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Essere Grassa, parte II: i commenti, i dementi e i...

Essere Grassa, parte II: i commenti, i dementi e i lettori malcontenti

Al momento in cui li leggo, ci sono più di cento commenti al post “Essere Grassa D’Estate”, che ho scritto a metà luglio in una giornata che mi vedeva particolarmente accaldata e infastidita. Il messaggio era semplicissimo: se sono grassa e ho caldo, ho il diritto di mettermi shorts, canottiere e vestitini tanto quanto le magre, per la semplice ragione che fa caldo per tutti. Le reazioni sono state delle più varie: dalle email piene di belle parole, alle discussioni con vecchie amiche, alle frasi di chi non ha capito cosa intendevo. In questo post riassumerò i commenti che mi sono stati fatti più di frequente e risponderò una volta sola invece di trenta.

EGS 2

1) Sei obesa e morirai a causa della tua obesità.
Ho letto almeno una decina di commenti di persone che mi dicevano che presto sarei stata distrutta dai dolori articolari, la mancanza di fiato, che sarei morta sommersa nel mio grasso. Grazie di esservi preoccupati della mia salute ed avermi diagnosticato una morte lenta e dolorosa per sovrappeso! Vi rassicurerò: lavoro in un hotel di quattro piani senza ascensore, che faccio su e giù numerose volte al giorno senza fiatone. Le mie analisi del sangue sono perfette. Cito un altro commento: “i miei livelli di colesterolo sono sani, il mio sangue è pulito, i miei polmoni forti, il fegato e i reni efficientissimi”. Se ci fosse stato un problema, l’avrei già trovato e/o avrei già fatto un infarto. Ho ventidue anni e non ho nessuna intenzione di morire giovane: lo so che devo mangiare bene e fare attività fisica.
Detto ciò: “Essere grassa d’estate” non giustificava l’obesità e i problemi causati dal sovrappeso: se una persona sta male fisicamente o psicologicamente, deve curarsi. Deve mettersi a dieta. Deve fare sport. Questo non era l’argomento del post e non era quello che intendevo. Sarei la prima ad agire se il mio corpo o il mio medico mi dicessero che c’è qualcosa che non va. Il fatto è che — sorpresa! — sono sana come un pesce. Il punto del post era che persone che non hanno problemi causati dal loro sovrappeso dovrebbero poter vivere serenamente senza venire continuamente tartassate dalla (vostra) negatività.
Se state male, fate fatica a muovervi, non respirate bene, la risposta è solo una: dovete dimagrire. Se state bene, vi muovete agili come ballerine, respirate a pieni polmoni dopo lunghe camminate in montagna: non dovete dimagrire. Potete, se vi va, ma potete anche essere sovrappeso e felici.

2) Non è vero che stai bene con il tuo corpo: essere grassi vuol dire necessariamente odiarsi.
C’è chi mi ha detto che ho scritto questo post perché era “un modo di giustificare i miei fallimenti”, che non è vero che non m’interessa del parere degli altri, altrimenti non avrei scritto il post. Come ho già detto in precedenza, è impossibile fregarsene completamente se si vive in una società, specialmente una in cui la gente si sente libera di spargere giudizi a piene mani. Non vivendo in una monade, dobbiamo accettare di non essere mai del tutto immuni alle opinioni degli altri.
Ho scritto “Essere grassa d’estate” per spronare altre persone alla positività, non per giustificare il mio atteggiamento a me stessa. Se fossi stata male con il mio corpo, sarebbe stato difficile parlarne e mettere una foto delle mie ginocchia rugose. Se mi odiassi, sarebbe stato difficile dire ad altre persone che dovrebbero imparare ad amarsi. Se avere la 48 volesse dire vivere costantemente uno strazio, non parlerei certo della mia liberazione dalle opinioni altrui. Sicuramente non tutti possono sentirsi come me, ma sicuramente non tutti possono farsi schifo al cazzo!

