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Da Leibniz a Doctor Who, rapida guida spazio-tempo...

Da Leibniz a Doctor Who, rapida guida spazio-tempo per dire bugie efficaci

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Una delle poche, grandi verità che mi sono rimaste attaccate dai miei anni universitari, oltre alla frase di Heidegger “ogni conoscenza è sempre emotivamente tonalizzata”, che nella sostanza significa: impari meglio le cose che ti piacciono o quelle che ti fanno stare bene (il che non spiega assolutamente come mai io ricordi, a distanza di anni, una frase del genere), è che è impossibile mentire sapendo di mentire. Per questa citazione non c’è un autore di riferimento né ricordo in che corso l’ho appresa. Ricordo solo l’aula in cui ero quando la frase è stata pronunciata, il che non mi è molto d’aiuto visto che in 5 anni di lezioni siamo praticamente stati confinati sempre nello stesso luogo. Quindi non ho un autore preciso da smentire nel mio affermare che è impossibile mentire sapendo di mentire sia una bugia.
Quando sto dicendo una bugia – “certo che ho pagato la bolletta del gas” (nasconde il sollecito di pagamento sotto il divano) – so di dire una bugia, ma al contempo sto affermando una verità: certo che l’ho pagata, la bolletta del gas. Solo che non in questo mondo. Probabilmente nel migliore dei mondi possibili ho preso tutti i soldi necessari, sono andata in tabaccheria, ho pagato il gas e intascato diligentemente la ricevuta, riposta dove si ripongono le ricevute delle bollette e riflettuto che questo mese abbiamo pagato meno ma comunque siamo ben lontani dal pagare poco. Solo che il migliore dei mondi possibili non è questo. Ma non è certo necessario che qualcuno lo sappia.
La filosofia del linguaggio è un luogo fantastico per le bugie.
tumblr_mh8yrbTKPN1ribi8mo1_1280Le bugie – efficienti ed efficaci- si dicono così. Si crea un universo parallelo in cui tutti gli astanti si comportano esattamente come il richiedente richiede (hai pagato la bolletta del gas, sì) e si vive lì per un po’, in questa bella bolla sospesa in cui tuuuutto va come deve andare. Bene.
Il problema, ovviamente, ma di questo non parleremo perché a questo non c’è soluzione, si crea quando il mondo ideale in cui avete pagato la bolletta/ finito quel lavoro/ non finito le olive si scontra con quello in cui effettivamente vivete, ove le azioni che dovevate fare non le avete fatte e quelle che invece non dovevate fare le avete fatte, e così lo scontro finzione – realtà s’abbatte su di voi inesorabile. No, questo non deve accadere.
La sospensione temporale generata dalla bugia (pagato bolletta – finito lavoro – non mangiate olive) crea un buco nello spazio tempo che va chiuso, prima o poi. Dovete finire il lavoro, dovete pagare la bolletta, e magari non dovevate mangiarvi tutte le olive. Queste affermazioni devono essere necessariamente vere?
Per la bolletta ed il lavoro ci sono soluzioni pratiche, per un questioni di bugie più spinose come quelle legate ad un tradimento rifletteteci voi su.
Il buco va chiuso perché se non chiudete il sopracitato buco, si genererà un buco ancora più grosso. Proprio come quando fate la maglia se saltate un punto può essere solo un punto/ il punto saltato che rovinerà tutto il maglione, se una bugia genera un’altra bugia e una bugia ancora per finire in un lungo vortice di bugie che vi si avvilupperà attorno come una stretta, mortale liana.
Le bugie sono capitoli: si aprono, ci si vive dentro per un po’, si chiudono. La maestria nel saperle dire in modo da non venir beccati è tutta insita nell’abilità con cui create il vostro mondo fittizio (pochi dettagli, voce sicura, non alzate mai le sopracciglia) in cui ci trascinate tutti dentro, e in cui alla fine portate tutti fuori con grazia, delicatezza e mimetismo degni di un camaleonte.
Facendo una metafora fruediana, la sottile arte del raccontare bugie efficienti è quando il vostro Super io va in vacanza, subentra l’es, fa quello che vuole fare per un po’ (mangia olive non pagando le bollette del gas e non finisce lavori in sospeso), poi con la disciplina del super io mette tutto a posto, e si va avanti con molta molta nonchalance.
tardis_1152x870Dire bugie con convinzione significa aprire scientemente universi paralleli in cui le cose vanno e funzionano in un modo differente rispetto al mondo in cui esistiamo, un mondo possibile in cui le cose che raccontate accadono per davvero. Voi ci credete, le raccontate in modo credibile, a tanto basta a renderle possibili anche in questo mondo (once again, non il migliore dei mondi possibili). Possono essere bugie che agiscono sul valore di verità del passato (non ho mangiato io tutte le olive) o che narrano un futuro possibile falso per i parametri di questo mondo possibile (domani pagherò la bolletta del gas affermate pur sapendo che non lo farete mai): dire la verità è sicuramente fare la cosa la cosa giusta, ma a volte può essere difficile. Stancante. Può essere tanto, tanto stancate. Dite bugie con convinzione e moderazione, poi risalite sul Tardis e tornate su questo mondo possibile fischiettando con nonchalance.

Le due bugie illustrate sono di Lauren Hom e sono state prese da  dailydishonesty.com


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  1. MaliaErrante

    30 Giugno

    Credo che anche nel migliore dei mondi possibile non potrebbe mai essere vera per me l’affermazione: “Non ho mangiato tutte le olive”. Nel miglior mondo possibile non le ho mai comprate perché riconosco di avere una dipendenza, in questo mondo posso dimostrarlo tramite la loro assenza che in realtà corrisponde all’averle mangiate tutte nel tragitto fino a casa ed aver fatto scomparire le prove.

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