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Se nel 2013 in Italia si deve morire di aborto cla...

Se nel 2013 in Italia si deve morire di aborto clandestino

Non solo l’Italia economica, ma anche l’Italia dei diritti umani sta regredendo a livelli da terzo mondo, lasciando i solchi sulla nostra pelle. È buono e giusto da parte dello Stato dire belle parole contro il maltrattamento delle donne, ma bisogna sapere che sono le istituzioni stesse a maltrattarle, e a macchiarsi di femminicidio. Mi riferisco a questa agghiacciante inchiesta dell’Espresso, che ci svela gli enormi numeri degli aborti negati (quelli legali) e degli aborti mortali (quelli illegali).

Sappiamo tutti quanto sia difficile superare la mentalità arretrata di una (buona) parte degli italiani, e sappiamo anche che i casi di malasanità capitano spesso. E a questa categoria relegavamo le infrazioni della legge 194, che consente alle donne di scegliere se continuare la gravidanza o meno. Invece, l’inchiesta di cui prima ci svela uno scenario da far west, in cui l’eccezione è proprio il rispetto della legge. Basta un numero per farci capire la gravità della situazione: l’80% dei ginecologi fa obiezione di coscienza, non garantendo l’interruzione di gravidanza di cui si ha diritto. In quale proporzione i medici lo facciano per effettiva convinzione personale, e in quale invece per evitare complicazioni nella propria carriera, non ci è dato saperlo. Certo è che, anche se garantito in teoria, in pratica spesso le donne non hanno il diritto di scegliere che cosa fare del proprio corpo. Molte si ritrovano quindi di fronte a liste d’attesa lunghissime, se non di fronte all’impossibilità di abortire nella propria regione di residenza, rischiando così di eccedere i termini consentiti dalla legge.

condannataalleovaieMa questa non è l’unica direzione in cui le donne si trovano di fronte a un muro. I consultori continuano a chiudere, e quando non sono chiusi hanno orari striminziti, sono difficili da trovare e spesso sono luoghi in cui ci sono solo porte chiuse, sguardi sprezzanti e nessuno ad aiutarti veramente. Alcuni mandano via le donne maggiorenni (come se non potessero avere problemi anche loro) e capita (perché eccome, se capita) che si rifiutino di prescrivere la pillola del giorno dopo, perché – a detta loro – “fanno obiezione di coscienza”. Peccato che, per legge, l’obiezione di coscienza possano farlo solo nel caso dei farmaci abortivi, e non nel caso degli anticoncezionali d’emergenza, come lo è la pillola del giorno dopo. E hai voglia a dir loro che la legge è dalla tua parte: ti spediscono in un’altra città, con tanto di occhiatacce. E non è tutto: una persona che conosco, andata in consultorio per ottenere la pillola del giorno dopo in seguito a rottura del preservativo, è stata sottoposta ad un’umiliante ispezione interna per verificare se era presente il pezzo del preservativo rotto, e capire quindi se diceva la verità. Storie del genere ne abbiamo sentite tutte, e certe le hanno anche vissute in prima persona, ma pensavamo fossero eccezioni. Invece, è la regola. Non c’è da stupirsene, in un paese in cui anche solo prendere la pillola anticoncezionale diventa difficile – dovendo pagare 15 euro al mese, e con l’obbligo di tornare dal medico ogni 6 mesi per il rinnovo della ricetta, e guai se non si è nel proprio comune di residenza! In tal caso, non ci sarà nessuno a farti il rinnovo – men che meno in consultorio!

santaE c’è quindi poco da stupirsi – purtoppo – anche del terribile risorgere di pratiche pericolose come l’aborto fai-da-te, roba da medioevo e da paesi sottosviluppati. Un fenomeno che credevamo ormai estinto è invece dilagante: ben 20.000 le stime ufficiali, di sicuro e in larga misura sottostimate (più realisticamente si parla di 50.000 all’anno). Difatti, un altro campanello d’allarme è la crescita esponenziale degli “aborti spontanei” – che tanto spontanei insomma spesso non sono. Le donne, spinte dalla disperazione e dagli sguardi poco caritatevoli del personale ospedaliero, si sentono costrette a procurarsi aborti rudimentali, denunciandoli poi come aborti spontanei. La cosa peggiore è che per questo già si (ri)comincia a morire: cose che capitano, quando l’interruzione di gravidanza avviene ad opera di un ferro da uncinetto o di farmaci che come effetto collaterale hanno anche la morte, oltre all’aborto.

