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Bollori record: non faceva così caldo dal Cenozoic...

Bollori record: non faceva così caldo dal Cenozoico

bollori

Le notizie sul tempo si fanno sempre più esagerate, ed ormai una qualsiasi previsione meteo suona circa così: “oggi allarme caldo con possibile emergenza temporali in serata, domani codice rosso raggi UV, caldo record. Ma attenzione! Dalla settimana prossima allerta nuvole. Emergenza nebbia nelle vallate: non ci si vedeva così a un palmo di naso dal 1976.”

Nel giro di un paio di settimane si è passati dalla diffusione di un pronostico di  un 2013 senza estate, passata sottobanco (su facebook) tra scongiuri e bestemmie, a registrare record di temperatura, coniando nuovi interessanti termini come “allarme infuocato” ma senza neanche più prendersi la briga di specificare perché si tratterebbe di un record.

allarme

In questa altalena di “notizie”, delle quali ci si dimentica presto (come quella dei 30° in Lapponia), ci sembra di vedere di volta in volta conferme, o inversioni di tendenza, rispetto al riscaldamento terrestre. Ma come si conciliano (se si conciliano) tutti questi allarmi(smi) meteorologici con il cambiamento del clima in atto?

Una prima cosa importante, secondo l’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) è non confondere il tempo con il clima: se il primo è un sistema complesso con comportamento caotico e presenta quindi grande variabilità, il clima è una sorta di media del tempo che fa, ed è caratterizzato da macrotendenze riconoscibili, interpretabili ed entro una certa misura prevedibili. Non dobbiamo quindi prendere un inverno particolarmente freddo in un posto a caso, tipo Schio, come prova contro il riscaldamento terrestre, in quanto ciò che importa è la tendenza di lungo periodo. Inoltre, per un’analisi seria, non si può considerare solo un’area, ma bisogna ottenere dati globali.

Eccovi quindi un po’ di fatti presi dall’utilissima sezione delle FAQ del sito dell’IPCC per capire le vere tendenze climatiche del nostro pianeta, sovrastate dall’inutile sensazionalismo dei mezzi di informazione.

–          La temperatura media mondiale in superficie è salita (benché con significative variazioni regionali). Nello scorso secolo, il riscaldamento è avvenuto in due fasi: tra gli anni 1910 ai 1940 (+0,35°), e in modo più forte tra i 1970 al presente (+0,55°). Negli ultimi 30 anni il tasso di riscaldamento (cioè la sua velocità) è aumentato.

temperatura

 

–          La quantità, intensità, frequenza e il tipo di precipitazioni (intese sia come pioggia che come nevicate) sta cambiando, in modo diverso a seconda dell’area. Tra il 1900 e il 2005 sono state osservate significative variazioni: più bagnate le Americhe orientali, il Nord Europa e l’Asia centrale, più secche il Sahel, l’Africa meridionale, l’area Mediterranea e l’Asia del sud. Nelle zone settentrionali ora molto spesso piove invece che nevicare. In certe regioni si riscontra un aumento sia di siccità che di alluvioni. A Schio piove sempre. (quest’ultima frase è una mia aggiunta)

–          Nella maggior parte delle aree a media latitudine, negli ultimi 50 anni, il numero di ondate di caldo è aumentato, mentre quello di ghiacciate è diminuito. Mascherati da una grande variabilità naturale, l’intensità, la frequenza e la durata di eventi estremi quali le tempeste tropicali, gli uragani e gli episodi di siccità stanno in media aumentando. Rispetto agli anni ’70, le aree del mondo molto secche sono più del doppio. Nello stesso periodo, il numero di uragani di categoria 4 e 5 è aumentata circa del 75%.

–          I minimi di temperatura sono aumentati molto di più di quanto siano aumentati i massimi.

Interrompo un attimo la lista di disgrazie perché a questo punto mi è venuta voglia di vedere cos’è successo alle temperature della zona in cui vivo. Stranamente, sul sito dell’ARPAV non ho trovato le temperature di Schio e mi è toccato ripiegare su Malo, accettabilmente vicina a Schio e non in rivalità come invece potrebbe esserlo Thiene. Effettivamente, le temperature minime sono aumentate in media di un grado rispetto al 1994, mentre quelle massime sono rimaste costanti.

malo

–          Anche se in certe regioni è rimasto stabile e in altre è addirittura aumentato, il livello di ghiaccio e neve è di sicuro diminuito a livello globale, specialmente a partire dagli anni ’80. Le stime sull’entità di tale cambiamento non sono però certe. I ghiacciai e il ghiaccio sul mare sono diminuiti, e la copertura di neve si ritira più presto in primavera.