3) Io stavo male col mio corpo e la dieta mi ha fatto stare meglio!
Brava/o! Sono molto felice per te! Il senso di “Essere grassa d’estate” era proprio quello: ognuno dovrebbe essere libero di stare bene con il proprio corpo. Se essere sovrappeso ti faceva stare male, hai fatto bene a dimagrire e spero tu lo abbia fatto in modo intelligente e sano. L’importante è non tormentare altre persone sovrappeso che magari se ne fregano e stanno bene così. E non portare la dieta all’estremo opposto.

4) Sono magra e mi tormentano dicendo che dovrei ingrassare perché sono uno stecchino.
Come ho già detto prima, le gente non sa farsi gli affari suoi e pensa di essere in diritto di dire tutto quello che pensa: sei troppo magra, troppo grassa, troppo alta, troppo bassa. Hai i capelli stopposi, la pelle rovinata, i denti storti. C’è sempre qualcosa che non va e qualcuno che te lo fa notare. In “Essere grassa d’estate” ho parlato della ciccia perché è quello che conosco, ma compatisco anche te, amica magra.

5) Le mie amiche sono stronze e mi prendono in giro. La mia famiglia mi tormenta.
Se le tue amiche sono stronze e ti criticano o maltrattano per il tuo aspetto, non sono tue amiche. Cacciale dalla tua vita con forti e squassanti calci nel culo. Se fossero davvero amiche, non si permetterebbero mai di farti una lezioncina su come loro pensano dovresti essere: ti accetterebbero così, fatta e finita.
Il fatto che la tua famiglia ti tormenti è, fino a un certo punto, un fatto intrinseco dell’essere la tua famiglia; d’altra parte, non c’è ragione per cui non dovresti dire anche a loro di lasciarti in pace, se ti stanno creando dei problemi. L’ennesima volta che mio nonno mi ha detto che avrei dovuto perdere un po’ di peso, gli ho fatto notare la sua maleducazione e ha smesso.
Mi rendo conto che talvolta sia le amiche che i familiari rompipalle siano un sintomo di un problema più grande: con i disturbi alimentari non si scherza e l’unico consiglio, sebbene sia difficile, è quello di cercare di aiutare queste persone con la vostra positività invece di lasciarvi schiacciare dalla loro influenza.

6) È la tua Porsche lì dietro?
No, è del mio vicino. Sono quasi sicura che sia un pappone, ma non ho mai indagato per paura di finire affettata come una mortadella. Per giunta, io non ho manco la patente e siccome sono alta un metro e settantacinque, nelle macchine sportive sbatto sempre la testa.

7) Spacchi di brutto! Sei bellissima! Siamo tutte bellissime! Non buttiamoci giù!
Grazie, grazie. Anche tu. La mia cosa preferita dell’aver scritto questo post sono state le parole di tutte le ragazze sovrappeso (o ex sovrappeso) che stanno lottando con la loro autostima, o hanno già vinto e si amano per come sono. Non c’è una maniera univoca di stare bene: c’è sempre qualcosa di noi stessi che vorremmo migliorare, ma non lasciare che le idiozie altrui ci rovinino la vita è sempre un ottimo passo in avanti.

Vi lascio con il mio commento preferito, quello che mi fa ancora bollire il sangue quando lo leggo:

“Sei liberissima di metterti cio che vuoi è ovvio e prima dei giudizi estetici viene la comodità e il fatto di non avere caldo. Ma 1.73 x 68 kg cacchio se sei grassa dai, dovresti pesare 58 kg al max. Non concordo anche sul fatto che devi sentirti figa, perche non lo sei proprio e non credo che gli uomini ti guardino per strada. Credo che ognuno debba accettarsi per quello che è non fingere, inducendosi a credere che è figa quando non lo è, sei una ragazza molto in sovrappeso, punto, ti puo andar bene cosi o puoi far qualcosa se vuoi cambiare tu per te stessa, ma non dire che ti senti figa perchè ti prendi in giro da sola.”

Ha capito tutto! Peraltro peserei 68 chili solo se mi amputassero una gamba.