Il tutto, coperto dalla nostra solita ipocrisia cattolica, che preferisce eliminare gli effetti piuttosto che risolvere i problemi. Perché legalizzare la prostituzione, così immorale? Meglio lasciarle sul marciapiede, a rischio di violenze e malattie, che rendersi complici di un peccato. Perché distribuire siringhe ai tossici? Drogarsi è una cosa sbagliata! Lasciamoli prendere l’AIDS: li assolveremo sul letto di morte. Perché una persona per bene dovrebbe avere bisogno di un aborto? Purtroppo c’è una legge che lo permette, ma per fortuna in pratica non funziona… sssh! Zitti zitti, che magari si ritorna allo Stato Cattolico! Che sarà mai, se qualche donnaccia ci lascia la pelle?

Non chiudete gli occhi: leggete e diffondete.


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  1. Giulia G.

    4 giugno

    Grazie Bianca per questo articolo. Purtroppo spesso il personale dei consultori è cafone a prescindere che vi siano rischi di gravidanze indesiderate. Quando mi trovo davanti a certe occhiate mi chiedo se devo scusarmi per avere un utero e una vagina. Che rabbia….

  2. Elena

    4 giugno

    15 euro per la pillola anticoncenzionale? Ma dove? Io la prendo da anni non come contracettivo (sono gay) ma contro i dolori mestruali, e pago 54 centesimi a ricetta per due confezioni!

  3. LAYLA

    4 giugno

    Dipende se la tua pillola è mutuabile. Alcune temo non sian mutuabili e quello è il prezzo circa.

  4. Emme

    5 giugno

    Come direbbe il Tenente Colombo:-…c’è solo una cosa che non capisco!- ed è cosa c’entra la fotografia dell’adesivo in fondo all’articolo? Anche le altre immagini a dire il vero a parte l’associazione tra corpo della donna e morale cattolica. Tempo fa ho letto un saggio di antropologia della parentela sulle famiglie numerose, beh a decidere di abortire sono anche cattoliche praticanti che non possono permettersi di andare oltre al quarto figlio, e no, non usano contraccettivi.

  5. Costanza

    5 giugno

    Scriveresti per piacere il titolo del libro? Lo consigli? Ti ringrazio 🙂

  6. DANIELE

    5 giugno

    “Peccato che, per legge, l’obiezione di coscienza possano farlo solo nel caso dei farmaci abortivi, e non nel caso degli anticoncezionali d’emergenza, come lo è la pillola del giorno dopo.”

    Peccato che la pillola del giorno dopo è già un farmaco abortivo. Chimarlo un anticoncezionale d’emergenza mi sembra alquanto ipocrita come definizione. Forse la signora Bonollo mi saprà spiegare scientificamente come così non è.

    Per quanto riguarda gli aborti clandestini, forse poco si sa del fatto che non sono mai realmente scomparsi.

    Anch’io sono per la 194..non sono favorevole ad una sua abrogazione(come vorrebbero alcuni), perchè questo non comporterebbe un eliminazione dell’aborto,anzi! Quando per esmpio entrò in vigore la legge Merlin, non mi sembra che la prostituzione sia scomparsa, ma si è solo trasferita. Vorrei però che venisse applicata realmente …..nella sua interezza!

    ps: complimenti per le immagini blasfeme.

  7. ta

    6 giugno

    come se certe scelte non fossero già di per sé difficili e complicate…

  8. Costanza

    6 giugno

    “Peccato che, per legge, l’obiezione di coscienza possano farlo solo nel caso dei farmaci abortivi, e non nel caso degli anticoncezionali d’emergenza, come lo è la pillola del giorno dopo.”

    “Peccato che la pillola del giorno dopo è già un farmaco abortivo. Chimarlo un anticoncezionale d’emergenza mi sembra alquanto ipocrita come definizione. Forse la signora Bonollo mi saprà spiegare scientificamente come così non è.”

    Non è così semplice, Daniele. Consiglio a proposito questa lettura: http://www.galileonet.it/blog_posts/4df624cb72b7ab5f0e000005

  9. Emme

    7 giugno

    Consigliarlo non saprei. Se ti interessano le raccolte di saggi demografici super specifici magari si ma non era una lettura così entusiasmante, l’avevo perfino ordinato dalla braidense perché è l’unica biblioteca che ce l’aveva. Ricordo solo che conteneva quel saggio sulle famiglie numerose (penso che alcune intervistate ne avessero parlato più liberamente proprio perché l’argomento centrale non era l’aborto)e un’altro sulle ludoteche, con indagini sul campo a Napoli, Padova, credo Bologna e Torino, ma non ricordo titolo e autori, se riesco a recuperarlo lo segno nei commenti.

