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Imparare ad amare il proprio ciclo mestruale

Imparare ad amare il proprio ciclo mestruale

di Valeria De Natale

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“Valeria, che scrivi?”
“Un articolo sul vivere le mestruazioni in positivo, sono davvero contenta!”
“Beh, ora stai davvero esagerando. Ma ti pare il caso? Non hai altro da scrivere?”

Il dialogo è realmente accaduto, e accade sempre che, nel momento in cui parlo di mestruazioni con contentezza, i miei interlocutori rispondano con diffidenza e scetticismo, per poi liquidarmi con fastidio. Ricordo, invece, che quando, come tutte le altre, mi lamentavo delle mestruazioni, si andava avanti a parlarne a lungo e nei dettagli, e a nessuna veniva in mente di considerarmi una pazza esaltata. Allora mi sono chiesta: come mai è più interessante ed accettabile parlare delle mestruazioni come castigo divino e non interessa a nessuno, anzi infastidisce, chi le vive con gioia?

Una risposta soddisfacente a questo quesito non l’ho trovata, tuttavia, nella mia ricerca, ho incontrato molte donne e molti vissuti del tutto inaspettati, e allora ho capito che, prima di tutto, c’è bisogno di cambiare prospettiva in relazione alla narrazione del ciclo mestruale. Tutte noi, davanti ad un classico spot per assorbenti, troviamo ridicola la rappresentazione mainstream di “quei giorni”: perché allora non sostituirla con qualcos’altro? Magari a cominciare dal nome: abbiamo davvero bisogno di chiamarle “le mie cosine” o di ricorrere a perifrasi del tipo “è venuto il marchese”, “sono arrivati gli ospiti” o, la peggiore che io abbia mai sentito in vita mia, “è arrivato Giacomino”? La parola MESTRUAZIONI fa così paura e schifo?

Il mio percorso è iniziato quando ho scoperto la coppetta mestruale. Quando ho abbandonato gli usa e getta per la coppetta non avevo idea che un gesto in apparenza così semplice avrebbe cambiato il mio modo di vedere le mestruazioni. Ho scoperto che la maggior parte delle donne e delle ragazze che usano coppetta e assorbenti lavabili (e sono tanto diverse tra loro: casalinghe, studentesse, con figli o senza, lavoratrici part time o full time) vivono il loro ciclo mestruale (con il termine “ciclo” in realtà si intende tutto il mese, e non solo i 4-5 giorni in cui sanguiniamo) con entusiasmo e serenità.

Molte di loro, ed ora anche io, utilizzano il metodo della temperatura basale* sia come contraccettivo** sia semplicemente per monitorare giorno per giorno il proprio ciclo, perché, ho scoperto, uno degli indicatori più accurati e semplici da controllare della salute di una donna è proprio l’andamento del ciclo mestruale. Se qualcosa nella nostra salute psicofisica non va, potete essere certe che si rifletterà sulle mestruazioni, e osservando e confrontandosi con le altre donne si imparano moltissime cose: dall’alimentazione migliore per non essere gonfie, irritabili e doloranti, a tutti i rimedi che possono aiutare a regolarizzare il ciclo senza dover per forza assumere farmaci. Si impara anche, ad esempio, che il concetto di ciclo regolare è molto più ampio di quello che pensiamo… e che il ciclo di 28 giorni spaccati è solo una media statistica: si è regolari se si ha un ciclo tra i 24 e i 35 giorni circa.

Mi sono avvicinata a questo che era un mondo per me radicalmente nuovo con curiosità e, certamente, una dose di scetticismo; rimasi conquistata dall’affermazione di una ragazza: “Adoro le mie mestruazioni, perché quando arrivano posso rallentare i miei ritmi, riflettere sul mese trascorso, e lasciar andare ciò che non mi serve, ciò che mi ha causato dolore, per poi ricominciare, leggera, un nuovo ciclo”.

Naturalmente, non tutti gli approcci sono validi per tutte, e ciascuna si sofferma sugli aspetti che maggiormente risuonano in sintonia col proprio carattere. Così, ci sono quelle convintamente ecologiste che sono felici di usare solo coppette e lavabili e di riutilizzare, magari, anche il sangue, diluendolo in acqua e annaffiandoci le piante di casa; quelle che si fanno prendere dal lato estetico e modaiolo delle coppette e dei lavabili trattandoli come se fossero vestiti: quante volte ho sentito dire “non vedo l’ora che mi vengano le mestruazioni così posso usare la mia adorata coppetta verde prato/i miei lavabili con quei gufetti viola così carini!”.