Questo è un messaggio dalla nostra illustratrice Chiara Fasanella per il soggetto qui sopra:

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RELATED POST

  1. Byron

    11 novembre

    MOLTO LIKE (e farei notare che il captcha lì sotto dice MbE3? che mi sembra il commento migliore ai commenti. Quindi a posto, avanti così. Abbracci e Sachertorte.)

  2. Fab

    11 novembre

    Un bel po’ di gente non capisce che ci sono cose che non si possono risolvere con la dieta e lo sport, ad esempio la genetica.
    Io ho lo stesso fisico di mia madre. Mangio tendenzialmente sano e faccio un po’ di attività fisica, ma dubito seriamente che perderei chili affamandomi… sono uguale a lei! Si può trattare anche di una questione di costituzione fisica! Se uno mangia di merda magari, se smette, perde qualche chilo, ma non è il mio caso.
    Non ho ancora il coraggio di mettermi roba succinta d’estate, ma spero di trovarlo.
    Le magre che si lamentano non si possono sentire… se c’è una cosa che ho imparato nei miei anni di sovrappreso – è iniziato tutto con l’adolescenza – è che il “ragionamento” della persona media è “Puoi essere brutta finché vuoi ma l’importante è che tu non sia grassa”. Alle persone grasse non si perdona mai il fatto di esserlo.

  3. lau

    11 novembre

    “gli uomini non ti guardano per strada” interessante come risulti così importante. E inquietante. Pur condividendo il senso dell’articolo, la vignetta é una risposta un po’ infantile. Le ragazze che ti criticano per qualche chilo in più sono vittime di aver introiettato uno standard sociale che non ammette alterità, nulla toglie che i commenti fossero stronzi, sia chiaro. Mi dispiace che sia così, se stai bene con il tuo corpo sei fortunata e decisamente un passo oltre

  4. Paolo1984

    11 novembre

    Sono risposte molto belle ed equilibrate, denotano sensibilità e intelligenza. E poi 1.73 X 68 Kg non è obesità manco per niente quindi di cosa parla quello? E comunque c’è differenza fra avere qualche chilo in più e l’obesità vera (che non è il tuo caso)…anche questo va detto.
    X Fab
    io sono magro anzi esile di costituzione (e un po’ flaccido perchè mi muovo poco) e verosimilmente non diventerò mai molto grasso (credo) però se volessi fare palestra potrei irrobustirmi un po’ tonificare..non lo faccio perchè non mi va..così una persona molto grassa non sarà mai esile ma non è impossibile che perda peso in maniera sana e compatibile con la sua corporatura se lo vuole, se sta bene così non può essere forzata, ovviamente.
    in linea di massima un lamento (a meno che non sia palesemente vittimistico) si dovrebbe ascoltare sempre, che provenga da una persona magra o no

  5. skeggia

    11 novembre

    In realtà il tuo peso forma dovrebbe essere 63 kg e non 58 come dice quell’ignorante xD
    Ti stimo perchè sei una di quelle poche persone che dei commenti altrui se ne lava le mani.
    Nient’altro da dire se non: se ti senti bella tu, tanto basta per farti apparire bella agli occhi degli altri 🙂

  6. MIA

    11 novembre

    Visto che la ragazza alla quale il commento finale si riferiva – quella dei 68 kg – sono io, approfitto di questa riedizione dell’articolo per dire di nuovo la mia. Non gli avevo risposto perché sapevo per esperienza che non sarebbe servito a fargli cambiare idea e nemmeno a sfogarmi – però di tutte le sciocchezze che ha detto una in particolare mi ha dato da pensare.
    Lui scrive “Non credo che gli uomini ti guardino per strada”. Eh be’, grazie al cielo! Mica sono un cartello! Mi ha disturbato non tanto il suo invito alla dieta quanto il fatto che misurasse la mia felicità riguardo il mio corpo in base a quanti sguardi viscidi e appiccicosi riuscissi a guadagnare; dando per scontato che la mia aspirazione fosse quella.
    E se fossi lesbica? Asessuale? Se fossi – com’è poi vero – impegnata con un ragazzo che preferisce i fianchi larghi?
    Ma, soprattutto, se semplicemente quando cammino per strada io sia più concentrata sui fatti miei e non su quanta gente mi vorrebbe nel proprio letto?
    Forse a me non interessa essere scopabile. Non è la priorità di tutti, insomma.

