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Le cose che ci sono piaciute di più nel 2013, pt. ...

Le cose che ci sono piaciute di più nel 2013, pt. 6

Polpette di sarde
polpette-di-sarde-alla-catanese-origwmdi Tarin Nurchis — Se siete a Palermo e volete mangiare bene, dovete a tutti i costi assicurarvi di finire nel posto giusto. Il posto giusto di solito è quello che consigliano i locals, leggi i camerieri, i passanti, i gestori del B&B in cui dormite. Andare a zonzo è bello, ma talvolta la dritta fa la differenza. Difatti, se oggi sono qui a parlarvi delle polpette di sarde di Mafone, lo devo alla Signora Tilde dalla quale dormivo (B&B appunto). Tutta quella cena è stata una meraviglia, ma per qualche ragione le polpette di sarde sono riuscite a fermare il tempo. Mi si sono impresse nella memoria sensoriale. E nella memoria tutta. Consigliatissime, e commoventi.

Miele
mieledi Chiara Puntil — Devo ammettere che, quando sono andata a vedere questo film, ero un po’ scettica: la trama mi sembrava interessante, ma nutrivo dei dubbi su Valeria Golino in qualità di regista. I dubbi si sono rivelati infondati, e Miele è un film che mi è piaciuto molto, perché porta a riflettere e a discutere di un tema delicato e complesso come l’eutanasia. Ho apprezzato il fatto che il film non presenti una posizione definitiva, ma piuttosto usi una “situazione limite” come pretesto per spingere gli spettatori a porsi delle domande; pregevole anche Jasmine Trinca nel ruolo della protagonista, la solitaria Irene detta Miele, che si occupa di porre fine alla vita di chi decide di ricorrere all’eutanasia. Ma a piacermi più di tutto e stata la contrapposizione fra la serietà dei temi trattati e la leggerezza cinematografia, che definirei quasi aerea: un esempio di questo è il ricorrere delle ballerine di danza classica, che Irene incrocia spesso mentre corrono a lezione nei loro tutù bianchi, strappandola dai suoi spesso cupi pensieri.

Un materasso decente
MaterassoMatrimonialeMolledi Veronica Vituzzi — Quelle cose a cui non pensi mai, magari sì, non lo cambi da anni ed è un po’ sformato ma “non è tanto male”. E invece sì che fa male, e quando la tua schiena sarà più storta del solito e avrai qualche soldo in tasca ti accorgerai della differenza. Sdraiarsi su un piano perfettamente orizzontale che reagisce al tuo peso con assoluta indifferenza è un comfort irrinunciabile.

Andare a teatro (Elfo Puccini di Milano)
teatro_elfo_puccini_milano_web--400x300di Veronica Tosetti – Sarà che la voglia e la disponibilità economica non mi permettono di andare al cinema come un tempo, e inoltre l’offerta cinematografica spesso è deludente. Fatto sta che ho preso la (buona) abitudine di preferire il teatro al cinema, programmando con minuzia ogni spettacolo in cartellone con mesi e mesi di anticipo.
La programmazione dell’Elfo batte a mani basse tutti i restanti teatri milanesi, per innovazione, temi e compagnie di alto livello, in particolare quella autoctona, fondata da Ferdinando Bruni e Elio de Capitani. Quest’anno sono 40 anni dalla fondazione, dal 2010 si trova al multisala Puccini in corso Buenos Aires. Concedetevi una trasferta a Milano, all’Elfo: difficilmente ve ne pentirete.

Doctor Who
Doctor Whodi Marta Magni – Sì, ne ho gia parlato questa estate, ma non è colpa mia se Doctor Who è la cosa migliore che esista. Doctor Who ha preso il mio 2013 (una discreta schifezza, sotto diversi punti di vista) e l’ha ribaltato, indicandomi la via della speranza. Se pensate che sia “solo un telefilm” è perché non ne avete mai vista nemmeno una puntata.
Rimediate!

Emmy The Great
emmy-the-great-1-482x298di Chiara B. – Sto un po’ barando, perché è nell’autunno del 2012 che ho conosciuto questa cantautrice anti-folk. Però mi ha accompagnato nei giorni più freddi – in tutti i sensi – del 2013 e quindi mi sembra appropriato dedicarle il mio amore adesso. Emma Lee-Moss è nata a Hong Kong, vive a Londra e mi ha conquistata grazie a una voce di cristallo e testi immensi. Nel giro di tre, quattro minuti di musica costruisce un personaggio, che poi a me sembra sempre una mia intima amica o una qualche parte preziosa di me stessa. La fine di una canzone è come il chiudersi di un piccolo racconto, col personaggio che ha trovato le parole, se non sempre il coraggio, per gestire il proprio vissuto e andare avanti. Io ero nel mezzo di una crisi di creatività, quando ho ascoltato per la prima volta Edward is Dedward, e nel giro di un paio di ascolti stavo prendendo appunti per un racconto e mezzo. Anche solo per questo, la abbraccerei fortissimo.

Sarah Nicole Prickett
di Lorenza Brandodoro – Quando si effettua il delicato passaggio dalla giovane età alla sempre giovane, ma meno giovane età, si ha bisogno di votarsi a qualcuno. “Non venerare è impossibile“. Questa è l’acqua, questo è il verbo di David Foster Wallace. E noi lo salutiamo con cuore contrito. Io ho deciso di venerare Sarah Nicole Prickett, la giovane figliola canadese che vive ovviamente a Nuova York. “I’m 25, hazel-eyed, an unbalanced Libra. I write about fashion and other arts and sometimes culture and also myself, because I’m a girl like that”. Scrive, fa l’editor, collabora con Vice, Artforum, T magazine del New York Times e The New Inquiry, per il quale ha prodotto l’articolo-collage migliore dell’anno. È esattamente quello che sembra: una lunga lista di link esterni che rimandano ad articoli sul presunto femminismo di personaggi più o meno noti, più o meno pop, politici, filosofi, presentatori, maschi, femmine e Taylor Swift. Sarah sei un genio.

