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365 giorni di femminismo insieme a Midge Belickis

365 giorni di femminismo insieme a Midge Belickis

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Midge Belickis è una ragazza con una volontà di ferro e un sacco di talento. Facendo una capatina sul blog, Modern Girl Blitz, e dando un’occhiata nell’archivio emerge con chiarezza quanto vari siano i suoi interessi e le attività in cui è impegnata. Midge è in primis una grande amante del diy, oltre che artista e fashion blogger. Io l’ho scoperta imbattendomi per caso nel suo Tumblr, e da lì mi è venuta voglia di leggere alcune delle sue fanzine, che ho poi ordinato dal suo negozio quand’ero a New York.

Poco più di un anno fa Midge si è lanciata in un’impresa tanto ardua quanto lodevole: elaborare un artwork basato sul simbolo di Venere per 365 giorni consecutivi. Nei giorni in cui il termine di “365 Days of Feminism” si stava avvicinando, ho deciso di contattarla per farle qualche domanda a proposito del progetto e della sfida che si era imposta.

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SR: Quando mi sono imbattuta per la prima volta in alcuni pezzi tratti dal tuo progetto “365 Days of Feminism”, sono rimasta piacevolmente colpita dal loro stile immediato e dalla profondità di contenuto. Mi stavo chiedendo come sei arrivata a decidere di dare al progetto la forma che ha effettivamente assunto. Da dove è venuta l’ispirazione?

M: L’ispirazione per il progetto è venuta da diverse cose… in alcune occasioni volevo solo convertire un semplice oggetto (come un rossetto) in un simbolo. Altre volte volevo creare qualcosa che avesse un po’ di profondità in più. In molti dei miei simboli mi focalizzo parecchio sull’idea di eguaglianza, talvolta spezzandoli in due parti, altre volte usando la barretta trasversale come un “=”. Altre volte ancora mi sono stata ispirata a riferimenti alla pop culture, oppure ho deciso di dedicare i miei simboli ad eventi significativi accaduti in ambito femminista quel giorno, come l’opera di ostruzionismo di Wendy Davis.

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SR: Il tuo progetto mi ha ricordato gli Esercizi di stile di Raymond Queneau, dato che potrebbe essere visto anche una celebrazione della reiterazione che non si fa mai noiosa. Cosa ti ha dato la forza di portare avanti ben 365 aggiornamenti, senza mai un giorno di pausa?

M: Sono il tipo di persona che finisce sempre quello che ha cominciato. Non volevo deludere i miei follower, che si erano abituati a trovare un simbolo nuovo ogni giorni sul mio Tumblr. Inoltre, se avessi deciso di smettere, avrei deluso anche me stessa. Non avevo mai affrontato un progetto o un’attività così regimentata che fosse basata esclusivamente sulla disciplina autoimposta, e avevo proprio voglia di dimostrare che ce la potevo fare. Fa bene sapere che ce l’ho fatta senza saltare neanche un giorno. Ne è valsa la pena!

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SR: L’anno scorso ho avuto l’occasione di leggere due delle tue fanzine (Furr e Stigma #2) dedicate alla femminilità e al rapporto con il proprio corpo. Avevo già una certa familiarità con il tipo di messaggio positivo che volevi trasmettere, dato che avevo cominciato a leggere testi femministi sia in ambito accademico che non. Ne sapevo però molto poco di fanzine femministe. Buona parte delle fanzine italiane che avevo letto erano state scritte da uomini e a volte riflettevano il sessismo implicito anche in certi ambienti politicizzati e dediti all’attivismo. Per questo ho cominciato ad apprezzare moltissimo le fanzine femministe nord americane, quando ho avuto modo di recuperne alcune. Immagino che la tua scoperta del mondo delle fanzine sia stata molto diversa dalla mia, o da quella che è più probabile fare in Italia. Potresti parlarmene? Quando è successo? Come hai deciso di diventare una fanzinara?

M: Interessante. Mi ero sempre chiesta come fossero le fanzine in altri Paesi. Beh, per rispondere alla tua domanda, tutto è cominciato quando ho deciso di dedicare la mia tesi alle fanzine riot grrrl. All’epoca non avevo mai fatto una fanzine, ma mi piacevano molto; ero affascinata dall’estetica di quelle riot grrrl in particolare, quindi ho deciso di dedicar loro un progetto. Si è trattato di una serie di zine pensate non per essere distribuite, ma solo per la mia tesi. Ma dopo aver postato il progetto online ho avuto una risposta così positiva ed entusiasmante che ho deciso di continuare a fare fanzine. Il mio stile in quest’ambito, a livello artistico, è in continua evoluzione, perché il formato permette una grande sperimentazione visiva. Si tratta di una cosa che faccio molto volentieri. Amo testare nuovi stili e cose simili.

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SR: Ora che “365 Days of Feminism” ha raggiunto la sua naturale conclusione, cosa pensi di fare? Pensi che continuerai a focalizzarti sul femminismo nel tuo lavoro o ti dedicherai a qualcosa di completamente diverso?

M
: Ho un sacco di progetti per il post-“365 Days of Feminism”. Al momento sto lavorando ad alcuni pezzi per un’esposizione che un’amica sta organizzando a New York il 9 agosto. In generale, devo dire che ho molta voglia di continuare a lavorare sui miei progetti artistici. Il femminismo è qualcosa di molto importante nella mia vita, qualcosa che non posso semplicemente “spegnere” o “dimenticare”. Credo che quasi tutto quello che creo abbia un sottotesto riguardante tematiche femministe o di giustizia sociale, ma devo dire che ora sono molto entusiasta all’idea di poter sperimentare con qualcosa di diverso dal simbolo di Venere.

(Immagini di Midge. Fonti: 1, 2)


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  1. Martina Del Romano

    2 agosto

    Ho dato un’occhiata al tumblr, tutti i lavori sono bellissimi e geniali! *-* Tantissima stima!

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