Una cosa che forse non sapete è che la nostra redazione può vantare un’alta concentrazione di donzelle dedite a quella pratica consolatoria ed edificante che chiamiamo “mettere i dischi”. Dato che non ci sono mai abbastanza donne dj a questo mondo, si è pensato di allestire un articolo con tre domandone di numero attraverso il quale illustrarvi i mille pregi dell’indossare le vesti della dj.
Come bonus, un bel nastrone con alcuni dei nostri pezzi prediletti per far sculettare il nostro prossimo.

Come hai cominciato a mettere musica?

Potremmo dire per necessità: una ne farebbe volentieri a meno e si godrebbe la serata saltellando felice sulla pista, ma quando senti le stesse canzoni per mesi e, di contro, saltelli a casa da sola ascoltando in cuffia la tua nuova fissazione, ti si pianta una pulce nell’orecchio che non se ne va più. (Silvia Pilloni)

Ero stanca di sentire Blue Monday. Sapete quante volte può capitarvi, in quel di Milano, di sentire Blue Monday? In una sola serata intendo: una volta sicura, due se siere fortunate. Tre, può capitare. Amo i New Order, ma non ne potevo più di Blue Monday (che fra le altre cose è anche una canzone bella lunga). Così quando delle amiche che già si dilettavano nell’arte di mettere dischi mi hanno chiesto se mi andava di provare ho detto sì (e giurato che avrei usato altre canzoni). (Marta Magni)

La cosiddetta “musica alternativa” a Verona già c’era, ma alle mie orecchie suonava sempre molto, molto cattiva. Io avrei voluto ballare canzoncine un po’ più graziose. Un giorno, in quello che è uno dei posti migliori di Verona (e che ora mi pare uno dei posti migliori dell’universo) ovvero Interzona, comparve un volantino per il reclutamento di un dj. O meglio, di unA dj, visto che di maschietti ce n’erano fin troppi. (Anita Richelli)

Nel 2008 non c’era nessuno a Vicenza che mettesse la musica che Luca (il mio consorte di allora) ed io amavamo, e che ci era capitato di sentire nel corso di dj set in città più grosse, quando ci spostavamo per andare a concerti. Cominciammo con un paio di serate nell’ex centro sociale del capoluogo berico, trasportando i nostri cd dentro a vecchie scatole da scarpe. (Margherita Ferrari)

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Cosa ti piace del mettere musica?

Più di tutto la possibilità di ascoltare la selezione che dico io in un locale con un impianto decente, ma c’è da dire che vedere la gente ballare entusiasta mi riempie di gioia. (Silvia)

Posso scegliere. Posso mettere ad altissimo volume cose che normalmente ascolterei dal pc ad un volume “normale”, e posso mettere una selezione di canzoni che ballerei. Andare nel tal posto e poi non muovere un muscolo perché la musica non ti piace/è sempre la stessa è una cosa estremamente frustrante. Vedere le persone che ballano quello che ho scelto è sicuramente la soddisfazione più grande. (Marta)

Mi piace vedere come un djset può adattarsi alla serata, al mio umore, ai miei recenti ascolti. Spesso sono in un bar o ad un concerto e sento una canzone che non sentivo da tempo o qualcosa di nuovo e mi tornano ricordi in mente o mi viene volta di ascoltarla in loop. Solitamente queste canzoni finiscono nel mio djset successivo e mi piace pensare che inneschino lo stesso meccanismo anche in qualcun altro. Un’altra cosa che mi piace è semplicemente essere una parte fondamentale per una serata in un locale che reputo enormemente importante per la mia città. (Anita)

Amo il fatto di poter portare fuori dalla mia cameretta la musica sulla quale finisco invariabilmente per ballare da sola, e vedere che magari fa lo stesso effetto anche su persone sconosciute. Un’altra cosa che mi diletta consiste nel mettere canzoni con testi destabilizzanti per osservare le reazioni dei presenti. Ad esempio, una delle mie predilette per questo scopo è Toccati 24/7 dei Sick Tamburo, durante la quale c’è sempre qualcuno che mi guarda con disappunto mano a mano che si rende conto che è una canzone che parla di masturbazione. (Margherita)

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Quale consiglio daresti ad una aspirante dj alle prime armi?

Buttati, non ci vuole poi granché. O meglio, a voler fare le cose per bene (mixando etc) ci vuole un po’ di studio e preparazione, ma se, come me, più che una dj sei una selector, quello che ti si chiede è di infilare una canzone giusta dietro l’altra. (Silvia)

Io stessa ho iniziato da poco, pochissimo, per cui decisamente sono ancora alle prime armi. Due consigli: uno, conoscere bene i finali della canzoni. Almeno vi risparmiate il momento di panico oh dyo questa cosa come finisce cosa ci attacco dopo dyo dyo dyo. Pratice makes perfect: ci sono un sacco di programmini per pc/mac che simulano il mixer, per fare un po’ di pratica ogni tanto. Almeno vi evitate quei passaggi che fanno sanguinare le orecchie da tanto che son brutti (been there, done that) (Marta)

Prenditi mediamente sul serio. Ovvero non mettere solo cose che conosci solo tu e magari imballabili (anche se c’è molta letteratura sul concetto di “ballabilità”) ma allo stesso tempo non mettere neanche le solite cose. I compiti principali sono “far ballare” e “mettere buona musica” e le due cose devono avere la stessa importanza. (Anita)

Non farti intimidire da chi sfoggia impianti costosi e pare saperne per ere geologiche intere di cavi, qualità del suono e simili. Fidati dei tuoi gusti, delle tue orecchie e delle tue capacità, o al massimo chiedi consiglio a qualcuno che non ti terrorizzi, se vuoi avere una seconda opinione. Tieni conto che per allestire un buon dj set basta veramente poco e chi verrà a dirti il contrario probabilmente è un ascoltatore di improponibili oscenità da sagra, nonché il soddisfatto proprietario di un impianto luci più ingombrante del tuo ego. (Margherita)

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