ROCK EN SEINE (Parigi, 23-25 agosto)
Rock-en-Seine-2013di Valeria Righele Ognuna di noi ha voluto citare un concerto del 2013 che le è rimasto nel cuore. Io penso mi ricorderò di quei tre giorni passati al Domaine National de Saint-Cloud finché scampo. Finalmente sono riuscita a vedere Wavves dal vivo (live sopra le aspettative: lui sobrio, il chitarrista che strimpellava Lenny Kravitz negli intermezzi e le ragazze in prima fila che si strappavano i capelli), cosa cui ambivo da qualche tempo, da quando un suo live annunciato a Venezia era stato fatto saltare. Questo festival è stato il trionfo della Bella Gioventù, con Chance The Rapper, Chvrches, Balthazar e Kendrick Lamar (che ha coinvolto un pubblico numerosissimo, chi l’avrebbe mai detto). Trent “vi faccio vedere io come si invecchia” Reznor meriterebbe un paragrafo a parte. Magnifico. E i Phoenix che giocavano in casa: commossa.

Chad VanGaalen
Chad-Vangaalen-05di Anita Richelli – L’unica cosa brutta di questa faccenda è che ignorai quest’uomo quando me lo consigliò la mia amica Merih e cominciai ad ascoltarlo solo quando me lo nominò un uomo che da lì a due settimane mi avrebbe spezzato il cuore. Ma il resto è tutto bellissimo. Questo altissimo e, pare, timidissimo uomo canadese è eclettico come pochi altri ed è riuscito a monopolizzare i miei ascolti per mesi, aiutandomi a sopravvivere all’inverno. Dentro ci ho sentito di tutto, da Neil Young ai Grizzly Bear. Sotto tortura potrei ammettere che Soft Airplane (2008) è meglio di Diaper Island (2011), che però mi ha fatto innamorare di lui e a cui voglio tantissimo bene. Consigliatissimo.

Nintendo
115032003_Ldi Caterina Bonetti – Dopo anni d’inattività videogiocosa sono tornata alle origini e, quest’estate, ho comprato un Nintendo 3DS. Dopo molte meditazioni e perplessità sono stata convinta dal fatto che avrei potuto giocare ancora una volta ad Animal Crossing, uno dei giochi più belli di sempre. Non solo ho riscoperto l’amore per il gioco, ma con la nuova funzione street pass ho partecipato a diversi raduni incontrando gente nuova e simpatica. Ok… sembriamo un gruppo di nerd disadattati e la gente ci guarda come alieni quando ci assembriamo per incontri e tornei, ma è come ritrovare un pezzo della propria infanzia. Il gioco fine a se stesso. Meraviglioso.

Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar
yourcenar1di Martina Del Romano – Ho letto questo libro su consiglio di una persona a me molto cara. Forse per questo mi è rimasto così attaccato alla pelle, e al cuore ovviamente. Forse avendolo letto in un momento diverso, l’effetto non sarebbe stato quello che è stato, ma ogni grande libro a suo modo funziona così. Quello che è certo è che Memorie di Adriano è molto più che semplicemente un romanzo storico sulla vita dell’Imperatore Adriano. È una lettera d’amore scritta in prosa poetica, una lettera d’amore all’imperatore da parte della scrittrice, e di Adriano verso la vita, la morte e l’amore stesso. La sua voce emerge su tutto, calma, composta, profonda, razionale, rassegnata a tratti, flebile, ma sempre stabile, a raccontarci in prima persona la sua personale versione della Storia. Consiglio la meravigliosa traduzione inglese di Grace Frick, fatta in collaborazione con l’autrice dal francese.

Amsterdam
197632_10200141146346317_2138149448_ndi Marta Corato – Città più bella che io abbia mai visto, non solo per via del cibo lurido che si può degustare ad ogni angolo. Ci sono i musei, i canali, le case lunghe e strette, la gente che va in giro in bicicletta con qualsiasi tempo. Sono tutti carini ed educati e parlano in inglese senza problemi, cosa che mi riempie di gioia. Sto progettando di andare ad abitarci, anche se non so bene come e con che scusa. Se avete idee, sono bene accette. (Ringraziamo la mia amica Giorgia per la foto cretina in cui io gioisco su un ponte)

 

Memorie di una vagina
dfsadadi Marta Conte – Memorie di una vagina è una chicca per tutt* coloro che seguono SR. Brillante, agile, spiritosa ma anche audace e sincera, Vagina narra di ciò che succede nel mondo, di fenomeni sociali, di maschilismo, di sovrappeso, del dating on-line, dell’essere donna oggi. Non c’è molto da dire su questa donna o su quello che fa, se non che è intelligente e spiritosa, oltre che in grado di commentare in maniera intelligente fatti spiacevoli. Insomma, volevo solo segnalarvela senza dirvi troppo, perché io l’ho scoperta così, e secondo me è stato il modo migliore: sono andata a spulciarmi il suo blog senza sapere nulla di lei, leggendo gli articoli come si scarta un regalo a Natale. E quindi, tanti auguri e figlie femmine!


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