–          Dopo un periodo di poca variazione tra l’anno 0 e il 1900, il livello degli oceani è aumentato e sta tuttora aumentando, a un tasso maggiore rispetto al passato. Le due cause principali sono l’espansione termica degli oceani e lo scioglimento dei ghiacci.

oceani

–          La maggior parte del riscaldamento degli ultimi 50 anni è attribuibile all’attività umana, che provoca la dispersione di gas serra, per esempio in seguito all’utilizzo di combustibili fossili.

–          Ciò che preoccupa riguardo al riscaldamento terrestre non è tanto la sua entità (nella storia della Terra sono avvenuti cambi di temperatura anche di 4-7° durante e dopo le glaciazioni), ma la sua velocità: il riscaldamento che seguiva le glaciazioni durava in media 5.000 anni, molto più graduale di quello che sta avvenendo. Un tasso di riscaldamento così alto, invece, non capita da almeno 50 milioni di anni.

–          Ci stiamo avviando verso un periodo più caldo, con pochi ghiacci e un livello del mare più alto: uno scenario che non si vedeva fino a 3 milioni di anni fa.

Ecco, quindi in futuro ci potrà capitare di guardare il meteo e sentire “Estate record: non faceva così caldo dal Cenozoico”. Sì insomma, spero che sulla Terra rimangano dei luoghi con un clima gradevole, e in tal caso mi ci trasferirò (se sarò ancora viva). L’ideale sarebbe che i paesi in cui si trova lavoro, che sono anche i posti con il clima più sfortunato, diventino abitabili, e allora i danesi avranno ben poco da ridere.

Vi ho fatto sentire in colpa? Un pochino? Ecco una lista di cose che potete fare per limitare i danni che state facendo anche in questo preciso momento:

  • Mangiare meno carne (avete davvero bisogno di carne tutti i giorni? Solo se siete atleti olimpionici)
  • Preferire prodotti di stagione e a chilometro zero (morite se non mangiate le pesche in gennaio?)
  • Riutilizzare e riciclare (ma questo lo fate già, vero?)
  • Preferire i prodotti in grande quantità con poco packaging (tre banane vendute in una vaschetta di polistirolo incellofanata? Ma stiamo scherzando?)
  • Risparmiare energia, ma risparmiare non vuol dire necessariamente “non spendere soldi”, ma consumare meno (che poi, non è che se hai i pannelli solari puoi lasciare il frigo aperto “perché tanto è gratis”. Pensa in grande: se non la consumi tu, fornisci energia pulita a qualcun altro)
  • Usare l’acqua del rubinetto invece di quella in bottiglia (cioè, hai acqua perfettamente potabile direttamente in cucina e a un costo minimo, e vai a comprare quella che costa di più, che devi andare a prendere e portare a casa, che è stata trasportata in camion ed è super-imballata di plastica? C’è evidentemente qualcosa che non va!)
  • Comprare meno oggetti (seriamente, smettila, di magliette ne hai già 30!)
  • Alzare il sedere (non hai bisogno della macchina per andare a prendere il giornale a due chilometri)
  • Quando parenti e amici non fanno le cose elencate sopra, farglielo notare sempre, e spiegare come e perché dovrebbero farle, a costo di risultare antipatici. (repetita iuvant)
  • Questi ed altri consigli utili qui

Fonte: IPCC, 2007: Climate Change 2007: The Physical Science Basis. Contribution of Working Group I to the Fourth Assessment Report of the Intergovernmental Panel on Climate Change [Solomon, S., D. Qin, M. Manning, Z. Chen, M. Marquis, K.B. Averyt, M.Tignor and H.L. Miller (eds.)]. Cambridge University Press.

(Illustrazione di Chiara Fasanella)


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  1. bonnie

    12 luglio

    Bianca io ti amo. Questo articolo è fantastico 😀

  2. Elisa

    12 luglio

    Bell’articolo! Soprattutto, da brava vicentina, apprezzo il rifermento a Schio… Hehehehe!

  3. Bianca Bonollo

    12 luglio

    Grazie a entrambe! Eheheh non potevo non citare Schio orinal de Dio 😉 E grazie anche a Chiara, la cui illustrazione è stata una piacevolissima sorpresa all’uscita del pezzo!!! 😀

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