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Lasciate che le donne invecchino in pace

Lasciate che le donne invecchino in pace

di Anna Vallarino

invecchiare

Ora che non ho più vent’anni, ho spesso sentito alcune mie amiche coetanee dire “stiamo diventando vecchie!”. Vecchie noi? Perché abbiamo trent’anni? Ma allora mia nonna che è  nata nel 1928 che cosa è? Matusalemme? Forse si, ma a vederla, credetemi, non pare che se la passi così male. Si cresce, s’invecchia e si muore. C’est la vie! Sembra una banalità, ce lo insegnano già alle elementari quando studiamo il ciclo vitale della farfalla, ma a quanto pare non finiamo mai di stupirci. Le pubblicità e molti, sicuramente troppi, tra riviste e programmi televisivi, ci assillano ogni giorno ricordandoci che invecchieremo, e che dobbiamo combattere questa battaglia a suon di cremine, no fumo, no alcool, no sale, no sole e molto altro. Ci ritroviamo terrificati, impauriti dalla presa di coscienza della nostra decadenza.

Anche io mi sono ritrovata ad analizzare il mio viso allarmandomi di quel segno o quell’altro segno. Sono una donna e pare che per questo debba sforzarmi di essere bella e giovane quanto più a lungo possibile. Ma perché? E quanto questo è attuabile e, soprattutto, cosa comporta? Mi chiedo quanto sia giusto per la mia sanità psicofisica assillarmi perché ormai non ho più vent’anni e cercare di rimediare ogni giorno a questo atroce ma così naturale fatto di invecchiare, crescere, di non essere più come nella foto della patente.
Con questo non intendo dire che per onestà sia necessario abbandonarsi alla decadenza e neanche oso affermare che invecchiare sia bello. Ma è così, non vi è scelta, quindi credo sia salutare porre un limite alla nostra ricerca di giovinezza per non diventare schiavi di una cosa talmente effimera come “la battaglia contro le rughe”. E poi chi ha deciso che non sarò più bella? Forse non lo sarò come vogliono gli altri. Ma è questo che voglio, essere apprezzata sulla base della mia aderenza ad uno standard di desiderabilità estetica? E per cosa?

Luogo comune è che le donne invecchiando perdano fascino, e che invece gli uomini ne acquistino. Se un capello brizzolato su un uomo può apparire un segnale confortante di saggezza, su una donna non è altro che qualcosa da nascondere. L’anno scorso vi fu scalpore in Gran Bretagna, quando la storica e professoressa a Cambridge Mary Beard, presentatrice del programma Noi e i Romani, fu accusata dal critico del Sunday Times A. A. Gilles di essere “too ugly” e con i capelli troppo trasandati (Beard ha una cascata di capelli grigi) per apparire in televisione. Il critico ricevette una tagliente e articolata risposta della professoressa (un accenno: “forse il signor Gill non sopporta le donne intelligenti”). Si sarebbe detto lo stesso di un uomo brizzolato, non fresco di barbiere, professore a Cambridge? Non credo. E perché Mary Beard dovrebbe conformarsi con questa idea di avvenenza? È forse una modella, vive del suo aspetto fisico?  O forse è quello che sa, che esprime, che comunica la parte più interessante?

invecchiare

Mary Beard con felino

Penso a Louise Bourgeois, a Toni Morrison, a Rita Levi Montalcini, a Vanessa Redgrave, penso anche a mia madre, a mia nonna, penso a tutte le donne che emanano vita, e che non sembrano passare le ore a rimpiangere la bellezza liscia e levigata che fu. Le vedo affascinanti nella loro naturalezza d’essere. Penso a loro, e ogni qual volta mi preoccupo per quella nuova ruga che appare, penso che forse, dovrei pensare ad altro, e preoccuparmi d’altro. Che la mia paura di invecchiare sia una pigrizia, una scappatoia legata a una più segreta paura di esistere? Esistere completamente, qui e ora, senza ansia. Mi dico che è forse la mia, la nostra ora di crescere e di smetterla che gli altri decidano per noi quello di cui dovremmo avere paura, o quello di cui dovremmo preoccuparci quotidianamente.

Ho mille altre cose a cui pensare e di cui preoccuparmi, e se proprio voglio avere paura, voglio avere paura di qualcosa di più grande e imponente che di un solco cutaneo sulla mia pelle. Come rispose Bourgeois a Francesco Bonami, “Ma lei di cosa ha paura?” E lei rispose “Di tutto”. E dentro quel tutto c’era lei, quella magnifica donna di novanta anni con quel viso fantastico, pauroso di tutto, ma così coraggioso, così rugoso, così vivo e che sembrava gridare a tutti “Fottetevi!”.