Ci sono quelle che preferiscono un approccio scientifico, usano il sintotermico e sanno sempre con precisione quando avviene l’ovulazione e quando verranno le mestruazioni, così possono pianificare la loro vita quotidiana e sessuale di conseguenza; ci sono quelle, invece, più attratte dal lato spirituale del ciclo mestruale, che desiderano vivere in sintonia con le forze della natura e guardano alle connessioni con le fasi lunari. Breve aneddoto: tradizionalmente, si associa il momento dell’ovulazione alla luna piena e il momento della mestruazione alla luna nuova; le donne, invece, a cui capita il contrario erano considerate, nel medioevo, alla pari delle streghe, perché ovulare nel buio della luna nuova veniva considerato atto egoistico e del tutto slegato dai fini procreativi!

Ci sono, infine, quelle che conoscono un rimedio erboristico efficace, ve lo garantisco, per quasi ogni disturbo del ciclo, in particolare quelli che, di solito, molti ginecologi “curano” con la pillola. Scelte contraccettive a parte, che sono e devono restare personali, io mi sono resa conto che questo farmaco viene prescritto spesso con leggerezza e viene proposto come curativo quando in realtà non lo è. La pillola ferma temporaneamente tutto l’apparato riproduttivo femminile, lo mette in stand-by, perciò chiaramente ogni disturbo ad esso collegato si mette a sua volta in pausa, ma prima o poi si smetterà di assumere la pillola e i disturbi torneranno, in certi casi anche peggiorati. Esistono, invece, integratori di vario tipo e abitudini alimentari che aiutano a risolvere per davvero molti dei problemi, come i dolori premestruali o certi casi di ovaio micropolicistico, e sarebbe bene che tutte lo sappiano prima di doversi rassegnare a prendere la pillola per un periodo di tempo indefinito.

C’è così tanto da scoprire, una volta che si decide di dare una chance alle proprie mestruazioni, che sarebbe un peccato non provarci: lo scopo, comunque, non è di certo sostituire un dogma con un altro. Come donne, subiamo già svariate pressioni sociali e l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno è sentirci in dovere di apprezzare le nostre mestruazioni!

Comunque si decida di vivere il proprio ciclo mestruale, odiandolo o amandolo, va benissimo, purché si tratti di una libera e consapevole scelta, purché si sappia che esistono tantissime alternative.

* Mi riferisco in particolare al metodo sintotermico secondo Roetzer. Detta in breve, poiché dopo l’ovulazione, per via dell’azione del progesterone, la temperatura basale di una donna si alza, misurando ogni giorno al mattino la propria temperatura e osservando il fluido cervicale, che subisce a sua volta mutamenti consistenti nei giorni prima dell’ovulazione, una donna può sapere con precisione quali sono i suoi giorni fertili e i suoi giorni sterili. In più, poiché il periodo che va dall’ovulazione alla mestruazione è fisso per ogni donna, una volta individuata l’ovulazione si può predire con certezza la data della mestruazione. Il metodo è stato certificato (dall’Università di Heidelberg) efficace allo stesso livello della pillola e viene usato con successo da moltissime donne. (J. Roetzer, La Regolazione Naturale della Fertilità, terza edizione italiana a cura di S. Girotto e G. Stevanella, 2008, edizioni libreria Cortina Verona). Merita di essere consultato, per l’esaustività e la precisone dei temi trattati nonché per il tono colloquiale e autoironico: T. Weschler, Taking Charge of your Fertility, 2006, Harper-Collins Publishers. Per finire, consiglio vivamente anche: A. Pope, Mestruazioni, Terranuova Editrice.

** Questa è un’opinione dell’autrice. La redazione di Soft Revolution si dissocia: il metodo della misurazione della temperatura basale NON è un metodo contraccettivo sicuro. Informatevi sulle tante alternative possibili.

Altri articoli sulle mestruazioni dal nostro magico archivio:
Cose che mi avevano detto sul ciclo che si sono rivelate sporche menzogne di Marta Corato
From an opening between our legs. Il ciclo mestruale in alcuni curiosi filmati educativi de Il Cinema di Betty
Happy and Bleeding. Una lista di rimedi più o meno legali e fattibili per affrontare i dolori mestruali di Margherita Ferrari

(Immagine: Rorschach Cycle di Sarah Anne Ward)


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  1. Anacronista

    29 luglio

    Forse siamo di fronte a quello che in logica informale si chiama “falsa dicotomia”: non è detto che le mestruazioni si amino o odino soltanto. Ci sono, arrivano, fanno parte di noi 🙂
    Interessante sarebbe pensare alle mestruazioni in termini “macro”. Quel sangue ogni mese ci riporta a una storia lunga millenni.

