Neanche quest’anno sono dimagrita, fondamentalmente perché il disagio che mi provoca l’essere grassa non si avvicina lontanamente al disagio che mi provoca l’idea di mettermi a dieta. Da quando venti giorni fa l’afa estiva è arrivata anche a Londra (sì, solo tre settimane fa, il nord Europa è così), i miei vestiti corti e top smanicati hanno fatto un inaspettato ritorno sulle scene. Gambe piene di cellulite allo scoperto. Braccia enormi all’aria.

Ma la verità è solo una: trenta gradi sono trenta gradi, che il vostro culo sia mignon o formato elefante. Il caldo è caldo per tutti. Sono cicciona: posso farci qualcosa ora? È caldo oggi, non tra sei mesi dopo che mi sarò messa a dieta. L’unica possibilità è fare del mio meglio con il corpo che ho. Nonostante abbia ricevuto abbastanza body shaming da costringermi in casa per sempre, ogni mattina mi alzo, mi vesto ed esco di casa con le mie gambe enormi che spuntano da una gonnellina a fiori. Non passa giorno in cui non mi guardi allo specchio e pensi: AIUTO, vuoi davvero uscire di casa così? Sì, voglio davvero uscire di casa così.

Succede raramente, ma talvolta mi vengono fatti dei commenti poco graziosi. La maggior parte delle volte li ignoro e me ne frego, ogni tanto mi incazzo come una iena. Innanzitutto, in genere sono o dei vecchi bavosi e avvinazzati o dei chavs coi capelli appiccicati alla testa ed un estremo bisogno di una doccia, quindi vale la solita regola: guardati tu prima di dare fastidio a me. In secondo luogo, non ho mai visto qualcuno gridare dietro ad un uomo grasso per la strada, per quanto disgustoso e discinto.

Più importante di tutte le cose, non dico che sia una costante, ma in media io mi sento abbastanza figa. Ci sono voluti anni per farmi passare le fisime che mi erano state venire dagli idioti di quartiere che mi hanno rovinato la vita fino alla seconda superiore ma, soprattutto grazie a tante cose belle viste e lette su internet, sono arrivata ad uno stato di semi-pace con il mio corpo. Non dimagrisco per partito preso. Non dimagrisco perché grazie a blog come quello di Gabifresh, ho capito che essere magra non è una clausola necessaria per l’essere gnocca e sentirmi bene con me stessa.

Mi piacerebbe che meno non-magre si facessero rovinare i mesi estivi dalle opinioni che gli altri hanno di loro. Non tanto a Londra, dove tutti fanno un po’ quello che vogliono, ma soprattutto in Italia dove, quando torno in vacanza, passo qualche giorno costringendomi a mettere i pantaloni corti, terrorizzata da quello che potrebbe succedere se uscissi con le cosce al vento.

Non diventerò meno cicciona se adotterò la tecnica maniche lunghe e i jeans perché “non posso permettermi di scoprirmi”: avrò solo caldo al punto di svenire. C’è modo e modo di vestirsi per tutte le taglie, ovviamente, ma c’è un limite anche a quello che ci si può autoimpedire di mettere.

Note a margine: sono culona, ma non a livello patologico. Non condono l’obesità morbosa, ma non è necessario che veniate a dirmi “ma la salute! Bla bla bla”.