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Guido Barilla, ci fai venire il latte alle ginocch...

Guido Barilla, ci fai venire il latte alle ginocchia

BARILLA

Il mondo è pieno di persone che ci fanno venire il latte alle ginocchia. Per la cronaca, mi sento di inserire all’interno di questo gruppo anche Guido Barilla, presidente dell’omonima multinazionale, la quale (tra le altre cose) è anche noto simbolo di italianità all’estero.
A quanto pare, ieri Barilla ha dispensato perle di saggezza imprenditoriale e umana ai microfoni de La Zanzara. Queste le sue parole:

Non metterei in una nostra pubblicità una famiglia gay perché noi siamo per la famiglia tradizionale. Se i gay non sono d’accordo, possono sempre mangiare la pasta di un’altra marca. Tutti sono liberi di fare ciò che vogliono purché non infastidiscano gli altri.

Parole del genere si commentano da sole, tanta è la loro oscenità.
Noi di Soft Revolution ci teniamo solo a farvi sapere che esse sono uscite dalla bocca di Guido Barilla, e che riteniamo non vadano prese con leggerezza.

Ricordatevene la prossima volta che andrete a fare la spesa.


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  1. Barbara

    26 settembre

    è da tempo che la boicotto: adesso ho una ragione in più!

  2. Veronica

    26 settembre

    Le ho sentite ieri in diretta mentre rincasavo in auto.
    E non è l’unica dichiarazione che ha fatto degna di orticaria. Puah.

  3. valeria

    26 settembre

    Che schifo. E’ una ragione in più per proseguire col boicottaggio.

  4. Joe Galea

    26 settembre

    Barilla fai schifo. Perche’ avete una pasta buona non significa che siete gli unici. Da oggi boicotto la vostra pasta merdosa come te.

  5. ilaria

    26 settembre

    Intanto bisogna essere certe che lui abbia detto proprio così, si sa che le frasi estrapolate dal contesto possono essere facilmente strumentalizzate, senza contare il fatto che a volte ci si esprime male e passa un significato diverso da quello che vorremmo esprimere. Ma poi a me non dispiace neanche, mi sembra così ipocrita questo mettere apposta coppie gay nelle fiction e nei film solo perché fa moda, non mi interessa di vedere ulteriore ipocrisia (oltre a quella che c’è già) anche nella pubblicità… Non penso ci si debba sentire obbligati a mettere una coppia gay nei propri prodotti pubblicitari.

  6. Barbara

    26 settembre

    Ipocrita è mettere una famiglia bellissima, buonissima, educatissima, ricchissima, come quelle che la Barilla usa per i suoi scopi pubblicitari, che vivono in case bellissime e pulitissime e dove tutti si svegliano riposati e col make up ad hoc! Le coppie omosessuali, come i gay, le lesbiche e le/i trans esistono nella realtà, cara Ilaria, che ti piaccia o meno. Ma tu continua pure a guardare le fiction!

  7. Barbara

    26 settembre

    e mi dispiace contraddirti ma, ha detto proprio così:

    http://audio.radio24.ilsole24ore.com/radio24_audio/2013/130925-lazanzara.mp3

    e lo ha pure ribadito più volte!

  8. ilaria

    27 settembre

    @Barbara: che ci piaccia o no la pubblicità si basa sul marketing e mira ai propri affari, quindi mi sembra che protestare perché uno decide di non mettere una famiglia omosessuale nei propri spot mi sembra fuori bersaglio. Secondo me le discriminazioni verso gli omosessuali sono altrove. Personalmente trovo che una coppia omosessuale sia una famiglia quanto una etero ma continuerò a mangiare la pasta Barilla. Non guardo la tv, cara Barbara, se non avessi letto qui di questa querelle non ne avrei saputo nulla.

  9. Posso dire la mia?
    Non sono neanche parole a cui dare troppo peso.
    Frasi del genere escono dalla bocca di persone ignoranti.
    Ora, sappiamo benissimo che il mondo ne è pieno; ahimè non possiamo formattarli, nè rinchiuderli tutti insieme in una grotta all’interno di una montagna sperduta ai confini del mondo, dove si uccideranno a vicenda a suon di insulti.
    Quindi cataloghiamo queste perle in un archivio sotto la C di Cazzate, in modo da non scordarcene mai, e portiamo avanti la nostra “parola” da non ignoranti (in questo caso non sarebbe male smettere di comprare pasta Barilla – siamo in Italia, è pieno di buoni produttori di pasta).

    L’unica cosa, mi piacerebbe poter dire al signor Barilla che ciò che appartiene alla tradizione è un qualcosa da preservare.
    Per me fa parte della tradizione far l’albero di Natale in famiglia l’8 dicembre, o preparare i biscotti alle spezie, o donare il sangue il giorno del mio compleanno. E lo preservo.
    Ma la donna che cucina e il marito che lavora, no, non sono tradizione.
    Non è neppure la realtà assoluta. E in futuro non lo sarà quasi più.

    Contando che per Barilla la coppia omosessuale con un bambino non vale quanto la coppia di trentenni strafighi con il figlio futuro strafigo, fa capire quale visione del mondo abbiano: un mondo in cui l’apparenza vale più della sostanza.
    Il dubbio che il discorso valga anche per la loro pasta sorge spontaneo…

    Alice

  10. valeria

    27 settembre

    Allora: le esternazioni di Mr. Barilla sulle donne e sugli omosessuali mi hanno fatto rabbrividire, ma d’altronde mi fanno rabbrividire anche i suoi spot, sarà che sono fuori target…

    Volendo rimanere su questioni di marketing: va benissimo che un’azienda decida di puntare su una certa immagine di famiglia piuttosto che un’altra. Tuttavia, da un esperto di comunicazione e marketing come lui, mi sarei aspettata frasi più caute… il giornalista gli ha chiesto espressamente se avrebbe mai messo dei gay nei suoi spot: avrebbe anche potuto rispondere che per il momento la Barilla non intende modificare la sua comunicazione, dato che si rivela efficace e vincente.

    Che bisogno aveva di incartarsi a dire che i gay (a lui) stanno bene finchè “non disturbano”, laddove il “disturbo” è appunto la richiesta di diritti?

    Ripeto, da un guru della comunicazione mi aspettavo parole più efficaci, a meno che non abbia voluto creare tutto questo caos appositamente.

  11. Gioia

    5 novembre

    Daaaaai e su!!!!! non sarebbe bello andare al lavoro con la vostra borsina?????

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