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L’ormone è servito: qualche info sulla contr...

L’ormone è servito: qualche info sulla contraccezione ormonale

Coloro che hanno cominciato ad assumere contraccettivi ormonali in fase adolescenziale (per salute o sesso sicuro) potrebbero essersi trovate di fronte a paure e dubbi incomunicabili. Non tutte infatti hanno avuto la fortuna di vivere in un contesto aperto al confronto in materia sessuale e non tutte hanno trovato amiche che condividessero questa esperienza. Il silenzio, l’idea di essere “da sole”, la mancanza di confronto possono creare un disagio profondo e, se per le questioni “tecnico-scientifiche” il miglior sostegno viene dal proprio ginecologo, per quanto riguarda l’esperienza concreta ci si ritrova ad avere come unico punto di riferimento se stesse.
In un pezzo precedente Valeria parlava delle mestruazioni e di quanto sia difficile parlarne in maniera positiva/aperta/costruttiva, andando al di là del cliché (dolore, malinconia, lamento). La “normalità” sbandierata da bugiardini e prontuari spesso mette in crisi perché non ci riconosciamo in essa. La sola soluzione allora è… parlarne, senza tabù e vergogne, perché probabilmente là fuori c’è qualcun’altra che ha vissuto i nostri stessi patemi. Quindi prendete questo pezzo con tutto il beneficio di una banalissima esperienza personale e nessuna pretesa di saggezza: non è un’apologia della contraccezione ormonale (ci sono i metodi barriera, come il preservativo maschile e femminile, o il diaframma; ci sono i metodi naturali, la spirale, ecc…). Non per tutte la soluzione ormonale è quella preferibile/consigliata/sensata. Personalmente per me lo è stata e non posso che parlarne bene, ma ho conoscenti che invece la pensano in modo diametralmente opposto. Il mondo è bello perché è vario. On y va…

pillola

Pillola. La pillola classica (prima compressa il primo giorno del ciclo, 21 giorni di assunzione alla stessa ora, pausa di sette giorni con emorragia da sospensione, prima compressa del blister successivo lo stesso giorno alla stessa ora). La cosa fastidiosa di questo metodo è doversi ricordare tutti i santi giorni di assumere la compressa. Se per caso si lascia a casa il blister (perché si va in gita al mare, perché si pensava di rientrare per tempo, perché si va a fare sci d’acqua) non si possono cambiare in corsa i programmi: si deve rientrare e recuperare la pastiglia. Un’altra cosa sommamente fastidiosa è il dover controllare l’orario se si sta facendo o si programma di fare qualcosa di divertente e distraente. C’è una grigliata che sfocia in festa e devi prendere la pillola alle 22? Il rischio di scordarla c’è e se sei un po’ apprensiva starai lì a pensarci fino a quando non la prendi. Ultima scocciatura…in caso di problemi di vomito o diarrea oltre a doversi dolere per la pessima salute ci si deve pure preoccupare del malassorbimento. I vantaggi sono per lo più legati alla facilità di somministrazione (va giù anche senza “un poco di zucchero”). Personalmente per me era diventata poco gestibile (stile di vita troppo di corsa) e non mi piaceva l’idea di dovermi interrompere (anche per pochi secondi) alla tal ora tutti i giorni per ricordarmi di prenderla: mi sembrava una zavorra. Non ho avuto effetti collaterali (ciccia, cellulite, depressione, morbi vari), solo una leggera fotosensibilità estiva. Ma amando le tenebre non è mai stato un problema reale.

cerotto

Cerotto. Stessa solfa dei 21 giorni con 7 di sospensione, ma questa volta suddivisi per settimane. La scatola contiene 3 cerotti, si mettono sempre alla stessa ora (più o meno) e si cambiano una volta a settimana. Il cerotto può stare sulla parte alta del braccio/sulla spalla/sulla parte alta delle chiappe/sulla parte bassa della pancia. Mai su punti pelosi e deve aderire per bene. Se si stacca si deve sostituire entro 12 ore. Metodo meno impegnativo a livello di possibili “dimenticanze” rispetto alla pillola e assolutamente adatto a coloro che soffrono di problemi di malassorbimento, ma… poco adatto agli ansiosi. Il cerotto infatti non sta lì bello bello teso e lindo per un’intera settimana e se nei mesi invernali te la cavi con qualche pelucco da maglione incastrato sotto i bordi e il dubbio che il caldo della doccia non sia il massimo, d’estate è un vero tormento, soprattutto se capita di andare al mare o in piscina. Infatti, a meno che non si indossino costumi interi stile Fantozzi, il cerotto rischierà di restare sempre scoperto, appetibile vittima di creme solari, spray, cloro, salsedine. Tiene, credetemi, più di quanto si potrebbe pensare, ma da fastidio. Magari non a tutte, non voglio generalizzare, ma pensate di avere su un cerotto qualsiasi addosso per un’intera settimana e dover controllare che aderisca sempre bene alla pelle. Inoltre, anche se la colla tiene (ripeto tiene), è pur sempre un cerotto e se lo si ha sul braccio e la borsa/zaino scivola dalla spalla lo stacca. Capita, non è un dramma, ma si spendono soldi e a volte non si sta serene. Anche in questo caso non ho avuto particolari effetti collaterali. Sono ingrassata un po’, ma mangiavo anche come un maiale in quel periodo, quindi niente mi fa pensare che sia stato quello e non la mia passione per la cucina cinese e il fritto.