  7. MIA

    11 novembre

    Grazie anche a chi ha deciso di spendere un po’ di tempo a difendere il mio commento e, nel caso, a smentire i suoi mansplaining sul peso forma. Il mio, effettivamente, è 63 kg. Ma nessuno è mai morto per 5 kg di sovrappeso, grazie

  8. eLISA

    11 novembre

    Avevo letto l’articolo Essere grassa d’estate, rallegrandomi molto perché hai avuto la maturità di capire presto che sei tu a dirigere gli esiti di questa situazione, non gli altri, e dispiacendomi molto per non avere avuto a disposizione letture del genere quando mi sarebbero servite come il pane. Io ho passato l’intera adolescenza e anche parecchio tempo dopo in pantaloni lunghi e magliette rigorosamente con manica d’estate, schiattando dal caldo e sentendomi miserabile e impotente. Piano piano negli anni, per esasperazione e perché nel frattempo sono uscita dal mio piccolo orticello, viaggiando e vivendo in altri posti, ho cominciato a introdurre altri capi, che però facevano sempre parte del mood “quello che posso permettermi”: tristi pinocchietti per avere un po’ di refrigerio evitando di scoprire le ginocchia, tanto per citarne uno. C’è voluto un po’ di tempo per demolire tutte le barriere interne su quello che potevo o non potevo mettermi, e lasciare trapelare l’unica cosa che conta al momento di scegliere cosa mettersi per andare in giro: lo stile e il comfort personali. Tralasciando il resto del processo di transizione, da qualche tempo ormai mi vesto come mi piace, d’estate e d’inverno, vestiti e gonne che mi donano, gambe e braccia all’aria, e non sono molto diversa rispetto ad allora. Quest’estate a Londra – anche io vivo qui – giravo praticamente nuda per forza di cose e gli unici commenti al mio indirizzo riscontrati sono state le classiche molestie innocue da camionisti/operai di cantiere/passanti arrapati, ma di certo non critiche del genere di cui parliamo. Fatta eccezione per qualche sciagurato italofono che, pensando di non essere capito – regola numero uno del viaggiatore/espatriato: non fatelo mai, di parlare italiano all’estero, specialmente per prendere per il culo qualcuno che è davanti a voi in fila al suparmercato/dal dottore/che incrociate per strada pensando che nessuno intorno capisca, se non volete fare voi delle figure tapine – si è permesso di commentare il mio coraggio da leoni in termini di certo poco lusinghieri. Sicché, in caso già non lo sapessi, questo mi ha fatto riflettere una volta di più su quanto sia pesante questa tara che ci viene dalla nostra cultura, la combo giudicare e sentirsi autorizzati a criticare apertamente chi, sostanzialmente, si rende libero di non sottostare ad altra opinione e ad altro sentire che il suo, per quanto riguarda il corpo e il vestire. Preghiamo.

  9. ROBIN

    11 novembre

    Quindi l'”essere figa” dipende dal numero di uomini che ti guarda per strada? La dice tutta sull’autostima e sulla visione del mondo della persona che ha scritto.
    Devo deluderla: per fortuna, il mondo è pieno di uomini (e donne) consapevoli del fatto che di bellezza non ne esiste una sola.

  10. Giulia

    11 novembre

    Cara Marta,

    mi permetto di chiamarti per nome perché, da quando seguo Soft Revolution, mi sento un po’ in comunione con tutto il mondo femminile che vi ruota attorno, e ovviamente le sue autrici. Amo il modo in cui affrontate la questione femminista, e in queste pagine ho spesso trovato voci con cui sono stata d’accordo, voci che non seguivano i miei pensieri, ma sempre e comunque riflessioni che mi hanno spinta a mettermi in gioco e fare un passo avanti sul mio lungo percorso di coscienza femminista (e ne ho ancora di strada da fare).