  10. Emme

    7 giugno

    beh non darei per scontato che lo siano per tutte, tra i sostenitori della legge 194 si tende spesso a presentarlo a priori come una scelta sofferta e complicata, anche questa è una forma di condizionamento!

  11. GREGORY

    7 giugno

    CHE I MEDICI OBIETTORI STIANO AUMENTANDO, È RISAPUTO DALLE STIME.
    VISTI LE ENORMI PERCENTUALI, DUBITO CHE CIASCUNO DI LORO SI PORTI APPRESSO UN ROSARIO IN TASCA, PERCIÓ MI SONO SEMPRE CHIESTO, E CHIEDO ANCHE A VOI: MICA STARANNO REALIZZANDO, UNO ALLA VOLTA, CHE IN REALTÀ L’ESERCIZIO DELL’ARTE MEDICA CONSISTE NEL CURARE, E MAI NELL’ELIMINARE?
    IN FONDO, APPENA VARATA LA 194, NON SI DISPONEVANO DI SOFISTICATI MEZZI PER SONDARE IN DETTAGLIO LA PRESENZA DI UN ESSERE UMANO CHE SI SVILUPPA, PERCIÓ CIASCUNO DI LORO PROCEDEVA A ESTRARRE CON L’ABORTO, SENZA PROBLEMI DI SPORCARSI LE MANI. QUINDI, PIÚ CHE UN’OBIEZIONE DI COSCIENZA, QUELLA ODIERNA SI PREFIGUREREBBE UNA “PRESA DI COSCIENZA”….

  12. Bianca Bonollo

    7 giugno

    Disclaimer: non posseggo in alcun modo i diritti delle immagini, che appartengono ai rispettivi autori (che purtroppo non so chi siano). Le prime due immagini NON sono strettamente collegate al testo. Prego di considerarle come una riflessione da parte degli artisti sull’interazione tra sessualità femminile e morale cattolica. L’ultima immagine, un adesivo scherzoso, è invece collegata al testo a fianco, in quanto porta all’estremo l’idea di eliminare il problema senza risolverlo.

  13. Bianca Bonollo

    7 giugno

    Ecco un documento del signor World Health Organization http://www.who.int/mediacentre/factsheets/fs244/en/

  14. emme

    7 giugno

    Almeno scrivere in minuscolo per favore.

  15. Daniele

    7 giugno

    Grazie Costanza per avermi segnalato questo link che ho trovato molto interessante. Effettivamente l’organizzazione mondiale della sanità definisce la LNG (levonorgestrel), detta anche pillola del giorno dopo come un contraccettivo d’emergenza. Questa non è da confondere con la RU-486 che è invece chiaramente abortiva. Se ho capito bene questa pillola interverrebbe solo nel bloccare l’uscita dell’ovulo dalle ovaie senza mai interferire nè con l’ingresso dello spermatozoo nell’ovulo e nè l’annidamento dell’embrione nell’utero. A parte il fatto che non so quanto una pillola del genere sia non dannosa per la salute della donna( leggevo infatti che ci sono diversi effetti collaterali), quello che non mi convince non essendo comunque esperto in materia, è il suo meccanimo d’azione.Mi spiego meglio: quando la donna è in fase di ovulazione, tu mi insegni che gli ovuli sono già presenti nelle tube. Dopo un rapporto sessuale non protetto, lo spermatozoo impiega pochi minuti a raggiungere anche lui le tube incotrandosi con l’ovulo e formando così l’embrione.Il tutto avviene in uno spazio di pochi minuti. Quale sarebbe quindi l’efficacia di questa pillola, ammesso pure che la donna la prenda subito dopo il rapporto sessuale? Se è vero come sostengono che la sua efficacia è del 95% entro le 24 ore e si riduce via via a zero entro le 72 ore, cosa verrebbe a bloccare se dunque l’embrione risulta già formato? L’articolo su questo non è chiaro.Infatti si dice che:

    “E’ ampiamente dimostrato che il levonorgestrel (Lng), la molecola contenuta nel farmaco presente in Italia, quando somministrato in fase preovulatoria, interferisce con il processo ovulatorio, per inibizione o disfunzione dello stesso, e previene quindi la fertilizzazione…E’ evidente quindi che Lng non interferisce con l’impianto dell’embrione, una volta avvenuta la fertilizzazione; cioè, non causa aborto, né è in grado di danneggiare una gravidanza in atto”(l’ultima frase l’ha aggiunta la Lalli).