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  1. Paolo1984

    30 Ottobre

    ho trent’anni e ultimamente quando mi guardo allo specchio sto notando un inizio di calvizie che non mi piace (ma mio padre è calvo e la cosa è ereditaria quindi…)..banalmente invecchiare ci avvicina alla nostra inevitabile morte e pochissimi hanno voglia di morire ma ovviamente è inevitabile come lo è invecchiare (si può invecchiare più o meno bene ma si invecchia tutti) quindi indubbiamente l’ideale è curare se stessi, la propria mente e il proprio fisico e l’aspetto estetico (cosa che tutti, uomini e donne, più o meno facciamo per noi stessi e per il prossimo) senza essere schiavi) senza ossessionarsi troppo

  2. Simona

    30 Ottobre

    Paolo sei di una noia sconfinata.
    Post fantastico, è un tema molto importante in cui dilagano abissi di ignoranza difficili a credersi.

  3. Valeria

    30 Ottobre

    Davvero interessante. E’ quel che dico anche io! Soprattutto emblematico l’episodio del critico che accusa la studiosa di essere “too ugly”.
    Mi permetto di incollare un mio pensiero di qualche tempo fa, postato su facebook, spero di non essere invadente.

    “Moltissimi fotografi anche di moda finiscono per fotografare ragazze discinte e fanno belle foto. Sarei curiosa di vedere con la stessa frequenza foto di ragazzi discinti, depilati e dagli sguardi ingenuamente maliziosi per capire che effetto fa.
    (…)
    Chissà come sarebbe il mondo se anche gli uomini dovessero essere costantemente oggetto di desiderio, erotismo e voyeurismo su tutti i media…

    In Cina venivano fasciati i piedi delle bimbe per rendere col tempo la loro camminata ondeggiante, incerta e aggraziata. Ancora oggi molte donne amano i tacchi (anche io!). Eppure è ovvio che con i tacchi non si cammini agilmente; non si può certo saltare e correre e capita di cadere. Gli uomini non devono rendere la loro camminata ondeggiante secondo la società nè devono avere la pelle fine e distesa finchè possono. Anzi, man mano che hanno le rughe sono anche più affascinanti e una cicatrice è interessante. Una donna di successo e bella è al massimo della sua realizzazione, ma nessuno si sognerebbe mai di pretendere che un uomo di stato o un presidente di una società sia anche bello.

    Mi domando se la nostra percezione di bellezza e di sensualità cambierà mai…”

  4. Angela

    30 Ottobre

    Sono d’accordo, il tema e’ importante, forse per la Donna invecchiare e’ sinonimo nn solo di giovinezza perduta a livello estetico ma anche al link con la perdita della capacità di procreare…forse quello, più che una ruga in più, fa paura, soprattutto in queste generazioni in cui la donna trentenne e’ spesso ancora in balia di molti dubbi sul futuro!

  5. Rachel

    30 Ottobre

    Molto interessante. Ci siamo rinchiusi in un microcosmo di superficialita’ dove tutto cio’ che conta e’ apparire perfetti e invincibili, sempre e comunque. Contiamo calorie, cm, rughe, capelli bianchi e kg in questa corsa per il raggiungimento di modelli impossibili; credendo di poter gestire anche le nostre paure piu’ prodinde con una spolverata di cipria. Il risultato e’ questo senso di inadeguatezza e fallimento che ci fa marcire allontanandoci sempre di piu’ da cio’ che conta davvero. E’ ora di affrontare il tema per esorcizzare le nostre ombre e conquistare il lusso e la dignita’ di essere se stessi con il nostro percorso unico e personale. Senza modelli, misure e senza ansie. Finalmente qualcuno ne parla. Grazie alla giornalista!

  6. Paolo1984

    30 Ottobre

    Valeria, foto di ragazzi depilati o con pochi peli sul petto e a torso nudo se le cerchi le trovi.
    E amare i tacchi non ti rende meno libera e non te ne devi vergognare come non si deve vergognare chi non li ama. Indossare i tacchi o curare la propria estetica in un modo piuttosto che in un altro non rende una persona (in questo caso una donna) meno libera e autentica.
    Bellezza e sensualità (femminile e maschile)..esistono in ogni epoca e cultura, non si può negarne il valore ma hanno una loro pluralità.
    Simona, se sono noioso non leggere i miei post

  7. martosa

    31 Ottobre

    “Lasciami tutte le rughe , non me ne togliere nemmeno una. Ci ho messo una vita a farmele” (Anna Magnani)

  8. mario

    31 Ottobre

    soffrite soffrite che le pischelle prendono il vostro posto e cosi ve la raccontate con sti articoli.! ma perfavore