    Io sono una ragazza grassa. Anzi: sono una ragazza obesa. Nell’adolescenza sono sempre stata un po’ sovrappeso. Ho sempre alternato diete più e meno fantasiose a periodi di libertà. Negli ultimi anni sono ingrassata, e seppure ogni tanto provi ancora a cambiarmi, mi rendo conto di avere un problema nel rapporto con il cibo che prima o poi dovrò affrontare. So di essere a rischio di tutte quelle bruttissime malattie che con l’obesità vanno a braccetto, e sono perfettamente consapevole di ciò a cui posso andare incontro. Non sono vittima della disinformazione, non sono la protagonista di Supersize Me, non c’è niente sull’obesità che non sappia, e vivendo il problema sulla mia pelle credo anzi di saperne ben più della media.

    E’ una premessa lunga per un concetto semplice: curarmi è un mio diritto, non è un mio dovere. Uno dei più grandi e più antichi messaggi femministi riguarda il riprendere il possesso del proprio corpo e farne ciò che più si vuole, senza che nessuno sia o anche solo si senta in diritto di dirci cosa dovremmo fare, cosa sarebbe più giusto. Io mi appartengo. Se faccio o non faccio qualcosa in merito al mio grasso, è una questione che riguarda esclusivamente me. Per questo leggere su queste pagine che “se siete sovrappeso e state male per questo dovete curarvi, dovete mettervi a dieta, dovete fare sport” un po’ mi colpisce, e mi spinge a provare a girare la questione: la libertà è anche scegliere quando, come, se curarsi. E’ decidere come essere felici, ma anche come essere infelici. E’ dimagrire, rimanere grassi, fare un figlio, abortire, campare fino a cent’anni senza più riuscire a muoversi o farsi staccare il respiratore quando abbiamo deciso di averne abbastanza. E’ un sacco di cose belle e brutte, ma nel momento in cui siamo noi a prendere la decisione e noi gli unici a doverla scontare, ognuna di esse ha pari dignità, anche se non è la scelta che faremmo noi.

    Vi ringrazio per avermi letto. Siete grandi, continuate così.

  11. Silvia

    11 novembre

    Quella illustrazione può diventare la mia prossima fotoprofilo? È meravigliosa.
    Per tutto il resto, brava.

  12. Artemide

    11 novembre

    ma in verità io messo 76 kg e sono alta 1,72 e secondo l’Imc sono sovrappeso solo di un kg. quindi quella tizia che ha scritto quel commento è stupida come una capra!tu sei perfettamente normopeso. solo perchè le modelle sono sottopeso non significa che tutte debbano esserlo. anche perchè essere sottopeso diminuisce la speranza di vita più che essere sovrappeso.vabbeh le persone confondono sempre la visione comune delle cose come qualcosa di scientifico .

  13. bly

    11 novembre

    Ciao! avevo letto la parte uno dell’articolo, non mi ero mai addentrata nella giungla di commenti e sono contenta di leggere delle ottime risposte che qui dai ai più. Una domanda però: perché buttarla sul “drogati di meno”? è come dire “non hai strumenti per capire, fottiti, noi siamo cool e tu fai schifo”. Infondo è lo stesso stile dei commenti a cui rispondi. Perché finire in frecciatina super stereotipata della adolescente brutta (del tipo “non sono figa e lo rivendico”, quando tu dici che uno è come è, l’importante è che si senta bene con se stesso e di consguenza fai intendere che il bello e il brutto non dovrebbero essere categorie di utilizzo) che giudca col sorriso, quando il vostro lavoro mi sembrava quello di lavorare sui giudizi e sulla liberazione dagli stessi? Perché?