    Se è così significa che la pillola è efficace se va presa prima del rapporto e non dopo.
    Quindi credo( ma questo è un mio pensiero) che comunque interferisca con l’attecchimento dell’embrione nell’utero se risulta efficace nelle prime 24 ore.
    Mi informerò meglio

  16. emme

    7 giugno

    Grazie per la precisazione, ma era abbastanza chiaro che non c’entrano con il testo. Quello che mi chiedo a volte vedendo immagini del genere e’ se ce ne sia davvero bisogno e se invece non abbassino il discorso a dei cliches non troppo distanti dall’uso agghiacciante fatto delle immagini di feti nell’immaginario antiabortista, anche perche’ il resto del post mi sembra interessante e riferito ad una indagine molto accurata. Non sapere nulla sugli autori e sul contesto da cui provengono non aiuta granche’ e il e il collegamento con l’ultima immagine mi sembra veramente lontano, spiace vederla in un blog che in altri momenti si e’ pronunciato in modo molto netto sull’uso di immagini ambigue riferite allo stupro (ricordo in particolare un articolo su una maglietta). A parte tutto cio’ apprezzo la satira, specie se blasfema, era solo una riflessione.

  17. daniele

    7 giugno

    L’arte e quello che comunica è sempre una cosa soggettiva e mai oggettiva. Gli “artisti” nel realizzare queste immagini (parlo delle prime due) a mio giudizio non credo fossero degli stupidi e sapevano bene quale sensibilità andavano a toccare e cosa potevano comunicare. Non si può utilizzare la scusa dell’arte per essere giustificati a fare qualsiasi cosa. Chi ha realizzato poi l’articolo inserendo queste immagini dovrebbe spiegare poi quale era il suo intento se non fosse stato quello di offendere, visto che non aveva nulla a che fare con il testo scritto in se. Si può non essere d’accordo con la morale cattolica, ma questo non significa avere il diritto di denigrare chi non la pensa allo stesso modo.

  18. GREGORY

    7 giugno

    CHE I MEDICI OBIETTORI STIANO AUMENTANDO, È RISAPUTO DALLE STIME.
    FORSE PARECCHI CHE FINORA HANNO PRATICATO ABORTI, ORA ESAUSTI DI QUESTO, HANNO CESSATO AVVALENDOSI DELL’OBIEZIONE?
    MA VISTE LE ENORMI PERCENTUALI CHE STANNO LIEVITANDO, E POICHÈ DUBITO CHE CIASCUNO DI LORO SI PORTI APPRESSO UN ROSARIO IN TASCA, MI CHIEDO E CHIEDO ANCHE A VOI: MICA STARANNO REALIZZANDO, UNO ALLA VOLTA, CHE IN REALTÀ L’ESERCIZIO DELL’ARTE MEDICA CONSISTE NEL CURARE, E MAI NELL’ELIMINARE?
    IN FONDO, APPENA VARATA LA 194, NON SI DISPONEVANO DI SOFISTICATI MEZZI PER SONDARE E VEDERE DETTAGLIATAMENTE LO SVILUPPO UMANO DURANTE LA GESTAZIONE.
    PERCIÓ CIASCUNO DI LORO PROCEDEVA A ESTRARRE CON L’ABORTO, SENZA PROBLEMI DI SPORCARSI LE MANI.
    QUINDI, PIÚ CHE UN’OBIEZIONE DI COSCIENZA, QUELLA ODIERNA SI PREFIGUREREBBE COME UNA “PRESA DI COSCIENZA”.
    DITEMI QUALCOSA, SE PER VOI LE COSE NON STANNO PROCEDENDO COSÌ.

  19. Gregory

    7 giugno

    Scusate,
    avevo le maiuscole “ON”.

  20. gregory

    7 giugno

    Scusate di nuovo,
    mi sembrava che il mio precedente non fosse stato pubblicato, e l’ho incollato di nuovo…
    Scusate

  21. ta

    8 giugno

    “beh non darei per scontato che lo siano per tutte, tra i sostenitori della legge 194 si tende spesso a presentarlo a priori come una scelta sofferta e complicata, anche questa è una forma di condizionamento!”

    certo, non lo sarà per tutte, e di certo ci sono anche quelle serene e certe fin dall’inizio delle proprie scelte. ma penso (e me lo auguro) che nessuno entri in un consultorio/ambulatorio a cuor leggero.
    proprio per questo è ingiusto e nocivo creare un ambiente ostile.