anello

Anello. Idem come sopra: 21 giorni, pausa di una settimana, ma lo si inserisce solo una volta al mese: per la restante parte del tempo si deve solo controllare ogni tanto che sia ben posizionato (soprattutto dopo i rapporti). Di solito è un metodo che non piace molto a coloro che non hanno una buona conoscenza della propria vagina e a chi, in generale, non ama l’idea di avere dei corpi estranei là sotto (assorbenti, coppette mestruali ecc). È pratico perché in sintesi gli si deve dedicare soltanto qualche minuto al mese per l’inserimento e la rimozione; non si vede; non lo si deve ricordare ogni giorno; non è modificato dalle condizioni meteo o dallo stile di vita. Se si sposta o “scende” lo si sente e basta risistemarlo. In ogni caso può stare fuori dalla vagina per 3 ore senza che ci siano rischi, quindi… serenità. Sinceramente il metodo che per ora trovo più pratico per chi vive molto fuori casa e con orari irregolari. Non mi ha dato nessun problema a parte il mal di testa nella settimana di sospensione ma, contando che normalmente mi piegavo in due dal dolore, direi che siamo in linea con i miei standard.

impianto-sottocutaneo
Impianto sottocutaneo. Contraccettivo ormonale non molto conosciuto, si tratta di un bastoncino che si inserisce sottopelle con una piccola operazione in anestesia locale e che per 3 anni viene lasciato in loco. Poi, sempre con la stessa operazione, viene rimosso o sostituito. Onestamente non l’ho mai preso in considerazione dato il rischio (molto alto), che il ciclo da sospensione non si presenti affatto. Nonostante infatti io sappia che il mio ciclo mestruale è “pilotato” e mi renda conto anche degli “svantaggi” che certi giorni causano a noi donne, ne sento il bisogno per sentirmi a posto. Inoltre si tratta di un metodo piuttosto complesso da posizionare e poco flessibile in caso di problemi di tolleranza. Però alcune ragazze in rete ne parlano benissimo.
Forse, parafrasando Valeria, amo troppo il mio ciclo mestruale.


RELATED POST

  1. Valeria

    9 settembre

    Dato che l’argomento, come si è capito, mi sta a cuore, non posso non lasciare un commento 😀
    Intanto complimenti per l’articolo: dici cose alle quali spesso non si pensa, come ad esempio l’importanza di assumere la pillola sempre alla stessa ora.

    Io non demonizzo la pillola, nonostante abbia reso chiaro che non la prenderei nemmeno sotto tortura XD
    Quello che penso è che se una ragazza è sana, non ha patologie particolari e vuole usare la pillola come contraccettivo per qualche anno della sua vita, fa benissimo.
    La pillola è sicuramente e davvero utile per evitare le gravidanze 🙂
    D’altronde ogni corpo è differente e c’è chi reagisce al nuovo assetto ormonale dato dalla pillola in maniera splendida.
    E ad esempio ci sono ragazze, letteralmente terrorizzate all’idea di una gravidanza, che si tranquillizzano solo con un contraccettivo ormonale: ecco, in questi casi mi sono ritrovata io stessa a consigliare questo genere di contraccettivo e non altri.

    Quello che mi infastidisce, come ho già detto altrove, è l’uso della pillola come panacea per tutti i mali, senza una adeguata informazione sui rischi che comporta, ma non è argomento di questo articolo 🙂

    Valeria

  2. Caterina bonetti

    9 settembre

    Assolutamente d’accordo con te! Quando sento di ragazze che la assumono per i dolori mestruali “normali” (non parlo di patologie gravi eh) oppure per una moderata acne e a solo scopo estetico mi chiedo “Ma non hanno valutato alternative meno onerose per l’organismo?”. Sulla contraccezione ormonale c’è purtoppo, ancora ora e specialmente in Italia, una gran disinformazione. Si tende a delegare sempre a qualcun altro l’informazione corretta,a tutto svantaggio delle donne, in particolare delle giovanissime, per le quali i rischi sono più grandi e i tabù più invadenti.