  14. vale

    11 novembre

    always against fat fobia! la fat fobia è un fenomeno da studiare.. e da combattere.
    complimenti!
    http://paleoparents.com/featured/dear-america-get-over-your-fat-phobia-2/

  15. eLISABETH

    11 novembre

    Mi fai morire.. TI ADORO! Cmq il problema non è essere grassi o magri.. questa società si inventa ogni giorno mille modi diversi per farci sentire inadeguat* (diciamolo.. soprattutto a noi donne!!). A livello simbolico siamo tempestat* di messaggi: non sei abbastanza magra/grassa, giovane, alta, sei troppo giovane per avere esperienza ma sei troppo vecchia per laurearti, ecc. ecc.. Da donna libera (dopo qualche anno di riflessioni/terapia/buddismo/studi vari) io dico: MA CHI SE NE FREGAAAAAA 🙂 IO MI AMO E VOI?

  16. Giulia

    11 novembre

    Avendoti vista da vicino non mi viene in mente un solo buon motivo per cui dovresti perdere neanche un etto. La fighezza, diomio la fighezza.

  17. Paolo1984

    11 novembre

    X Vale

    Vorrei dire che, senza rompere le scatole a chi queste cose le sa benissimo, ricordare che l’obesità (che non è un po’ di sovrappeso o qualche chilo in più) può essere anche un fattore di rischio per la salute (per uomini e donne) non è di per sè fat-phobia così come scrivere sulle sigarette che il fumo fa male ed è un fattore di rischio (anche se non tutti i fumatori hanno il cancro al polmone) non vuol dire odiare i fumatori.
    Fermo restando che chi, qualunque stazza o corporatura abbia, sta bene così e dichiara di star bene va rispettato, e come ricordava Giulia c’è in ogni caso la libertà di decidere quando, come e se vogliamo cambiare per le ragioni che vogliamo..c’è il diritto di dire “voglio cambiare” ma anche di dire “resto così” in entrambi i casi esseno coscienti delle implicazioni.
    Comunque è bene dire che il concetto sano e intelligente di dieta non vuol dire “affamarsi” cosa che ogni nutrizionista e dietologo sa.

  18. Laura

    11 novembre

    Sono una ragazza in sovrappeso perché si è un po’ lasciata andare e perché per questioni di genetica sarò sempre grossa di scafo. Mia madre ha i fianchi larghi e le ossa grandi, le ho io, le avevano mia nonna e la mia bisnonna. È di famiglia, e ci devo fare i conti, vuol dire che anche al meglio della forma non andrò più giù di una 46 di fianchi, forse una 44 se proprio mi andrà di culo (o se ne taglierò via una fetta, forse XD), e che ogni volta che il mio personal trainer tira fuori le tabelle peso forma in palestra io mi metto a ridere perché è evidente che i 52 chili previsti per il mio metro e 63 cm per me non sono la salute, sarebbero invece sinonimo di malnutrizione. Nonostante questo, se arrivassi dieci chili più su sarebbe tutto grasso che cola (via da me).

    Fatta questa premessa, per un sacco di tempo ho avuto problemi a mettermi gonne corte e vestiti, perché detestavo le mie gambe e ogni parte del mio corpo al di sotto della cintura. Quest’estate mi sono detta “fanculo, ho perso dieci chili quest’anno con la dieta, sto lavorando sodo e non devo per forza morire dal caldo”, e poi GAH, l’OVVOVE: ho dovuto comprarmi i pantaloncini da ciclista da mettere sotto la gonna per non morire di abrasioni. Ad ogni modo, con questo piccolo accorgimento ho scoperto che i vestiti mi piacciono, anche se ora mi devo ricordare di non sedermi a gambe aperte come i camionisti.

    Io penso sia molto semplice sparare a zero su chi è diverso, ma anche su chi culturalmente è giudicato sbagliato e nonostante ciò si sente a suo agio con se stesso, specie da chi è infelice e non tollera la serenità altrui. Volersi bene è una cosa molto difficile, molti credono di voler bene a se stessi perché non sono grassi come questo, brutti come quell’altro, eccetera, ma non è così. Volersi bene vuol dire prendersi cura di se stessi e accettare ciò che la natura ci ha dato e, allo stesso tempo, impegnarsi per non mandare tutto in vacca.

