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Le cose che ci sono piaciute di più nel 2013, pt. ...

Le cose che ci sono piaciute di più nel 2013, pt. 1

Critical Mass (e altri eventi aggregatori di masse critiche)
di Veronica Tosetti – Mi è capitato di partecipare alla mia prima critical mass in estate, una sera indolente di agosto, e ho scoperto un mondo di attivismo, aggregazione e comunità in un solo evento. Cultura che ancora fatica ad attecchire in Italia, per quanto riguarda le bici la Grande Massa Critica si ritrova ogni giovedì sera in piazza dei Mercanti a Milano e per un paio d’ore si diverte a mettere in subbuglio il passaggio delle automobili, che di giorno spadroneggiano nel traffico milanese. Tutto questo per sensibilizzare alla presenza e al rispetto delle dueruote nel tessuto urbano.
Insieme alle masse di bici, può intendere anche tutti quegli eventi come flash-mob, raduni ed eventi con lo scopo di attirare l’attenzione su un argomento sensibile.

Le Cosmicomiche di Italo Calvino
copertina cosmicomicheBdi Martina Del Romano – Le Cosmicomiche sono diventate la mia nuova scorta di medicinali. Per qualsiasi evenienza, qualsiasi male, interno o esterno che sia, in questo libro estremamente sottovalutato, composto di dodici bizzarri racconti ognuno dei quali parte da un’ipotesi scientifica vera o inventata sull’origine dell’universo, la risposta c’è. Le Cosmicomiche hanno avuto il potere di essere per me esattamente quello di cui avevo bisogno in un determinato momento. Oltre ad essere una straordinaria fonte d’ispirazione (blocco dello scrittore? Leggi Calvino et voilà), ogni racconto si presenta, nella sua delicatezza, malinconia e stravaganza, come una metafora che ognuno può interpretare a suo piacere a seconda di cosa abbia bisogno in quel preciso momento della sua vita. Su tutte, non potrò mai dimenticare l’immagine della Luna evocata da Calvino, protagonista di molti dei racconti né Qfwfq, il narratore dalle mille e nessuna forma che compare in tutti e si presenta come filo conduttore fra noi stessi e l’universo. Un classico da riprendere in mano e non lasciare mai più. Per ulteriori effetti e controindicazioni consultare il medico.

Paletti live @ Cascina Irma (Zanè, VI)
palettidi Bianca Bonollo — In Italia le belle voci non mancano, ma, ed è inutile negarlo, coloro che scrivono belle canzoni scarseggiano. Ecco una persona che sa scrivere bellissime canzoni: Paletti. Questo cantautore, del quale potete avere un assaggio con il singolo Adriana, gira con un gruppo di musicisti che lo accompagna, ed io li ho visti esibirsi a Zanè (VI). Sono molto bravi, e posso assicurare che, oltre a scrivere belle canzoni, questo ragazzo canta anche benissimo. Mi hanno incantata, peccato che il pubblico non li ca…lcolasse neanche di striscio, preferendo bere birra e dare aria alla bocca (perle ai porci). Potete scaricare qui (gratis!) il suo EP “Dominus” contenente 5 brani di ottima qualità, ma potete anche comprare il suo LP qui (poi magari mi dite com’è, dato che non l’ho ancora ascoltato). Non perdetelo d’occhio!

Divano
divanodi Marta Magni – Dopo aver passato anni incastrata in un due posti finta pelle duro come il marmo e brutto come la fame, finalmente possiedo un divano vero. Un divano mio, non del padrone di casa della casa del momento. Un divano di quelli morbidi, che ti aspettano a fine giornata senza domande, con un paio di cuscini e una seduta profondissima. Sa anche diventare un letto, all’occorrenza. Ora sì che mi sento un’adulta.