  2. esther

    29 luglio

    qual è il rimedio erboristico efficace per curare l’ocaio policistico? Fateci sapere!

  3. Skywalker

    29 luglio

    La vedo come Anacronista. È una cosa che accade…e in quanto tale è soggetta ad indifferenza, gioia (a seguito di rapporti non protetti), dispiacere. Dipende della circostanza di quei giorni. Comunque quando ho il ciclo, tutti devono sapere, estranei compresi, che ho le mestruazioni. È un messaggio per dire “già normalmente non dovete rompermi le palle, ma ora che ho il ciclo tale precetto diventa una condizione”.
    La pillola comunque mai, per i dolori basta un moment, se dismenorrea acuta si va di aulin.

  4. Ilaria

    29 luglio

    Io le mestruazioni non le ho mai odiate ma le vedo spesso come un fastidio. Però è anche vero che quando sento di donne che prendono la pillola ininterrottamente (senza sospensione di una settimana) in modo da abolire le mestruazioni (anche quelle “finte” della pillola) penso che io non lo farei mai… in fondo prevale anche in me l’accettazione del fenomeno come quella parte di me soggetta alla natura… è anche rassicurante. So anch’io di donne che, provata la coppetta, amano le mestruazioni… ma io non riesco a fidarmi, mi sembra poco igienica…

  5. Caterina Bonetti

    29 luglio

    Pezzo interessantissimo. Ci sarebbe da riflettere per ore sul significato e le implicazioni dei messaggi legati alle mestruazioni. Ad esempio trovo estremamente urtante il messaggio da wonderwoman: “anche in quei giorni devi essere al massimo”. Antidolorifici, assorbenti sempre più tecnologici…tutto per rendere le donne funzionali 365 giorni l’anno. Poi condivido l’idea che ciascuna donna viva le sue mestruazioni in modo personale: chi le odia e chi le ama, come si odia e ama il proprio corpo, la propria voce, il proprio modo di muoversi. Non credo ci sia un’unica via, ma sarebbe bello poterne parlare sempre in modo aperto e diretto.

  6. […] articoli sulle mestruazioni dal nostro magico archivio: – Imparare ad amare il proprio ciclo mestruale di Valeria De Natale – Cose che mi avevano detto sul ciclo che si sono rivelate sporche menzogne di […]

  7. Valeria

    6 agosto

    Il pezzo è stato pubblicato mentre ero in vacanza ^_^
    Ci tengo a dire due cose: per le ragazze che soffrono di ovaio policistico a causa di una tendenza all’insulinoresistenza, l’integratore che può aiutare è a base di inositolo. Ci sono molte marche in commercio, una vale l’altra; l’unica cosa è avere pazienza: nel mio caso ci sono voluti 8 mesi.

    La seconda cosa è: il metodo sintotermico E’ UN CONTRACCETTIVO AFFIDABILE. Non è una mia opinione, mi sono documentata, in Germania è stato fatto uno studio che dimostra con precisione (e negli anni) che utilizzando correttamente questo metodo non si verificano gravidanze indesiderate.
    Ci tengo a specificarlo perchè l’informazione deve essere corretta: se volete, in qualche giorno vi posso linkare tutta la documentazione necessaria a provare che quanto sostengo è un dato di fatto.

    Valeria

  8. Valeria

    6 agosto

    Ah, per i dolori, magnesio e agnocasto 🙂

  9. […] l’esperienza concreta ci si ritrova ad avere come unico punto di riferimento se stesse. In un pezzo precedente Valeria parlava delle mestruazioni e di quanto sia difficile parlarne in maniera […]

  10. Jessica

    9 settembre

    Trovo molto triste che l’autrice abbia voluto condividere una parte importante di sé e la redazione l’abbia stroncata, senza neanche informarsi, affermando senza alcuna cognizione di causa che il metodo da lei citato non è sicuro! Vergogna!

    Per chi volesse informarsi, questo nei link è il punto di riferimento in Italia per la contraccezione naturale, che è un’alternativa assolutamente possibile, sicura e soprattutto bellissima per la scoperta di se stesse. Informatevi!!! (soprattutto la redazione):

    ladyfertility.forumattivo.com
    http://www.ladyfertility.it

  11. Anna

    9 settembre

    Che il metodo sintotermico non sia un metodo contraccettivo sicuro è un’opionione della redazione, che evidentemente non è sufficietemente informata sull’argomento. Io uso un metodo basato sulla temperatura basale da un anno (il metodo di ladyfertility.it ), con pieno successo e soddisfazione.
    Monitorando il ciclo mestruale non solo non ci sono effetti collaterali di nessun tipo, ma si impara a conoscere se stesse e il funzionamento del proprio corpo. E come noto, quando si conosce il funzionamento di qualcosa, lo si riesce ad “usare” meglio.