    Ci sono anche molti che pensano sia sano e sensato ammazzarsi di diete assurde senza consultare un medico o di allenamenti folli senza tenere conto di pulsazioni, stress, fatica eccetera… Come se accanirsi in maniera così insensata (e spesso inutile) volesse dire volersi bene.

  19. ena

    11 novembre

    Complimenti per il post ma, soprattutto, per l’eleganza della risposta (“Drogati di meno”) all’ultimo stupidissimo commento riportato.
    Sto ancora ridendo.
    Io non ce l’avrei mai fatta!!

  20. Perla

    11 novembre

    Condivido tutto assolutamente! però ormai mi sono fatta una ragione… il mondo non smetterà mai di giudicare e offendere. La gente pensa che se ti dice cattiverie può cambiarti… oppure lo fa per sentirsi superiore… e questo è triste!

  21. sof

    12 novembre

    Grande veramente la stimo un casino questa ragazza

  22. Sabrina

    12 novembre

    Condivido e aggiungo una postilla: anche qualora fossimo sovrappeso al punto da riscontrare problemi di salute è importante dapprima acquisire consapevolezza, autostima e fiducia in sè stessi per affrontare un percorso di dimagrimento perchè, senza quello, a volte non si ha la fornza di portarlo fino in fondo oppure, talvolta, si rischia di cadere nel disturbo alientare opposto…come la ragazza che sostiene che 1,73 mt x 68 kg sia obesità (quando non è manco sovrappeso!).. lei sì, sono convinta che o non conosca minimanente le proporzioni del corpo umano (e glielo auguro) o soffra di una forma già avanzata di anoressia.

  23. Margherita

    12 novembre

    Così, non per dire delle ovvietà, ma per sottolineare quanta stupidità circoli non solo tra noi uomini e donne che giudicano se stessi e gli altri sulla base di canoni inventati da non si sa chi non si sa perché (sicuramente qualcuno che non ama la nutella quanto me), ma anche tra i bambini leggetevi questa notizia fresca fresca:
    http://www.lastampa.it/2013/11/11/italia/cronache/i-compagni-mi-chiamano-cicciona-a-anni-si-lancia-dal-balcone-di-casa-d9NhvByIO3OZtbWKdPWxDI/pagina.html

    sempre dalla parte delle bambine.

  24. Paolo1984

    12 novembre

    Il bullismo si attacca a qualunque cosa: se non è il peso o l’aspetto fisico, sono i vestiti, il carattere introverso, i risultati scolastici (o perchè sono troppo scarsi o perchè sono troppo buoni e allora sei secchione/a)..qualsiasi altra cosa
    Sono gli insegnanti che dovrebbero affrontare questi temi in classe quando vedono un loro studente preso/a di mira ma a volte sorvolano (o peggio) fino a quando non succede qualcosa di grave.
    E aggiungo in riferimento all’articolo, chi ti sfotte non è un tuo “amico personale” e merita che gli si risponda a tono