La bagna caoda
bagna-caudadi Valeria Righele Quest’anno ho provato per la prima volta la bagna caoda. Non so come ho fatto a vivere 25 anni senza averla mai assaggiata (forse perché a casa mia non si è mai consumato più di tanto l’aglio?). Si tratta di una specialità del Piemunt, a base… d’aglio (TANTO aglio) e acciughe. Una “salsa calda” che funziona come un normale intingolo, va consumata intingendoci verdure di stagione crude e/o cotte, pane, formaggi, oppure anche da sola (forchettate e via). Dev’essere consumata quand’è calda, perciò viene portata a tavola dentro degli appositi tegami in ceramica riscaldati da un lumino (per i profani: sembra un diffusore di essenze), uno per persona, solitamente. Si digerisce dopo due giorni, ma ne vale la pena. Se la mangiate con il partner poi siete a posto, non dovete nemmeno scusarvi per l’alito.

Mary Berry
mary berrydi Marta Corato – L’adorabile signora, di cui ho appena divorato l’autobiografia, è una leggenda televisiva inglese, ma anche la persona più deliziosa che esista. Dopo aver scritto centinaia di libri di cucina, essere stata pubblicata su varie riviste e aver realizzato diversi programmi tv, Mary è diventata giudice di The Great British Bake-Off ed è diventata una super celebrity. Non solo è meravigliosa, ma sa tutto quello che si potrebbe voler sapere su cosa fare con un forno. Vi consiglio tantissimo le puntate British Bake-Off Masterclass dove Mary e Paul (l’altro conduttore) insegnano i loro trucchi da esperti.

Musei Vaticani
01_carte_geografichedi Laila Al Habash — Il mio nuovo posto preferito nel mondo è la Galleria delle Carte Geografiche nei Musei Vaticani. Mi risulta anche un po’ difficile descrivere perché, ma è il posto che più di ogni altro mi fa sentire viva. Le pareti della Galleria sono tappezzate da mappe cinquecentesche delle regioni italiane, e ad ogni regione sono dedicate almeno due mappe. Sul soffitto sono rappresentati episodi miracolosi, posti in corrispondenza della regione italiana in cui sono avvenuti, come prova del fatto che l’Italia è un posto in cui la provvidenza divina ha diffuso la sua grazia. E tutto questo mi fa girare la testa.

Lorde
Lordedi Marta Conte – La lista di motivi per i quali dovreste non solo conoscere questa ragazza, ma strapparvi i capelli, piangere, urlare e farvela addosso appena si prospetta l’eventualità di vederla live sono troppi e tutti validi perché io possa elencarli in maniera esaustiva qui. Ne consegue che ne evidenzierò solo alcuni, i miei preferiti: oltre alla voce graffiante e particolarissima, alla musica che si avvale sapientemente di ritmi e cori per rimanerti in testa (senza che ti dispiaccia) finché nuovo-singolo non vi separi, Lorde riesce a riproporre con originalità il teen angst da camera da letto (basti pensare al singolo estratto dall’EP The Love Club dove la giovane trasforma in una ballata pop l’esasperazione del vivere in un circuito familiare oppressivo) e dare un ritratto onesto della stragrande maggioranza della gioventù odierna (Royals, anyone?). Altro motivo che ha fatto scattare la scintilla, per me, è che i testi sono così ben scritti e pregni di significato che passare un pomeriggio a cercare di interpretarli e ragionarci su è un modo stimolante e divertente di passare un pomeriggio alternativo.