  22. Bianca Bonollo

    9 giugno

    Scusate, probabilmente non ho capito quanto sia grande la sensibilità di chi è religioso. Avrei fatto meglio a non mettere alcuna immagine, dato che preferirei che ci si concentrasse sull’inchiesta dell’Espresso (che svela fatti che dovrebbero scandalizzare ben più delle suddette immagini).
    So bene che la morale cattolica non è l’unica in questo paese, ma so anche che è quella prevalente nonché quella che tende a imporre più di tutte la sua visione agli altri, specialmente quando si parla di sessualità, contraccezione e aborti. Per questo motivo mi sembrava interessante una riflessione per immagini su questo tema.
    Detto questo, io un senso a queste immagini ce l’ho trovato, ed è il seguente: PRIMA IMMAGINE la donna è “condannata” dalle proprie ovaie, o meglio la donna è condannata ad essere prima di tutto donna e come tale trattata diversamente. In più, persiste una mentalità da “peccato originale” collegata alla figura femminile, che diventa quindi spesso capro espiatorio (v. violenza sulle donne, condanna comportamenti sessuali, etc.). SECONDA IMMAGINE la femminilità è tuttora vista come una cosa che dovrebbe essere “pura”. La figura della Vergine Maria dai religiosi è vista come l’ideale a cui tendere, infatti la castità per la religione cattolica è un valore importantissimo. La figura e la sessualità femminile vengono quindi (anche inconsciamente) idealizzate, angelicate, e associamo al peccato ciò che è collegato all’attività sessuale.
    Spero di aver chiarito i motivi per cui ho messo queste immagini, non intendevo offendere nessuno. Vero è che si può interpretare quasi qualsiasi cosa come si vuole, ma il messaggio veicolato da queste opere mi sembrava forte e chiaro, anche se evidentemente provocatorio.
    Se chi gestisce il sito preferisse togliere le immagini per evitare di urtare la sensibilità di qualche lettore, darei il mio assenso.

  23. bianca bonollo

    9 giugno

    E’ una riflessione interessante, in effetti adesso le ecografie hanno un livello di dettaglio impressionante. Senza contare che negli ultimi decenni ai bambini sono state dedicate sempre più cure ed attenzioni, quindi probabilmente c’è in effetti più sensibilità. Secondo me però il numero di obiettori è aumentato troppo, non può essere solo questo. Né, come hai detto tu, tutti si sono improvvisamente convertiti e girano col rosario in tasca! 🙂 Dall’inchiesta sembra di intuire che molti medici lo facciano per non rovinarsi la carriera… e in effetti si è creata una spirale negativa, adesso i pochi dottori devono sobbarcarsi sempre più lavoro! Chi glielo fa fare? Bisognerebbe tutelare anche i medici che scelgono di non obiettare.

  24. GregorY

    10 giugno

    Ti dico peró che tantissimi medici non-obiettori hanno fatto carriera eccome.
    Basti pensare a tutti i nomi ben conosciuti a livello nazionale che praticano tuttora e che addirittura hanno avuto accesso alla politica semplicemente per le loro idee: i cosiddetti “pionieri” della fecondazione artificiale, della RU486, e di altro ancora…
    Non vedo dunque in che cosa sarebbero preclusi coloro che non obiettano, cosí come non vedo che agevolazioni possono avere gli obiettori.

  25. Bianca Bonollo

    11 giugno

    Dall’inchiesta dell’Espresso, che, ripeto, consiglio di leggere:
    <>

  26. Bianca Bonollo

    11 giugno

    Dall’inchiesta dell’Espresso, che, ripeto, consiglio di leggere:
    – Silvana Agatone, ginecologa e presidente della Laiga, la lega italiana per l’applicazione della 194 […] [dice]: “[…] La verità è che nessuno vuole più fare aborti perché si viene discriminati nella carriera e obbligati a fare solo e soltanto quelli” –

  27. […] nel vedersi riconosciuti diritti fondamentali (come per esempio quelli relativi all’interruzione di gravidanza) non fossero ritenuti sufficienti a giustificare l’esistenza del femminismo, […]

  28. […] è legale grazie alla legge 194 del 22 maggio 1978 (ne abbiamo parlato più approfonditamente qui, qui, qui e anche qui), ma come sappiamo la sua applicazione viene continuamente osteggiata da parte di […]

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