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Le cose che ci sono piaciute di più nel 2013, pt. ...

Le cose che ci sono piaciute di più nel 2013, pt. 2

Le litigate dei film The Master e Il Blu è un Colore Caldo
the_master_paul_thomas_anderson64di Valeria Righele Quest’anno non ho visto molti film al cinema. Ne ho sofferto, perché è una cosa che amo fare, anche da sola. I motivi di questo cambiamento forzato delle mie abitudini sono molteplici ma non è il caso che stia qui a dilungarmici. FATTO STA che i pochi film che ho però visionato in sala, qui a Torino, sono stati tutti dei filmoni. Con una recitazione impeccabile. Devo specificare che li ho visti quasi tutti in lingua originale e ciò ha sicuramente contribuito a moltiplicarne il valore. Ho scelto di citarvene due, The Master e Il Blu è un Colore Caldo, perché contengono delle scene di litigio che mi hanno tenuto incollata alla poltroncina, con gli occhi sbarrati: per quanto mi riguarda erano scene reali, era come assistere ad una litigata dal vivo, col terrore che le persone che si stanno urlando addosso a un certo punto si voltino verso di te e ti diano addosso per il fatto che non stai reagendo o intervenendo. Queste scene hanno un peso diverso nei due film, ma comunque costituiscono due momenti topici all’interno della narrazione. Prove d’attore importanti che da una parte sono sostenute da miti come Joaquin Phoenix e Philip Seymour Hoffman, dall’altra dalla ventenne (ventenne! Mio dio!) Adèle Exarchopoulos e Léa Seydoux.

Nudità di Marcello e il mio amico Tommaso
marcello-e-il-mio-amico-tommaso-musica-streaming-nuditadi Margherita Ferrari — Il mondo sarebbe un posto migliore se non si mentisse così tanto quando si parla di sesso. Eppure, prestando l’orecchio dai discorsi da bar, così come a tanti romanzi bollati come Grande Letteratura, la tendenza pare quella. Quando tutti millantano e celano, diventa doppiamente difficile esprimere la propria nuda verità.
Beh, lasciate che ve lo dica: questo è un disco pieno di verità.

Le fiere del libro
torino_fiera_del_libro_2di Veronica Tosetti – Che siano quelle superborghesi come il Salone di Torino o il Festival di Mantova, oppure gli eventi di provincia con editori indipendenti e ospiti di nicchia, fate vivere questi eventi, perché se i lettori sono sempre di meno, i partecipanti sono in inarrestabile ascesa.

 

New Girl
new_girl_360di Silvia Lanotte –Per chi non lo sapesse (c’è ancora qualcuno che non lo sa?!) Zooey Deschanel è la persona più adorabile del mondo, soprattutto quando dà voce e corpo a Jessica “Jess” Day, la protagonista di New Girl. Jess, patita degli anni ’60, goffa e coraggiosa e intraprendente, si trasferisce a vivere con tre ragazzi a causa della rottura con il suo ragazzo. Nick è un barista squattrinato; Schmidt è un ex-ciccione innamorato di se stesso e Winston è un ex-giocatore di basket professionista con un pessimo gusto in fatto di scherzi. La serie funziona a meraviglia grazie a una sceneggiatura che pare scritta apposta per gli attori sin dall’inizio (ne è responsabile quella meravigliosa donna di nome Liz Merryweather) e alla bravura della Deschanel, che come visto da Ellen è ormai definitivamente jessdayzzata.

Crema contorno occhi alla rosa Korres
0100210_467_1di Chiara Puntil — Sono anni che uso l’ottima crema idratante alla rosa della stessa marca, una linea di creme, saponi e cosmetici dall’INCI quasi perfetto. Visto che ormai non mi chiedono più i documenti quando compro alcool, segno inequivocabile del tempo che avanza, ho deciso di correre ai ripari, e quindi da qualche mese uso anche la crema contorno occhi alla rosa. Continuo a rifornirmi di bottiglie di prosecco senza che nessuno mi scambi per una minorenne, ma almeno posso illudermi. E poi ha un ottimo profumo. Un consiglio: se per caso andate in vacanza in Grecia, fatene scorta lì: costa molto meno. Io l’ho comprata appunto perché allegata alla crema in un’offerta che definire vantaggiosissssssima è poco (era quasi in omaggio), ma adesso che la conosco non la mollo più.

The Sound of Change
elle-beyonce-sound-of-change-dedi Sofia Guiotto – Concerto organizzato da Chime for Change e tenutosi a Londra il primo giugno di quest’anno, mi ha dato la possibilità di assistere dal vivo alla grandezza di cantati come Regina Beyoncé, Jennifer Lopez e Dea Florence (+ the machine). Momenti migliori: la Laurona nazionale (Pausini) con Monica Hill come corista, Timbaland che non avendo mai avuto una canzone di successo dove cantasse come voce principale ha fatto un mash di canzoni di altri artisti. In più è stato possibile donare l’equivalente del prezzo del biglietto a una organizzazione benefica di nostra scelta.