We Jam Econo: The Story of the Minutemen
wejamecono_stilldi Margherita Ferrari — Il mondo è pieno di documentari musicali iper-patinati e luccicanti. Alcuni sono belli, altri meno. In ogni caso, io credo di far parte della scuola degli amanti dei documentari musicali che cadono a pezzi e We Jam Econo è uno di questi.
Per la cronaca, i Minutemen sono stati un gruppo enorme, che dovreste recuperare anche se non ve ne frega nulla del punk hardcore americano. I motivi sottostante il mio imperativo sono tutti presenti, in ordine sparso, in questo documentario. Potremmo partire dal fatto che i Minutemen erano degli outsider anche all’interno di una scena a suo modo sfigata, perché suonavano cose talmente nuove e folli da risultare impossibili da classificare. Potremmo poi proseguire soffermandoci sull’amicizia tra il defunto D. Boon e il tenero Mike Watt, passando poi allo stile del batterista George Hurley, uomo figo al punto da rendere quasi cool il mullet. Insomma, se vi piacciono i filmini d’epoca e la gente che parla di che cosa voleva dire essere punk senza “vestirsi da punk”, allora vi prego di accomodarvi in questa direzione.

La mobilitazione politica
di Caterina Bonetti – Quest’anno ho fatto un sacco di campagne di mobilitazione politica. Per le elezioni, per il dopo elezioni, per #occupypd, per #mobbasta, per i congressi locali, per il congresso nazionale, per contrastare gli assurdi deliri di politiche locali quasi mai illuminate. È stato un anno di recupero della piazza e delle sezioni. Ho ritrovato l’entusiasmo dell’inizio, che si era un po’ spento nella routine dell’ordinaria amministrazione. Persone nuove e la voglia, davvero, di provare ad assumere in prima persona una posizione di cambiamento, senza aspettare che “le cose cambino per conto loro” o non cambino affatto. Mi sono ritrovata a pensare che in fondo, in fondo in fondo, la politica è una cosa nobile e bella.

Scottecs
0di Chiara Puntil — Dopo averne tradotto i testi con Google Translate, Scottecs (noto anche come Sio) intona la zoppicante versione italiana di una canzone, aiutandosi con illustrazioni demenziali disegnate da lui. È un po’ una mischiata, ma questo canale su youtube mi ha evitato più di un attacco di panico da stress da consegna e causato un principio di paresi facciale dal troppo ridere. Ha cementato un’amicizia sulle note del mashup Candy-Waka Waka, reso sopportabili un paio di tormentoni 2012 e fornito numerosi spunti su come infastidire il prossimo: “Jingle Campane”. Funziona. Sempre.

Sky Ferreira
Sky Ferreiradi Tarin Nurchis — Il mio debole per Sky Ferreira precede la sua carriera musicale. E risale, presumo, a dettagli come le sue occhiaie (vere o presunte), i suoi capelli, il suono del suo nome, il colore dei suoi rossetti. Ma anche, direi, dal suo assetto generale: vedi look e pose da ragazza fragile e cattiva. Lì dove per cattiva si intende l’opposto di brava, e quindi problematica (un evergreen che con me vince sempre). Quando poi hanno cominciato ad uscire i suoi pezzi – Everything is embarrassing ma soprattutto Lost in my bedroom (e successivamente l’album Night Time, My Time), il suo posto nelle classifiche del mio cervello è salito ulteriormente. Ripensandoci mi hanno reso felice tre cose: il fatto che fosse arrivata buona musica nuova; il fatto che l’avesse scritta una ragazza (che ora era passata ufficialmente da forma a sostanza); e, in un certo senso, che una promessa fosse stata mantenuta.

Bob’s Burgers
Bob's_Burgers_promodi Sofia Guiotto – Serie animata trasmessa da Fox. Come i Simpson e i Griffin, la storia si concentra sulle avventure di una famiglia americana. Il Bob del titolo è il padre che lavora nel suo ristorante aiutato dalla moglie Linda, una simpatica donna che incoraggia tutta la famiglia a inseguire i propri sogni. Ma la parte migliore di questo cartone sono i figli: Gene, chiassoso e con un talento per la musica, Louise, la combinaguai che indossa sempre un cappello con le orecchie da coniglio e Tina, l’adolescente che ama gli unicorni e i culi dei ragazzi. Con le loro avventure strampalate e i loro non sempre buoni sentimenti, i protagonisti di questo cartone mi hanno stregato.


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