  25. Ilaria

    12 novembre

    In riferimento al commento di Margherita, a volte fatti di cronaca ci colpiscono più di altri e così mi torna in mente un ragazzo di 16 anni, che alcuni anni fa si suicidò buttandosi anche lui giù dal balcone dell’hotel dei suoi genitori, a Rimini, e il titolo dell’articolo era “Sedicenne si suicida perché grasso”. Questo ragazzo, che poi era semplicemente in leggero sovrappeso (ma fosse anche stato “tecnicamente” obeso non avrebbe alcuna importanza), veniva tormentato dai compagni di scuola perchè “grasso”. Ultimamente si era chiuso in se stesso, passava tutti i pomeriggi in casa e infine un giorno si è ucciso lasciando scritto che non sopportava più di sentirsi additato come un ciccione. Aveva un sacco di interessi questo ragazzo, per es. gli piaceva suonare. Di storie così ce ne sono tante ma questa mi è rimasta impressa, ho immaginato a lungo quel ragazzo cercando di comprendere quella profonda solitudine nel sentirsi disprezzato e lontano dagli altri per qualcosa di stupido (ai nostri occhi di persone “equilibrate” su questi argomenti) come qualche chilo in più. E quando lo penso mi sembra di impazzire in quei momenti, perché questo ragazzo oggi avrebbe circa 26 anni e ancora – come si dice – “tutta la vita davanti”. Idem questa ragazzina. E mi arrabbio, perché è una questione di mentalità dilagante, hai voglia se sei insegnante, genitore o educatore a sensibilizzare sul problema “bullismo/prese in giro/rumors” ecc. (tutte le cose che possono distruggere una persona insomma) ma sembra sempre che la società, col suo potere giudicante, sia più forte. E ancora peggio mi sento leggendo che questo avviene soprattutto in Italia, che altrove uno/a può essere magro, grasso, alto o basso senza venire costantemente giudicato/a. Sono figlia di una madre che quando deve descrivere una persona per prima cosa dice se è bella o brutta (come se fossero valori assoluti), una di quelle costantemente impegnate a osservare e giudicare se gli altri sono vestiti bene o male, se grassi o magri… ed è inutile farglielo notare, lei non si accorge minimamente che ci sia qualcosa che non va in questo atteggiamento (perché può ferire gli altri e perché se stai sempre a osservare criticandoli gli altri non capisco dove sia la tua vita, è una vita di riflesso, da perdente). E lo stesso varrà per tutte queste persone, giovanissime e meno giovani, fissate con l’aspetto fisico proprio e soprattutto altrui, che si credono magari fighissime come la tipa che ha lasciato quel commento a Marta e non si rendono conto di essere dei perdenti, dei veri sfigati insomma. Se uno/a sta in pace con se stesso ed è felice della sua vita, non sta a criticare gli altri per i chili in più. Vorrei che questo lo capissero non solo i bulli ma soprattutto le vittime. Stare male, arrivare a suicidarsi perché dei perdenti ti dicono che sei grasso/a o bassa o altre stupidaggini.

  26. Ilaria

    12 novembre

    P.S. a proposito di cattivo giornalismo e parole dette “a cavolo”: sembra una sottigliezza ma come si fa a definire “amici personali” gente che ti prende in giro perché grassa e poco brava a scuola? Le parole hanno un peso e un valore. Direi che qui di amicizia non ne vedo proprio.

  27. Veronica

    5 febbraio

    Ho letto co attenzione sia questo che il post riguardante l´estate e gli shorts.
    Sappi che io personalmente ti ammiro molto perché anche io sono, e non mi vergogno ad ammetterlo, cicciottella e ci ho messo 10 anni ad accettarmi per come sono, con pianti annessi e connessi. Mi sarebbe piaciuto aver letto questo post due anni fa, quando lo hai scrittom, forse mi sarei fatta meno problemi e mi sarei goduta quei due anni che ho invece trascorso a procedere nell´autotraining del piacersi per come si é.
    Lúnico commento che mi sento di poter lasciare é questo: non esiste un´ideale di bellezza universale. Andate a dare un´occhiata alle sculture greche o fatevi un giro semplicemente in Medio Oriente (virtualmente, ahime) e vedete un po´come sono le donne laggiú. Nell´antica Persia la donna formosa era considerata la quint´essenza della bellezza mentre oggi si pensa solo a come bruciare in fretta i grassi e certamente i mass media danno man forte a queste malattie mentali che affliggono la nostra societá.
    Nel momento in cui ci si sente sani e , soprattutto, felici , si sorride. Ora sfido chiunque a dirmi che un sorriso non é la piú alta forma di bellezza mai vista. E, constatato questo, non occorre aggiungere altro.
    Chi puó intendere intenda, gli altri rimangano nel loro limbo di disagio estetico. Io ho deciso di godermi la mia vita e di sorridere sempre. Chi si ferma alle apparenze, non ha evidentemente abbastanza materia grigia per capire cosa si cela dentro la nostra scatola cranica.

  28. Valerio

    9 aprile

    Io le ragazze grasse le guardo e mi piacciono! Io se fossi stato donna ed fossi stata grassa mi sarei messa sempre gli shorts e la canottiera in estate.

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