dramma, a non prendersela e, appunto, a non fare le “femministe” a riflettere sul perché il pezzo non cita alcun nome maschile (perché, che ci crediate o meno, anche agli uomini è capitato di spogliarsi per le telecamere).

32adad50-5adc-445b-964f-125da85ada73_charlize-theron-oscars-2013-seth-macfarlene-boobs-song-angry-pictureAlmeno finisse qui, e invece no. Tra i film citati c’è anche Monster (ironia della sorte, Charlize Theron si aggiudicò l’Oscar proprio per quel film nel 2003), in cui la fantomatica scena nella quale compaiono delle tette è anche, casualmente, una scena di violenza sessuale. Che l’Academy sia composta da persone che iniziano ad avere evidenti problemi di demenza senile non v’è dubbio alcuno, ma dubito che abbiano deciso di assegnare la statuetta proprio alla Theron per i motivi espressi nella canzoncina. Più probabile che l’abbiamo premiata le sue doti recitative, forse? Invece ciò che traspare come degno di nota nel film, secondo MacFarlane, sono solo le tette al vento.

Che vi devo dire, sarò io che prendo tutto troppo sul serio e davvero non ho senso dell’umorismo, ma almeno riesco a provare abbastanza empatia per immaginare come si devono essere sentite queste donne quando hanno visto sminuiti i loro sforzi, la loro prestazione attoriale, il loro lavoro ad un semplice commento sul loro seno. In occasione di una cerimonia che si suppone onori l’arte del fare cinema e le persone che hanno scelto di dedicare la loro vita alla rappresentazione della condizione umana, non all’anatomia di un corpo, il loro.

Il siparietto era preregistrato (dettaglio difficile da riconoscere grazie al montaggio televisivo, a meno che non si stessero osservando religiosamente gli outfit delle attrici) e si può dunque immaginare che le vittime della canzoncina fossero a conoscenza di quello che stava per succedere. Charlize Theron, Naomi Watts, Jennifer Lawrence e le altre attrici citate avevano dato il loro consenso ed avevano partecipato allo sketch. Questo forse dovrebbe renderlo meno indigesto — le attrici hanno pur sempre accettato di farne parte — ma non lo rende meno di cattivo gusto.

Proprio Jennifer Lawrence ha vinto il premio nella categoria “Migliore attrice protagonista” per il suo ruolo in Il Lato Positivo (in inglese Silver Linings Playbook). Il personaggio interpretato dalla Lawrence mi sembrava un autentico passo avanti per le donne nel cinema: senza rovinare il film per chi non l’avesse ancora visto, diciamo solo che Tiffany è una donna complessa e che ha imparato ad amarsi per quello che è, accettando i diversi aspetti della propria indole (i quali includono l’essere “un po’ zoccola” – ossia una donna che ritiene di avere il diritto di disporre della propria vagina come meglio crede).

Dopo I SawYour Boobs, ho l’impressione che ancora una volta pensiamo di essere andati avanti solo per poi renderci conto di non esserci mai davvero mossi; avrei potuto godere del trionfo della Lawrence a cuore più leggero se la cerimonia non fosse stata aperta da una canzone che ci ricorda che sì, forse questo Oscar a JLaw l’avranno anche dato, ma ciò che davvero si deve apprezzare delle donne in un film è tutt’altro. Dai non prendetevela, si scherza.

In realta’ questo e’ solo il peggiore dei momenti sessisti che hanno costellato la 85a edizione degli Academy Awards. Per approfondire l’argomento e disgustarvi ancora di piu’, potete leggere l’eccellente analisi della serata di Amy Davidson sul sito del New Yorker, o le 9 cose sessiste successe agli Oscar secondo Buzzfeed.

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