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Womance è il femminile di bromance: Frances Ha

Womance è il femminile di bromance: Frances Ha

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Il cinema e la televisione ci offrono a volte esempi di amicizia femminile, che viene declinata in vari modi: Thelma e Louise è un classico, ma ci sono anche le confidenze annaffiate di Cosmopolitan di Sex and the City, la gelosia per la nuova amica della tua migliore amica in Bridesmaids, i rapporti altalenanti fra Hannah e Marnie in Girls (e basta leggere i commenti a questo post per capire quante prospettive esistano su chi delle due sia “the bad friend”). Uno degli ultimi ritratti di amicizia femminile sul grande schermo si trova in Frances Ha, la cui protagonista è Frances, ballerina ed aspirante coreografa.

Sebbene abbia letto recensioni entusiaste e lodi sperticate a Greta Gerwig, l’attrice protagonista / co-sceneggiatrice / partner / musa del regista Noah Baumbach, Frances Ha è un film che mi ha lasciata “un po’ così”. Per capirci, a mio modestissimo parere questo non è IL film del 2013 ma vale comunque la pena di vederlo (ma forse nella prossima vita non correrei al cinema sacrificando un soleggiato pomeriggio estivo, ecco). Nonostante questo preambolo poco incoraggiante, ci sono molti motivi per cui Frances Ha mi è sembrato un film meritevole. Fra questi, la New York in bianco e nero co-protagonista insieme a Frances, la corsa-danza di Frances sulle note di Modern Love e, last but not least, il rapporto che lega Frances alla sua migliore amica, Sophie. All’inizio della film, Frances e Sophie vivono insieme. Fra finte lotte al parco, sigarette fumate fuori dalla finestra e progetti di dominazione del mondo, le due sembrano essere inseparabili: loro stesse si descrivono come “una coppia lesbica che non fa sesso”, ridendo della loro quasi-simbiosi. Le cose però cambiano quando Sophie decide di andare a vivere con il suo ragazzo e Frances deve lasciare l’appartamento perché da sola non riuscirebbe a pagarne l’affitto. SPOILER ALERT

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La situazione precipita, ed in poco tempo Frances si ritrova non solo senza fissa dimora, ma anche senza lavoro e senza Sophie, con cui ha litigato e che nel frattempo ha seguito il fidanzato a Tokyo. Fra un tentativo di trovare un’altra amica come Sophie, un viaggio-lampo a Parigi ed un’estate trascorsa a lavorare negli stessi dormitori in cui aveva vissuto durante l’università, Frances riaffiora e soprattutto trova (o forse sarebbe il caso di dire ritrova) la sua persona speciale, quella con cui basta uno sguardo, quella che di tanto in tanto vedi e pensi “Questa è la mia persona”: Sophie.

Mickey Sumner and Greta Gerwig in Franes Ha

END OF SPOILERS Quel che forse mi è piaciuto più di tutto è che il film si risolva con il riavvicinamento fra le due, piuttosto che con Frances che finalmente trova l’amore della sua vita e si lascia tutto alle spalle, relegando l’amica al passato. Facendo di Sophie un perno ed una presenza fondamentale nella vita di Frances, Frances Ha evidenzia l’importanza dell’amicizia: non la la idealizza elevandola al rango di sentimento superiore o più puro, ma nemmeno la mette in secondo piano rispetto all’amore. Ad emergere è quindi un ritratto credibile di un rapporto in cui non mancano incomprensioni o litigi, ma nemmeno momenti di condivisione e di “intimità”, come quando Frances chiede a Sophie di ripeterle la loro storia.

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Apprezzo il fatto che a far discutere le due non sia una qualche rivalità per lo stesso uomo e mi fa piacere vedere un’amicizia fra donne che passa il Bechdel test, che non si basa su un* nemic* comune, che è profonda ed immune all’invidia, che non funge da “rimpiazzo” in attesa di una relazione vera e propria. Non che il film disprezzi l’amore o voglia far passare il messaggio “cosa te ne fai di un uomo quando hai un’amica come lei?”, ma trovo giusto sfatare qualche mito sulla presunta impossibilità dell’amicizia fra ragazze. Si esce da scenari stereotipati e si racconta con sincerità quanto sia importante avere una persona amica ad incoraggiarti e sostenerti, o quanto possa essere difficile superare un’eventuale delusione dataci da questa persona. E anche quanto sia pregevole avere qualcuno che suona un banjo in miniatura mentre tu balli il tip tap, perché di persone pronte a suonare un banjo per te mentre danzi in un parco non ce ne sono mai abbastanza.


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  1. Paolo1984

    3 Dicembre

    sembra un film molto interessante.
    Al di là della questione della rivalità (che può esserci come anche no, nelle amicizie) l’importante è raccontare personaggi plausibili..raccontare l’umano

  2. francesca

    3 Dicembre

    scusate ma esce in Italia (ma perchè leggo questi articoli interessanti sempre mentre ho l’acqua alla gola e nn posso scrivere??)

  3. Chiara

    4 Dicembre

    Dovrebbe uscire “nei primi mesi del 2014” 🙂
    In quanto alla rivalità nell’amicizia, a mio avviso viene percepita più spesso come una caratteristica delle amicizie femminili piuttosto che di quelle maschili. Forse anche perché molti film, telefilm e libri rafforzano quest’immagine (ma potrei sbagliarmi).

  4. Paolo1984

    4 Dicembre

    per me film e telefilm e libri raccontano i rapporti umani in ogni aspetto che troviamo nella società e nell’animo umano o almeno ci provano

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