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Agatha Christie: la regina del giallo

di Cecilia Manfredi

La vita di Agatha Christie è una combinazione di assoluta normalità e sprazzi di bizzarria inaspettata per una quieta signora inglese nata Agatha Miller nel 1890. Dopo una prima giovinezza convenzionale, allo scoppio della Prima Guerra Mondiale lavora in un ospedale per soldati feriti nei pressi di Torquay, dal cui dispensario di farmaci acquisisce una prima conoscenza dei veleni che poi tradurrà nel suo primo romanzo, Poirot a Styles Court (The Mysterious Affair at Styles, 1920). Alla fine degli anni Venti, finisce il suo primo matrimonio (con l’aviatore Archie Christie, il cui cognome continuerà a usare per firmare i suoi romanzi gialli); dopo una misteriosa sparizione di cui lei stessa non parlerà mai volentieri, Agatha Christie continua a scrivere per mantenere sé e la figlia Rosalind. Nel 1930 si risposa e, anche a causa del lavoro del marito (Max Mallowan, un archeologo), viaggia per l’Europa e il Medioriente; questi luoghi e i continui spostamenti le offriranno gli sfondi per diversi libri. Muore nel 1976, dopo aver pubblicato più di ottanta opere.

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I personaggi più celebri creati da Agatha Christie sono senza dubbio Hercule Poirot e Miss Jane Marple, ma nei suoi romanzi ci sono diverse altre figure interessanti, soprattutto femminili. Ecco qualche esempio.

12816179Eileen “Bundle” Brent compare ne Il Segreto di Chimneys (The Secret of Chimneys, 1925) e, in maniera più rilevante, I Sette Quadranti (The Seven Dials Mystery, 1929). Anche se è dotata del titolo di lady, di un antico maniero e di un burbero padre marchese uscito dallo stesso stampo dell’austeniano Mr. Bennet, Bundle non si allinea affatto allo stereotipo dell’inerme nobildonna britannica, ma si avvicina di più a una flapper – “A me non basta star comoda, mi occorre un po’ di animazione.” dice all’inizio della vicenda ne I Sette Quadranti. Determinata, piena di risorse e guidatrice spericolata, assolve al ruolo di detective della storia (il sovrintendente Battle, altra recurring guest star dell’autrice, ha una parte abbastanza secondaria negli avvenimenti), dimostrando fino alla conclusione uno sprezzo del pericolo pari alla sua curiosità.

 

12823693Henrietta Savernake è uno dei personaggi principali di Poirot e la Salma (The Hollow, 1946); nella prefazione della mia copia, Julian Symons scrive: “Agatha Christie sentiva un grande trasporto per le arti che richiedevano una partecipazione fisica […] e tratteggia quindi con molta simpatia il personaggio di Henrietta, una donna dotata di temperamento creativo, dalla scena iniziale in cui distrugge il busto di Nausicaa sino alla fine”. Henrietta appartiene a una solida famiglia benestante (gli Angkatell, la cui casa di campagna è il teatro del delitto), è scultrice e viene presentata al lettore proprio mentre lavora a una statua. È un’artista seria e una donna indipendente, né asessuata né sessualizzata. Uno dei più sfaccettati tra i personaggi delineati dall’autrice, è anche uno dei più intelligenti con cui Poirot si scontra. Le perdono perfino il pessimo gusto di innamorarsi di quel povero, cieco narcisista di John Christow.

 

9814143Ariadne Oliver è un personaggio ricorrente nelle storie di Hercule Poirot, ma non le viene mai dedicato un romanzo autonomo. La signora Oliver è una scrittrice di gialli che hanno per protagonista il detective finlandese Sven Hjerson, che lei inizia ad odiare – così come Agatha Christie con il belga Poirot – e viene considerata un self-insert piuttosto esplicito (come del resto riconosciuto dall’autrice stessa). Altre sue caratteristiche fondamentali sono una grande passione per le mele e la sua continua sperimentazione di nuove acconciature. Fin da una delle sue prime apparizioni, in Carte in Tavola (Cards on a Table, 1936), Ariadne Oliver dice cose piuttosto avanti sui tempi come “Se ci fosse una donna a capo di Scotland Yard… !”, ma vengono purtroppo controbilanciate dal suo credere in una particolare ‘intuizione femminile’. Le sue migliori credenziali (femministe e non) restano soprattutto il suo intelletto e la sua compassione.

Un altro personaggio femminile rilevante nell’arco dell’opera di Agatha Christie è Tuppence Beresford, che insieme al marito Tommy è protagonista di quattro romanzi – opere tra quelle che preferisco meno. Ho invece voluto bene a Lucy Eyelesbarrow (Istantanea di un Delitto) e Hilary Craven (Destinazione Ignota); mi sarebbe piaciuto sapere di più di Bess Sedgwick (Miss Marple al Bertram Hotel) e Adrienne Warren (Il Ritratto di Elsa Greer).

Una caratteristica importante del mio elenco è che i personaggi femminili sopraelencati sono tutti bianchi, istruiti e di classe sociale media o alta.
Riguardo il primo aspetto, mi aveva colpito fin da piccola la scarsissima considerazione verso i non-inglesi del Sud Europa (spesso rappresentati come truffatori, seduttori senza scrupoli o entrambi), che può diventare caricatura esplicita nel caso di personaggi mediorientali o ebrei. Lo stesso Hercule Poirot, in parte, ricalca il cliché del francofono azzimato, amante del buon cibo e prono a esclamazioni nella sua lingua natale. Agatha Christie di norma ridicolizza i personaggi che manifestano aperta diffidenza verso “quel buffo straniero belga”, ma, nonostante un certo livello di autoconsapevolezza, continua ad adagiarsi su pigri stereotipi nazionali e razziali.
Gli altri due elementi invece riflettono il rigido sistema di classe britannico, che resterà al suo posto fino alla Seconda Guerra Mondiale: di conseguenza, le ragazze working class di buon senso non sono quasi mai rappresentate.


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  1. Paolo1984

    23 Ottobre

    sicuramente era una scrittrice notevole. poi ovviamente i romanzi vanno anche inquadrati nell’epoca in cui sono stati scritti

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