Literary Disco
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di Marta Corato – Nei miei lunghi tragitti in metropolitana, questo delizioso podcast letterario mi fa ridere rumorosamente con grande irritazione degli astanti. Julia Pistell, Tod Goldberg e Rider Strong parlano di libri con umorismo, grande intelligenza e conoscenza, e anche un tot di parolacce. Vi consiglio di partire dall’inizio o vi perderete un sacco di inside joke: tranquilli, non lo mollerete più.

Viaggiare da sola
interraildi Anita Richelli – A ottobre, più o meno un mese prima del mio ventiseiesimo compleanno, mi sono comprata un biglietto Interrail e sono partita. C’erano un sacco di motivi buoni per farlo. Uno di questi era che con il compimento dei ventisei anni il biglietto Interrail costa molto di più. Facendo i conti probabilmente non ho risparmiato tantissimo, ma quel pezzo di carta mi ha dato la libertà di scegliere quando partire e dove andare senza pianificare troppo, anche se lo sapevo che alla fine sarei tornata a Belgrado (e ci sono anche rimasta più di una settimana, ma questa è un’altra storia). Prima di Belgrado, però, ero da sola con il mio zainetto da 40 litri. Quaranta litri non sono tanti, ma avevo tutto quello che mi serviva (ovvero: vestiti, mutande pulite, un taccuino e una minuscola macchina fotografica).
Viaggiare da soli ti fa parlare con molta più gente, ti fa finire in musei strani (a Zagabria sono finita in museo di sculture enorme e abbastanza inquietante, soprattutto perché a parte me era deserto) ma ti fa anche riflettere su questioni importanti, tipo quando sei al ristorante e devi andare in bagno e ti devi portare dietro la giacca e il cappotto perché non vuoi lasciarle sole.

Baustelle in concerto
bstldi Caterina Bonetti – Sono stata a vedere i Baustelle in concerto al Teatro Regio di Parma. Una location inusuale per un gruppo di “musica pop”: il tempio della lirica, il sacrario (reliquiario) del bel canto. La formazione tradizionale è stata accompagnata durante la performance live da un’orchestra che ha potuto beneficiare della struttura del teatro e della sua acustica. La coreografia d’accompagnamento, onirica e ben curata, ha aggiunto un tocco in più all’atmosfera già molto suggestiva. Loro si sono superati valorizzando a pieno il lavoro di un album che li ha riportati, a mio parere, agli entusiasmi dei primi dischi. Pregio e sciccheria.

Cartoline nei bookshop dei musei
Lindseyarticle8di Laila Al Habash — Io spedisco lettere sempre ed ovunque, ed ho un debole per le cartoline. Amo riceverle e spedirle, ma soprattutto ho scoperto di adorare il momento in cui scelgo quelle da affrancare: mi fermo a tastare la consistenza della carta e poi seleziono le più particolari o le più brutte, scruto ogni centimetro della foto e poi procedo a scrivere qualche frase sul retro. Se potessi, comprerei tutte le cartoline di ogni museo che visito.

Tutorial di acconciature per capelli
Hair-Romance-Braided-half-crown-hairstyle-tutorial-in-curly-hairdi Marta Conte – Carissime amiche, mi rivolgo ora a voi. In particolare alle compagne con le quali non posso non simpatizzare con innato cameratismo vista la sciagurata sorte che ci accomuna: i capelli ricci. Esatto, ho detto ricci. Una piccola premessa per coloro che non sono affette da tale sventura: i capelli ricci sono una maledizione. Nei miei venti e passa anni di vita non c’è stata anima in grado di convincermi del contrario, ne mai ci sarà. In compenso, nel corso dell’anno sono riuscita finalmente a fare mio il motto: “Se non puoi batterli, unisciti a loro”. E così ho fatto, vi dirò anche con discreti risultati. Ho iniziato a seguire blog con suggerimenti sul trattamenti, tagli, e acconciature. Youtube pullula di tutorial su come acconciarvi i capelli nelle maniere più strane e, ve lo dice una che non ama passare ore davanti allo specchio e naturalmente scettica, alcuni sono semplici da imparare e anche a lunga durata (nel senso che non dovete rimetterli a posto ogni dieci minuti). Quindi, con questo trafiletto volevo comunicare una nota di speranza a tutte coloro che se si mettono le mani tra i capelli è solo per l’impulso di strapparseli: conosco la sensazione, ma fatevi forza e non soccombete al riccio, perché, ve l’assicuro, yes we can.

1984 di George Orwell
Orwell_1984di Veronica Vituzzi — Ammetto con imbarazzo di averlo letto solo adesso, a quasi trent’anni, ma è stato illuminante il discorso sul potere che “significa infliggere dolore e umiliazione”. Da allora guardo con occhi nuovi ogni rapporto interpersonale chiedendomi quanto questo concetto si applichi anche nei legami quotidiani senza che ce ne accorgiamo.


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