Crea sito
READING

“Pane e tempesta” di Stefano Benni

“Pane e tempesta” di Stefano Benni

Ogni tanto si parla di pane, ma poco di tempesta. O perlomeno, ci sono delle storie in cui piove e altre in cui c’è molto vento, ma niente bufere.

Forse si tratta di una tempesta metaforica.

Normalmente mi riesce più facile parlare di libri; criticare, elogiare, azzannare la copertina, cose del genere, un po’ da cani. Ma non ci riesco con Stefano Benni; sono maledettamente di parte.

Non ci posso fare niente, mi piace un sacco e so pure il motivo. Il primo libro di Benni che ho preso in mano è stato Margherita Dolcevita, romanzo protosurreale, ecologico, con una protagonista femminile che spaccava il culo a tutti e portava persino il mio nome. Non potevo non amarlo.

Poi c’è stato Saltatempo; ironico, adolescenziale, sessantottino; meglio di così ci sono solo la Nutella e la musica celtica, almeno per me.

Questo per i romanzi; forse sono più famose le antologie di racconti, come La grammatica di Dio, o Bar Sport. Da quest’ultimo hanno anche tratto un film con Bisio che non ho visto perché mi faceva rabbia l’idea di non averci recitato io.

arton927Pane e Tempesta è del 2009. Un anno in cui Benni aveva già chiarito a se stesso come preferiva scrivere romanzi e come le antologie. Per questo sforna una raccolta di episodi surreali – ma assurdamente possibili – avvenuti nel paese di Montelfo; ogni racconto è slegato dall’altro, ma tutti sono accomunati dallo stesso sfondo di personaggi. Si ha la sensazione di leggere delle cronache di paese, un sapore piuttosto familiare a tutti i libri di Benni. Anche Bar Sport o Bar Sport Duemila erano raccolte di racconti tra di loro indipendenti ma che ronzavano tutti attorno allo stesso bar.

Con Pane e Tempesta però, il legame tra le storie aumenta; sono gli stessi personaggi, anzi, le stesse persone che, di volta in volta, dicono la loro sulla vita di paese.

In fin dei conti in tutti i suoi libri si ha la sensazione di avere davanti tanti Stefani Benni giovani e tante Margherite Dolcevite vecchie; ma, credetemi, questo è solo un vantaggio.

Non voglio parlarvene troppo, vi rovinerò la sorpresa. LEGGETELO, CACCHIO. LEGGETELO.


RELATED POST

  1. Chiara

    10 settembre

    Ti consiglio di leggere Elianto, per me è il romanzo più bello di Benni.

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

By using this form you agree with the storage and handling of your data by this website.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.