  3. valeria

    9 settembre

    Infatti soprattutto per le giovanissime il rischio è alto. A 16 anni il tuo personale sistema ormonale non è ancora stabile, inserire un contraccettivo ormonale è rischiosissimo, senza contare che con la “scusa” che c’è la pillola ci si dimentica del preservativo…
    Anche io ho notato che è un problema italiano. Le informazioni migliori le trovo in America (siti, medici, libri), anche la Germania e i paesi scandinavi sono abbastanza avanti, ma l’Italia… una tragedia. Che tristezza…

    Valeria

  4. Skywalker

    9 settembre

    coito interrotto e il resto vien da sè

  5. Caterina bonetti

    10 settembre

    La disinformazione è dannosa in un senso e in un altro. Pochissimi usano correttamente il preservativo e ancora in troppe sono convinte che la pillola causi tutta una serie di inestetismi che, primo, non è detto compaiano, secondo sono di gran lunga preferibili ad una gravidanza non desiderata.

  6. Valeria

    10 settembre

    Però un attimo: può capitare che prendendo la pillola si prenda peso (anche più di 5 kg, quindi più di una taglia) e aumenti in modo eccessivo la ritenzione idrica, così come può capitare che che compaia acne che prima non c’era o si verifichi perdita di capelli.
    Non è che sono inestetismi da sopportare con pazienza: è che la pillola ti sta danneggiando, sono sintomi di malfunzionamenti ormonali vari e in quel caso è molto importante sospendere la pillola e valutare col proprio ginecologo se prenderne una con un altro dosaggio o passare ad un altro metodo contraccettivo.

  7. Skywalker

    10 settembre

    Si caterina, la disinformazione è dannosa anche in un senso diverso, ovvero quando si denigrano fino alla maledizione le cosidette “tecniche della nonna” come il coito interrotto. Vero è che in adolescenza, poichè parliamo di persone che cominciano ad avere un’idea del sesso giacchè lo praticano, bisogna essere coercitivi per cui pillola e preservativo sono obbligatori per prescrizione genitoriale onde evitare che i pischelli facciano cazzate. Una volta passati ampiamente i 20 anni e le basi sull’informazione sessuale sono già lì solide non sarebbe poi tanto male aprirsi anche ai vecchi metodi di contraccezione della nonna. Perchè poi, e l’ho testato io direttamente, si crea una discriminazione inversa, quelli cresciuti a botta di pubblicità progresso tuonano “il coito interrotto? Ma cosa mi dici mai! Sei pazza!” così accade che quelli che lo praticano da anni senza problemi sono costretti a tacere e rinunciare al racconto della propria esperienza perchè non è socialmente accettabile praticare ancora il vetusto “metodo della nonna” perchè siamo state educate così. Ed è un peccato perchè magari confrontarsi con certi temi può essere utile, di certo non lo promuoverei come mezzo contraccettivo in quanto il coito interrotto va utilizzato quando a) la relazione è stabile b) si conosce BENE il proprio corpo e il corpo del proprio ragazzo c) lui conosce molto bene il suo corpo e il corpo della propria ragazza d) ci si fida l’uno dell’altro.

    Risultato di questo stato di cose è che il coito interrotto si pratica ma non se ne parla perchè demonizzato prima dai media, che devono venderti il preservativo e la pillola, e poi da tutto il resto del genere umano.

    Personalmente mi toccano i nervi quando devo ingerire antibiotici, figurati se si tratta di ormoni.

  8. Paolo1984

    10 settembre

    banalmente parlando, come ogni prodotto farmacologico la pillola anticoncenzionale può avere controindicazioni ed effetti collaterali (che alcune avvertono, altre no) e non tutti possono o vogliono prenderlo. L’importante per chi vuole usare i contraccettivi è scegliere quello più adatto a sè, al proprio organismo e alla propria situazione

  9. valeria

    10 settembre

    Skywalker la tua posizione è interessantissima e guarda un po’ che succede in america 😀

    http://www.slate.com/blogs/xx_factor/2013/09/05/pullout_generation_withdrawal_is_the_perfect_contraception_if_you_maybe.html?fb_ref=sm_fb_share_chunky_bottom

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