    L’articolo mi è piaciuto molto, ne condivido ogni parola.

  12. daniela

    9 settembre

    ni. Da ostetrica condivido molto di quanto scritto ma non posso che condividere anche la redazione, che si tutela dal fatto che ragazzine di 16 anni senza la minima cognizione di quel che fanno credano di poter evitare gravidanze misurando la temperatura basale e basta. Il problema con il metodo sintotermico e anche del muco tipo Billings, ma tutto sommato un pochino di meno perché le modificazioni del muco sono graduali, è che… sai che hai ovulato dopo che hai ovulato e pertanto se hai avuto rapporti nei 7 giorni precedenti sei a rischio gravidanza. Anche se hai un ciclo irregolare, individui benissimo l’ovulazione (e ripeto, anche solo con il muco cervicale, soprattutto se non soffri di ovaio micropolicistico, che a volte porta a più picchi di muco durante lo stesso ciclo). Ma non devi aver avuto rapporti liberi prima dell’ovulazione, e qui è il problema di fondo. Se lo so dopo, come faccio a non avere rapporti prima? Comunque è vero, è un metodo affidabile, usato con criterio e senza prendere rischi.

  13. Valeria

    9 settembre

    Ciao daniela, grazie per il tuo commento 🙂
    Io non parlo di sola temperatura basale nè di solo muco: il metodo sintotermico li mette assieme e dà una regola semplicissima per i rapporti preovulatori: alla prima comparsa di muco o ci si astiene o si usa un preservativo.
    Poi, fornisce delle ulteriori regole, specificando che possono essere usate quando si hanno un minimo di 12 cicli monitorati alle proprie spalle (ovvero, si conosce il proprio ciclo nel dettaglio), per individuare con maggiore precisione la propria finestra fertile.
    Nel libro che ho indicato c’è scritto tutto con estrema precisione 🙂

    Valeria

  14. Il Melograno

    9 settembre

    Crediamo che alle giovani donne vadano dati strumenti adeguati per imparare ad amare il proprio ciclo. Per questo abbiamo proposto ‘celebrare il menarca con le nostre figlie’ http://www.melogranovr.org/celebrare-il-menarca-delle-nostre-figlie/. Vi piace?

  15. Bianca Bonollo

    10 settembre

    @Ilaria (riguardo alla coppetta) …certo, bisogna fidarsi che il produttore abbia usato materiale chirurgico, e bisogna cambiarla, pulirla e sterilizzarla con regolarità, ma d’altro canto… perché si dà per scontato che un prodotto usa-e-getta industriale sia più pulito e meno tossico? Alla fine, perché gli assorbenti interni sono così bianchi? Li hanno sbiancati sicuramente, con prodotti chimici. E i macchinari di produzione e imballaggio, sono sempre puliti e sterilizzati? Anche lì, bisogna fidarsi! Che colla usano, ad esempio, per chiudere le confezioni? Chissà… Senza contare che il materiale di molti assorbenti esterni non permette la traspirazione e favorisce i batteri… La coppetta invece la lavi e la sterilizzi tu personalmente!

  16. […] giorno fa mi sono imbattuta in questo post http://www.softrevolutionzine.org/2013/imparare-ad-amare-il-proprio-ciclo-mestruale/ tratto dal blog Soft Revolution – RAGAZZE CHE DOVREBBERO DARSI UNA […]

  17. vlado

    13 settembre

    .. a baciarla e leccarla sa di amaro 🙂

  18. […] mal di pancia a pensare che ad essere nata uomo mi sarei risparmiata un bel po’ di rogne. Fortunatamente sono donna e fiera mestruata. Ditelo voi agli uomini di sanguinare per 5 giorni e non morire, poi ne […]

  19. […] Imparare ad amare il proprio ciclo mestruale – Cose che mi avevano detto sul ciclo che si sono rivelate sporche menzogne – Allarme rosso: il […]

  20. […] non è un problema. Anzi. Si tratta forse dell’unica cosa della gamma dei pruriti intimi che non ha niente di anomalo, di contaminante o imbarazzante. Allora perché Lines è mi sta facendo pensare: “Come posso essere così […]

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