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Un rumore peculiare chiamato “bollori”

Un rumore peculiare chiamato “bollori”

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Oggi non sono dello spirito giusto per proporvi una arzigogolata intro all’annuncio del tema del mese, scusate tanto. Ieri ero così “di buon umore” che ho ritenuto sensato collassare sul divano del mio ex mentre egli era in casa con la sua attuale ragazza. Sulla carta: una pessima decisione. In realtà: dopo un paio d’ore ero moderatamente ubriaca e intenta a fissare le montagne dal balcone, quindi credo sia sensato concludere che le cose potevano andare molto peggio di come sono effettivamente andate. Suppongo che a rasserenare il clima domestico e a favorire un clima amicale sia stato Black Foliage sparato a volumi confortanti dal ridente e arcaico impianto “made in Austria” che occupa il salotto. In un certo senso non mentirei dicendo che quel disco potrebbe essere inserito nel calderone delle cause primigenie del mio dolore, ora come ora, ma è difficile pensarla davvero in questi termini, considerato il fatto che è uno degli album più ridenti e pregevoli che io abbia mai ascoltato. Ad ogni modo: sì, la vita è complicata.

Veniamo ora al punto.
Il tema del mese di luglio è bollori, il che significa ire, surriscaldamento globale, umori vaginali, strumenti musicali dai nomi ambigui e molto altro ancora.

Vi annuncio che prossimamente vi proporremo diversi giveaway, inoltre faremo il possibile per continuare a soddisfare chi di voi ha risposto “voglio più autobiografismo” al quesito esplorativo sui contenuti della presente webzine all’interno del questionario di valutazione di qualche settimana fa.

Come sempre, vi ricordo che siamo alla ricerca di persone che scrivano per noi. Quindi: occhio.

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(Illustrazioni di Roberta Errani)


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