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La moda ai tempi del colera. Quarta puntata: il pa...

La moda ai tempi del colera. Quarta puntata: il parka

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Autunno. Arrivano i primi freddi, e con essi, i primi dilemmi stagionali: cappotto o giaccone? Piumino arancione catarifrangente o pelliccia leopardata e rigorosamente finta? Stando alle tendenze riportate da blogger e testate fashion, questo sarebbe l’anno del cocoon coat (un qualsivoglia cappotto “crisalide” dentro cui rifugiarsi comodamente in attesa che passi il freddo, in alternativa al piumone dell’Ikea), dei tagli maschili, del color cammello, dei revers oversize. Sembra che anche quest’anno vadano i dettagli a contrasto, meglio se in cuoio o ecopelle, i cappotti dal taglio militare ed i montgomery.

Cappotti a parte, da alcuni anni a questa parte, il parka si riconferma fra i protagonisti dell’inverno, specie se provvisto di imbottitura di piume o montone all’interno.

gucciniMa facciamo un passo indietro: questo parka tanto amato da tutti a me non sembra altro che una riedizione, riveduta e corretta, del caro vecchio eskimo. Ebbene sì, l’eskimo, proprio quell’eskimo che, se abbinato alle Converse e ad una kefiah denota rappresentanza d’istituto e “comunismo” come poche altre cose durante le superiori.

Partiamo dalle origini del mito: come si è arrivati ad associare automaticamente l’eskimo con il comunismo? Stando a Wikipedia, la diffusione dell’eskimo negli anni sessanta e settanta si deve al fatto che era un giaccone poco costoso, e per questo “simbolo di proletariato, poiché di prezzo accessibile alle fasce meno abbienti”. Iniziò così la percezione dell’eskimo come “simbolo della controcultura”; il resto l’hanno fatto Guccini e Gaber, sigillando per sempre l’accoppiata eskimo/comunismo (o “comunismo”, o comunismo di facciata). In effetti, ricordo ancora un giornalista del TG3 che chiese a Guccini del servizio militare a Trieste, dove pare avesse addirittura comprato il suo primo eskimo (e sticazzi, starete pensando).

Ma torniamo a noi. Naturalmente, proprio perché ad indossare un eskimo (o simil-eskimo) erano i sopracitati rappresentanti d’istituto con la kefiah al collo e la bandiera della pace fuori dalla finestra, alcune tra le mie simpatiche conoscenze guardavano al giaccone con un misto di orrore e terrore, come se da un momento all’altro la mummia di Lenin si sarebbe materializzata fra noi.

parkaPer fortuna, la mia ardente passione per i cappotti mi salvò dai loro strali (questo per quanto riguarda l’eskimo; le Converse, la passione per i Nirvana ed il kajal nero erano comunque argomenti di conversazione sempre validi). Alcune di loro ambivano invece al Woolrich, che in molti considerano prerogativa dei “figli di papà” o status symbol della buona borghesia. Ironicamente, quel giaccone non sembra poi essere così diverso da un eskimo, se non altro per quanto riguarda il modello. Non avendo mai avuto l’occasione di provare né un eskimo né un Woolrich, mi astengo dal commentarne la qualità. Peraltro, con il primo ormai fuori produzione e il secondo ampiamente fuori dalla mia portata, credo che per un po’ le mie impressioni saranno limitati a questa sommaria considerazione: tranne per le piume/pellicciotto sul cappuccio, l’eskimo e il Woolrich un po’ si somigliano.

Se quando ero adolescente il mio cappotto grigio mi rese la vita un po’ più facile, adesso a togliermi da quest’impasse è arrivata una catena d’abbigliamento giapponese, che insieme alle note controparti spagnole, svedesi e statunitensi, da alcuni anni ripropone il parka ad ogni autunno/inverno: versione aggiornata dell’eskimo, o interpretazione low-cost del Woolrich, il parka è bipartisan, a prezzi accessibili e senza alcun risvolto socio-politico in agguato. Se invece ci tenete a fomentare gli animi e scuotere le coscienze, provate con un loden.

Foto: ASOS.


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  1. Terry

    19 novembre

    Fishtail parka tutta la vita.

  2. EleDylan

    19 novembre

    Mi sento per la prima volta dopo anni compresa *_*
    Aspetto il prossimo sulla vera piaga del 2013, le DOC MARTENS!

  3. Anna

    7 marzo

    parka forever!quest’inverno l’ho comprata su https://stileo.it/saldi e appunto in colore verde, è diventato il mio capo preferito.

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