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Zines: Riceverle per posta

Nella puntata precedente ho tentato di darvi un’idea di cosa indichiamo con le parole zine (se siamo negli Stati Uniti) e fanzine (se siamo in Europa).
Oggi, invece, ho deciso di presentarvi una delle dimensioni più importanti e, dal mio punto di vista, apprezzabili delle fanzine. Come si diceva la volta scorsa, molte fanzine circolano per posta, come accadeva nell’epoca pre-Internet. Il bello è che si possono ordinare online e ricevere nella propria cassetta postale, proprio come se fossero dei libri con tanto di ISBN. La differenza fondamentale è che i libri ordinati sui soliti siti che conosciamo arrivano in un pacchetto anonimo, che alcuni di noi fanno a pezzi con esaltazione, mentre altri aprono con pacatezza.
Le fanzine sono oggetti che portano traccia delle persone che le hanno create. In molti casi questo significa che anche le buste in cui vengono spedite sono dei piccoli oggetti d’arte e non è raro che quest’ultime contengano dei piccoli doni per il destinatario.

Ad esempio, una decina di giorni fa, ho ordinato su Etsy una fanzine dal titolo Over A Billion People Have Been Killed By Marmots. Per la cronaca, tra spese di spedizione e costo effettivo della fanza, il totale si aggirava attorno ai due euro e cinquanta.
Cinque o sei giorni dopo, ho trovato questa busta nella mia casella postale dell’università.


(Ho cancellato l’indirizzo della mittente. Il mio invece è simpaticamente evidente. Non è il mio indirizzo di casa, quindi è inutile che veniate a cercarmi. Però potete usarlo per spedirmi pacchi di caffé. Qui il caffé per moka costa tantissimo e non so come farò quando finirà quello che ho portato dall’Italia).

Ma tornando a ciò di cui si stava parlando, potete notare come la busta non sia una di quelle che si comprano in cartoleria o al supermercato. È letteralmente una busta fatta assemblando pezzi di cartine geografiche con lo scotch da elettricisti. Non è meraviglioso? Inoltre sia la parte davanti che il retro sono pieni di piccoli adesivi che danno colore al tutto.

Passiamo ora al contenuto. Ecco cosa ho trovato dentro alla busta.

Come potete notare, oltre alla fanza vera e propria, ci sono degli altri oggetti. Quello in alto è un adesivo delle poste decorato con la tempera. Quello verde è un foglio con un’illustrazione a tema animalesco, anch’essa a tempera. Infine ci sono tre figurine più piccole, una disegnata a mano (quella centrale) e due stampate sul cartoncino.

Capite dunque quanto piacevole sia ordinare una fanzine e trovare tanti piccoli oggetti dentro alla busta. La sensazione è proprio quella di ricevere un dono da uno sconosciuto che, proprio in virtù di questo gesto, risulta un po’ più familiare.
Alison Piepmeier ha scritto che pratiche di questo tipo rendono la zine community una “embodied community”. L’idea è quella che la materialità della fanzine sia impregnata della materialità e della fisicità della persona che l’ha creata. Facendo circolare creazioni di questo tipo all’interno di buste fatte a mano, viene a formarsi una communità di persone che, pur non essendosi mai viste di persona, percepiscono la vicinanza fisica degli altri fanzinari.
Nel libro Girl Zines, Piepmeier mostra come il principio sia molto simile a quello delle amicizie nate online che portano ad uno scambio di lettere e oggetti attraverso il sistema postale “ordinario”. Quest’osservazione mi ha colpita molto perché mi ha ricordato che, quand’ero alle medie, avevo alcuni “amici di penna” conosciuti online con i quali scambiavo lettere, ma anche piccoli oggetti come biglietti dell’autobus decorati, foto, nastroni e plettri. Scambiarsi quegli oggetti era un modo per sentirci più vicini, anche se abitavamo in città diverse e non ci eravamo mai visti di persona.
Le fanzine permettono di sentire questa vicinanza controintuitiva in modo molto più “casuale”, perché comprare una fanza è un terno al lotto.

Tornando a Over A Billion People Have Been Killed By Marmots, vi mostro ora come è l’interno della fanza.

Le pagine contengono immagini di animali con dei brevi commenti. Ogni commento si riferisce ad un fatto particolare che potrebbe illuminare il lettore sulla natura dei suddetti.

Personalmente la trovo molto carina perché mi piacciono gli animali e apprezzo il fatto che l’autrice abbia creato questo oggetto mossa dalla passione per questo tema.

Come vi dicevo la volta scorsa, le fanzine non devono necessariamente rientrare in una qualche categoria “classica”, come quelle musicali o quelle più diaristiche. Vi assicuro che esistono fanzine più o meno su tutto e parte del divertimento sta nel trovarle e nell’entrare in contatto con gli autori e le autrici.


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  1. Bianca

    21 marzo

    Ma!Ma! Ma è una cosa bellissima! Thank you for sharing! Mi piace molto questa cosa del contatto quasi “intimo” tra estranei… mi ricorda una volta che, seduta in treno, ho fatto un ritratto ad un ignaro passeggero, poi sono andata a darglielo senza dirgli il mio nome o dargli alcun contatto e sono andata via… era felicissimo! 🙂

  2. […] mie più recenti scoperte: le fanzine dedicate al pelo e alla depilazione. Come ho già osservato nella scorsa puntata, esistono fanzine più o meno su ogni singolo argomento che vi verrà mai in mente, quindi era […]

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