  9. Paolo1984

    31 Ottobre

    Mario, a trent’anni (ma pure a quaranta e a cinquanta) una persona, di qualunque sesso sia, non è vecchia quindi non dire asinerie (personalmente faccio fatica a considerare “vecchio” chi ha meno di settant’anni (poi c’è chi li porta bene o meno ma è un altro discorso) ma è una opinione mia)

  10. Valerio

    31 Ottobre

    L’ossessione per le rughe, i capelli bianchi e la decadenza fisica forse rappresentano la difficoltà di venire a patti con la propria mortalita, con i propri limiti, con la propria incapacita di raggiungere tutto quello che si desiderava nella vita. Bisogna quindi affrontare in qualche modo il lutto per la propria inevitabile morte, per quella dei propri cari e bisogna superare la propria invidia per i giovani che ci soppianteranno e che ci ruberanno il posto sul pianeta che sino ai trent’anni pensavamo fosse nostro. Nella peggiore delle ipotesi pensiamo alle rughe. Nella più sana delle ipotesi bisognerá pensare che sará bello essere d’esempio o addirittura maestri, spesso non richiesti da nessuno, ognuno per le proprie competenze. Forse diventiamo sempre piu consapevoli della nostra incapacita di soddisfare noi stessi? Forse iniziamo a percepire che la cosa più importante della vita è desiderare qualche cosa veramente, invece di metterci addosso desideri “preconfezionati” che non ci appartengono? Argomento molto bene affrontato in questo post. Fantastico ed improvviso spunto in un pomeriggio uggioso, anche per un maschio. Personalmente ci penserò meglio o magari mi comprerò semplicemente una cremina antirughe nuova. In ogni caso non giudicatemi sempre che non diventi ancora più rompipalle e polemico di quello che, probabilmente, sono stato anche da più giovane…

  11. Federica

    31 Ottobre

    Questo post è scritto davvero molto bene, io sono nuova di qui e la disamina mi sembra frizzante, allegra realistica e mai banale…purtroppo l’ossessione per l’aspetto si evidenzia anche con i chili, la statura, le forme e chi più ne ha più ne metta. L’immagine corporea perfetta che ci creiamo non solo è irraggiungibile, ma diametralmente opposta proprio a quella che vediamo nello specchio tutte le mattine. Ma questo discorso alla lunga è molto pericoloso perché non fa altro che allontanarci sempre più dalla vera immagine che si vede dallo specchio e non. Ma questi post ci fanno fermare a riflettere ecco perché sono utilissimi. E magari, la prossima volta che passiamo davanti ad uno specchio, possiamo addirittura fermarci a guardare quanto siamo imperfettamente bellissimi!

  12. Paolo1984

    31 Ottobre

    l’ideale sarebbe distinguere tra ossessione e cura di sè

  13. Elena 1986

    1 Novembre

    Bellissimo articolo! Lo diffondo subito… questo sito mi inizia a piacere e lo seguirò da oggi! Grazie.

  14. samanta

    1 Novembre

    viviamo purtroppo in un mondo dove la bellezza e l’avvenenza apparente valgono molto di più dell’effettiva intelligenza e bravura di una persona.
    Non è pero’ solo colpa del mondo maschile, ma di tutte quelle donne che mostrano prima le loro grazie,piuttosto che il loro cervello, non solo per l’evenuale mancanza di esso, ma perchè pensano di non essere all’altezza della situazione.
    Io credo che l’importante è sentirsi bene con se stessi, sicuramente cercare di migliorarsi oppure accettarsi per quello che si è
    Mi occupo di pubbliche relazioni e purtroppo nel mio lavoro l’aspetto esteriore conta molto…una volta ho perso la possibilità di un ottima posizione perchè la mia “rivale” era giusto, 10 anni meno di me, 30 cm piu alta di me e altrettanti 30kg meno di me…
    oggi, dopo 10 anni, lei ha lasciato il lavoro e fa la mamma “frustrata” io sono molto felicedella mia carriera..

    Le rughe in faccia? Sono le cicatrici del riso, delle lacrime, delle domande, degli stupori e delle certezze.
    ( non ricordo chi l ha detto..)

  15. samanta

    1 Novembre

    dimenticavo..complimenti ad Anna Vallarino, sempre molto accurata e strepitosamante interessante in quello che scrive

  16. Paolo1984

    1 Novembre

    comunque avere un aspetto fisico considerato come “bello” non è necessariamente in contrasto con l’avere un cervello e saperlo usare per essere all’altezza nelle varie situazioni

  17. Antonio

    5 Novembre

    Ammazza che zerbino Paolo, sembra il De Maglie di “Donne di Fatto”. Mi associo a quello che ha scritto Simona.

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