Crea sito
READING

Girl power hip hop, don’t stop! Proud to int...

Girl power hip hop, don’t stop! Proud to introduce TLC

tlcAl tempo degli Dei dell’Olimpo, dei signori della guerra e dei re che spadroneggiavano…, in cui gli Dei sono da intendersi come le star del music business, i signori della guerra un manipolo di discografici affamati di vendite e i re che spadroneggiavano le potenti emittenti televisive musicali: per una parte di chi sta leggendo si tratta di un’epoca vissuta in direttissima.

Mi riferisco a quel periodo, che va da metà anni ’80 fino ai ’90, che ha consacrato gruppi musicali, mode e gusti dei teenager, dapprima americani e a seguire nel restante mondo. Erano anni in cui il mondo mainstream dell’industria musicale prendeva due strade ben definite: quella del rock e quella dell’hip hop. La prima, che qui ben conosciamo e veneriamo ampiamente, cercava nuove soluzioni per innovare un linguaggio vecchio almeno di una quarantina d’anni, mentre alla seconda apparteneva un mondo che ancora stava uscendo dall’underground per raggiungere le vette del mainstream.

È in questo contesto, nel mondo del pop videoclippizzato, che sono esplose le TLC, un gruppo hip-hop composto da tre giovanissime ragazze afroamericane di Atlanta. Totalmente ignare dell’immenso potenziale di girlband-trio – Beyoncè poteva ancora godersi la sua infanzia e le sue spiccate doti artistiche prima che il padre potesse fiutare il business nell’aria – le giovani Tionne “T-Boz” Watkins, Lisa “Left Eye” Lopes e Rozonda “Chilli” Thomas hanno messo insieme un gruppo e gli hanno dato nome TLC, prendendo spunto dalle iniziali dei loro nomi di battaglia e accapparandosi un famoso acronimo che starebbe per Tender Loving Care, l’equivalente di un TVB nostrano.

Le TLC esordiscono nel 1992 con un album dal nome ancora più improbabile, ma decisamente bling bling: Ooooooohhh…. On the TLC Tip, che diventa presto disco multiplatino, grazie a tre singoli piazzati nella top 10 statunitense. Merito anche di uno stile visivo di grande impatto, inconsueto per delle ragazze nel panorama hip hop, con vestiti rigorosamente baggy e super fluo, accessori follemente eccentrici, che nulla avrebbero da invidiare a dei contemporanei cosplayers. Il trio, musicalmente parlando, è il connubio vincente dei talenti della lead singer, Chilli, della voce di T-Boz e dei testi di Left-Eye. Al pubblico delle emittenti televisive musicali tutto ciò piace e molto.

Con il successivo LP CrazySexyCool, datato 1994, abbiamo una virata nel look della band, che passa dai colori e dallo stile sbarazzino a uno più audace, dall’hip hop più chiassoso a sonorità funk e R&B. A quel punto, la carriera del trio impenna: singoli come Creep e Waterfalls diventano delle hit negli Stati Uniti e non solo, tanto da permetter loro di mettere in piedi un tour internazionale di proporzioni che erano state raggiunge da una band femminile. Risultato poi eguagliato solo dalle Spice Girls, ma – coreografie a parte – c’è poco da far paragoni: dove lo trovi un gruppo pop on the top of the chart con una canzone come Waterfalls, che parla di AIDS?

TLC

Per arrivare al successo definitivo, totale, planetario, dobbiamo aspettare almeno 5 anni, quando esce l’album FanMail, contenente l’inno di anti-harassment per eccellezza, una sorta di feminist anthem dei nostri giorni, No Scrubs.

Era il 1999: il mio ricordo va ai pomeriggi estivi in cui scoprii la famosa emittente televisiva musicale MTV, da poco esportata in Italia, e nelle pause gioco trovavo tempo di curiosare in quel mondo così affascinante, pieno di stimoli mai visti. Uno di questi era il video di No Scrubs, che nell’ordine mi ha: turbata, affascinata, stregata, resa dipendente e poi, dopo un’estate lunga qualcosa come un’infinità, nauseata. Ma ormai il segno era rimasto indelebile nella memoria.

Fatto sta che la coreografia l’avevo imparata a memoria, passo-passo-saltello, anche se ogni tanto la mia mente innocente arrossiva al pensiero di quei led posizionati proprio in quei posti lì. Avevo anche la mia TLC preferita: Left-Eye. I codini, quei codini, mi hanno chiamata a gran voce.

È stata proprio la terribile fine che ha fatto Lisa Left-Eye Lopes, morta in un’incidente d’auto nel 2002, a sancire la fine del gruppo. Impossibile pensare a una sostituzione o a un gruppo privato di una delle sue componenti creative più importanti, perciò è anche grazie alla saggia decisione delle restanti due componenti che possiamo ricordarci le TLC con immenso affetto e stima, richiamando al contempo i momenti in cui ballavamo le loro canzoni, pur senza comprendere i testi. Un vero e proprio segno di pregevolezza, perché non dimentichiamo che oltre a Waterfalls e No Scrubs, un’altra hit del gruppo, Unpretty, è diventata un manifesto del saper accettare il proprio corpo. Un altro modo di guardare al girl power.

Se siete curios* di approfondire, VH1 ha dedicato recentemente un film televisivo sulla storia del gruppo, anche se per ora è disponibile *tramite canali ufficiali* solo per il pubblico statunitense.


RELATED POST

  1. Lorenza brandodoro

    20 novembre

    Speravo un giorno in un articolo del genere!

  2. Bianca Bonollo

    21 novembre

    Grazie per quest’articolo! Me l’ero dimenticata, ma anche io guardavo sempre il video di No Scrubs… ma soprattutto adoravo Lisa Left Eye e il suo disco solista!

    http://www.youtube.com/watch?v=kl-gEopCI4U

    😉

  3. Nicolò

    21 novembre

    “I codini, quei codini, mi hanno chiamata a gran voce.” APPLAUSI E STANDING OVATION. <3

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

By using this form you agree with the storage and handling of your data by this website.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.