Crea sito
READING

Le cose che ci sono piaciute di più nel 2013, pt. ...

Le cose che ci sono piaciute di più nel 2013, pt. 3

Viaggiare la Romania on the road
romaniadi Bianca Bonollo — All’inizio sembrava un’idea balzana, ma poi si è rivelata la scelta migliore: girare la Romania in macchina. Nonostante le preoccupazioni “a caso” di parenti e amici (ma guarda che sono brutti posti, ti rubano l’auto, etc.), il viaggio è andato benissimo. Evitando mete urbane come Bucarest e Timişoara, abbiamo scoperto posti meravigliosi: il cimitero allegro e le colline del Maramureş, i monasteri affrescati della Bucovina, il verde e i boschi della Moldavia, pellicani e martin pescatori a palate sul Delta del Danubio, delfini che nuotavano liberi nel porto di Costanza, il (vero) castello diroccato di Vlad Ţepeş, i meravigliosi paesaggi della Transilvania e quel gioiello che è Sighişoara… ma come potrei raccontarvi tutto? Senza contare la gentilezza e l’ospitalità della gente (il legame tra “latini” si sente), i prezzi dimezzati rispetto a quelli italiani, e la quiete di un Paese in cui ci siamo dimenticati di chiudere a chiave la macchina. Unico appunto: bisogna essere guidatori esperti per fare slalom tra buche e carri!

Mumford & Sons
Mumford++Sons+MumfordSons1di Martina Del Romano – Non è un segreto che i Mumford & Sons mi facciano piangere. Ma il concerto di quest’anno è stato davvero una valle di lacrime. È la seconda volta che li vedo live (la prima volta l’anno scorso ad Ancona), eppure quest’anno all’Alcatraz di Milano si sono davvero superati. Con i loro tipici ritmi folk malinconici, il delicato contrabbasso, quel banjo frenetico e adorabile, e la voce di Marcus Mumford che ti entra dentro fino alle ossa. La forza e la malinconia combinate dei loro due album Babel e Sigh no more mi hanno preso il cuoricino e ne hanno fatto tanti pezzettini colorati. Nonostante ciò, rimane uno dei concerti più belli della mia vita.

Radio
RobertsRadioRD60-b_2079043bdi Veronica Tosetti – Le radio sono il luogo dell’informazione puntuale e immediata, affidabile. Sono il luogo della scoperta musicale e dei confronti con il pubblico, dell’approfondimento e dell’intrattenimento. I mezzi di informazione cambiano e si rinnovano, ma la radio non smette mai di farsi sentire.

Suonare in una band
1376633_347055805429494_635041994_ndi Margherita Ferrari — Quando frequentavo le scuole medie, Suor Alba mi umiliò davanti a tutta la classe dando ad intendere che fossi stonata e priva di orecchio. Dieci anni dopo ho deciso che era il caso di superare il mio trauma e di mettermi a suonare, dato che avevo sempre voluto farlo, anche se con scarsissimi risultati. Nel giro di una manciata di mesi mi sono dedicata allo studio della chitarra, della sega musicale e di una lunga serie di strumentini scemi. Al momento suono in gruppo composto da quattro ragazze e un ragazzo. Ogni volta che riesco a fare qualcosa che prima mi pareva impossibile (prendere certe note quando canto, fare un casino infernale, scrivere una canzone) mi viene un po’ da piangere di gioia. Non è mai troppo tardi per cominciare.

Veronica Mars, kickstarter campaign
photo-maindi Sofia Guiotto – Quest’anno i television geek come me hanno dimostrato la loro forza alle case di produzione televisive americane. Prima di tutto con il ritorno di Arrested Development (grazie Netflix!), poi donando una bella valanga di soldi (quasi il triplo di quello che serviva) per mettere in produzione il film di Veronica Mars, la serie televisiva su una studentessa/investigatrice privata cancellata ingiustamente alla terza stagione. La campagna è riuscita così bene perché questa serie non era tanto amata solo dal pubblico ma anche dal cast, che capitanato da Kristen Bell ha dato tutto il priprio supporto e disponibilità al progetto. Direi che con la premessa dell’uscita del film, il 2014 si prospetta come un’altra buona annata!

Kindle
1463191_10202596461016553_1914852760_ndi Marta Magni – Certo, l’odore della carta è molto pregevole. E spesso le copertine sono delle vere e proprie opere d’arte. E sottolineare passaggi significativi è un’attività gradevolissima. Niente di tutto questo verrà mai soppiantato.
Ma il Kindle, con i suoi pochi grammi ed i suoi tantissimi libri un un colpo solo, è un’invenzione geniale. Soprattutto in caso di piccoli bagagli a mano e lunghi viaggi.

 

The Embassy of Cambodia di Zadie Smith
71kknUaE3CL._SL1500_di Chiara Puntil — Lungo neanche cento pagine, The Embassy of Cambodia racchiude tutti gli elementi tipici della scrittura di Zadie Smith: l’incontro fra persone di culture e classi sociali diverse, i tentativi di integrazione, l’ambientazione nella zone nord-ovest di Londra.
L’ambasciata della Cambogia si trova proprio di fronte alla fermata dell’autobus che la protagonista Fatou prende ogni lunedì per recarsi in piscina. Partendo dalle fantasticherie della giovane donna, che può solo immaginare cosa si trovi al di là dell’alto muro che circonda l’edificio, Smith racconta di intimità forzata fra estranei, di disparità sociali, di forme contemporanee di schiavitù. Lo consiglio sia a chi non ha mai letto Zadie Smith (The Embassy of Cambodia è un’ottima introduzione al suo stile) che ai suoi fan, che riconosceranno senz’altro il suo modo di intrecciare una storia partendo da dettagli in apparenza irrilevanti. Qui un’intervista all’autrice uscita sul New Yorker.

Carlitadolce
Carlita-Dolcedi Laila Al Habash — Il mio 2013 ha decisamente preso un’altra piega da quando ho scoperto il magnifico canale YouTube di Carlitadolce. Lei viene da Napoli ed è un’appassionata di cosmetici naturali e da tre anni pubblica due volte a settimana un video tutorial su come fare delle creme di bellezza fatte in casa. Carlita nei suoi video spiega sia come fare ricette complicate con ingredienti pregiati e difficili da reperire sia ricette di maschere di bellezza fatte con ingredienti che tutti hanno nella dispensa. Ormai da mesi, prima di mettermi a studiare, faccio sempre un salto sul suo canale e mi rilasso vedendo al rallenty Carlita che si mette la sua nuova crema sul viso con il sottofondo di qualche brutta canzone. Non posso più farne a meno.

Love Exposure di Sion Sono
filmdi Caterina Bonetti – 237 minuti di film sono tanti, anche per una cinefila incallita come me. Quando mi è stato proposto di vedere questo film avevo dei forti dubbi sulla mia capacità di resistenza. Mi sono goduta ogni fotogramma dal primo all’ultimo minuto pur stando seduta su una sedia da cucina. Una storia complessa, quasi una moderna quete cavalleresca, attraverso un Giappone contemporaneo che oscilla fra realtà e delirio surreale. Un giovane ragazzo cattolico che, rimasto orfano della madre va alla ricerca della sua “Maria”, donna angelo che darà senso alla sua vita, una giovane problematica alla ricerca di sé stessa, una setta segreta, un padre/padrone/prete, un guru delle foto osé… che altro si potrebbe desiderare? Riassumere la trama è impossibile: non è un film, è un’esperienza sovrannaturale.

Vikings
Ragnar-Lagertha-ragnar-and-lagertha-34215691-500-260di Marta Corato – Non mi aspettavo molto da una serie fictional prodotta da History Channel, e invece. Al centro della vicenda c’è Ragnar Lothbrok, guerriero della mitologia scandinava, con tutta la sua famiglia e il suo clan. Il telefilm è storicamente accurato per quanto riguarda costumi e tradizioni (anche perché è fatto da History), truculento al punto giusto e terribilmente avvincente. Amore particolare per la moglie di Ragnar, la mitica shieldmaiden Lagertha.

I puccettoni Devendra Banhart e Scout Niblett
scout niblettdi Valeria Righele L’album Mala aveva intenerito le mie cuffiette per mesi, ma è stato soprattutto dopo averlo visto dal vivo che il mio rispetto per Devendra ha subito un’impennata. Oltre ad avere una storia d’amore da far invidia a Danielle Steel, il sior Devendra quest’anno è riuscito a regalare grandi emozioni quando è venuto a suonare a Milano, in luglio. Scherzava col pubblico e si prendeva in giro, facendo la macchietta (subito dopo attaccava con un pezzo struggente, giusto per non farti dimenticare che i fazzoletti che avevi portato con te in borsa andavano usati). Scout Niblett, per la quale avevamo attivato un giveaway speciale lo scorso mese, ha deliziato il pubblico torinese, arrivando sul palco con il suo zainetto, il suo maglione sformato (sotto il quale nascondeva un grazioso abitino grigio) e la sua rosa tra i capelli e una grinta di quelle che ti garantiscono il titolo di role-model in zero due secondi. Carisma alle stelle, saremmo stati a guardarla per ore (il batterista e il chitarrista potevano tranquillamente starsene fermi immobili, lei avrebbe retto lo show da sola in modo impeccabile). Live dell’anno.

Il copriocchiaie
Best-Under-eye-concealer
di Silvia Lanotte – Dopo anni di immedesimazione in Anna Magnani e di domande sul mio stato di salute ogni volta che andavo in giro senza occhiali (mi hanno anche chiesto se qualcuno mi avesse dato un pugno), ho finalmente comprato il mio primo copri occhiaie. È salito alla velocità della luce nella lista delle mie droghe personali, nonché in quella delle cose più intelligenti mai inventate dall’umanità.


RELATED POST

  1. Veronica

    28 dicembre

    “I puccettoni” LOL <3

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

By using this form you agree with the storage and handling of your data by this website.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.