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Zines: Queste sconosciute

Le Fanzines sono un medium pressoché sconosciuto in Italia. Come faccio a saperlo?
1) Il Buon Senso me l’ha comunicato.
2) La gente mi chiede: “Su cosa fai la tesi?” e io dico: “Sulle fanzine”. Finora le uniche persone che hanno capito la mia risposta erano americane e/o coinvolte in qualche giro fanzinaro.

Cominciamo dunque con un fallimentare tentativo di definizione. Che cos’è una fanzine?
Di recente ho sentito una bibliotecaria che diceva: “Una fanzine è come un blog, ma su carta, che viene spedito in giro”. Secondo qualcun altro una fanzine potrebbe essere come un diario, uno scrapbook o un libretto autoprodotto. Il principio alla base delle fanzine è quello relativo alla loro circolazione. Esistono fanzine che sono state concepite come lettere o doni per una singola persona, ma la maggior parte di esse si rivolgono ad una molteplicità di destinatari.
Esempi notabili di fanzine uscite dall’underground sono Bust, Bitch e Maximum Rocknroll. Ma non facciamoci fuorviare da chi può vantare notevoli tirature e copertine patinate. La quasi totalità dei fanzinari non aspirano a veder trasformato il frutto del loro lavoro in una rivista vera e propria, con tanto di redazione fisica e partita IVA. Il regno delle fanzine è quello delle basse tirature, delle pagine fotocopiate e di quella che Alison Piepmeier ha definito come “economia del dono”. Questo significa che molti fanzinari optano per lo scambio dei loro prodotti, oppure tendono a tenere i prezzi delle fanzine molto bassi, al punto che alcuni arrivano addirittura perderci o a coprire a malapena i costi di produzione.

In Italia, a quanto pare, le fanzine circolano per lo più all’interno delle comunità punk e hardcore, oppure tra illustratori, fumettisti e, più in generale, gente che si occupa di visual art.
Di recente Jenna Freedman, bibliotecaria della Barnard Library, mi ha fatto notare che in Europa il termine usato per descrivere questo medium è fanzine, mentre negli Stati Uniti è zine. Si tratta di un dato molto interessante, che permette di capire diverse cose.
Negli Stati Uniti le fanzine sono una sottocategoria delle zine e, come lascia intendere il nome, sono dedicate alla Fandom. In Italia l’uso della parola fanzine non indica solo pubblicazioni di questo tipo, ma il fatto stesso che i pochi focolai fanzinari rimasti nel nostro Paese ruotino per lo più attorno a comunità musicali mette in evidenza quanto il campo sia più limitato rispetto agli Stati Uniti.
Una categorizzazione molto sintetica reperita sul sito della Barnard Zine Library (dove sto attualmente lavorando alla mia tesi), che vuole riassumere i tipi di fanze presenti nella collezione della biblioteca, può forse aiutarvi a capire meglio di cosa sto parlando:

  • 24-hour zines
  • Art zines
  • Compilation zines
  • DIY zines
  • Fanzines
  • Literary zines
  • Mamazines
  • Metazines
  • Minicomics
  • One-page-folding zines
  • Personal zines
  • Political zines
  • Program zines
  • School zines
  • Split zines.

C’è dunque molta varietà, non solo da un punto di vista contenutistico, ma anche sul fronte del formato e del supporto utilizzato. Alcune delle etichette presenti in questa lista non vi diranno niente, ed è perfettamente normale. Non starò qui a spiegarvi cosa significano per filo e per segno, ma giuro che farò luce su questi nomi nel corso dei prossimi mesi, mano a mano che la rubrica “Zines” prenderà forma.

Se nel frattempo volete mettere mano su ciò di cui si sta parlando: in Italia non credo che esistano molti distributori di fanzine ed è sensato ipotizzare che esse circolino per lo più tra persone di una stessa città o durante occasioni particolari, come festival del fumetto o simili. Negli Stati Uniti, invece, esistono ancora diversi distributori e le fanzine si trovano abbastanza facilmente in negozi di dischi e librerie gestite da gente sensibile al fascino dell’autoproduzione.
In ogni caso un modo abbastanza comodo per recupere fanzine di nostro gusto è cercarle online e poi ordinarle. Etsy è un ottimo punto di riferimento per questo genere di acquisti, anche se ordinare dagli Stati Uniti risulta abbastanza dispendioso. Tenete però presente che i fanzinari sono un po’ ovunque, quindi è facile che riusciate a trovarne anche di europei. Inoltre: aprite bene gli occhi. È probabile che anche nella vostra città ce ne siano, nascosti nelle fognature o tra le fronde degli alberi.


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  1. Silvia

    16 febbraio

    Finalmente avrò qualcosa da linkare ogni volta che mi chiederanno cosa sono 🙂

  2. verdeanita

    16 febbraio

    tutta la mia cultura sulle fanzine viene da Topolino. In un vecchio numero c’era uno speciale dedicato, con tanto di storia con con protagonisti Tip&Tap o Qui, Quo e Qua, non ricordo, alle prese con la loro fanzine. Giuro.

  3. Chiara Puntil

    16 febbraio

    Verdeanita, ma lo sai che anch’io ho scoperto le fanzine su Topolino? Credevo di essere l’unica e stavo iniziando a pensare di essermelo sognato!

  4. Margherita Ferrari

    16 febbraio

    a questo punto sarebbe spettacolare se riuscissimo a recuperare quel numero di topolino. sto invisibilmente sbavando dalla voglia di leggere quell’articolo.

  5. verdeanita

    17 febbraio

    ti spiegava tutto. cos’erano, come farle, perché. probabilmente ce l’ho ancora, solo che è sepolto tra i 18mila topolini di mio fratello. 🙁

  6. […] udite! I tempi sono maturi per il secondo numero della nostra ridente fanzine cartacea, il cui originalissimo nome è Soft Revolution. A differenza della prima uscita, SR#2 (in […]

  7. […] scrivermi è softrevzine [at] gmail [.] com. Se non sapete cos’è una fanzine/zine, leggetevi questo articolo. Se volete comprare il secondo numero della fanza di Soft Revolution (il primo è esaurito), andate […]

  8. Corrado

    12 gennaio

    Da vecchio fanzinaro posso confermare che attualmente sono una cosa un pò da carbonari. Allo stesso tempo posso confermare che nel campo metal in italia ce ne sono almeno 4 in attività. Per ciò che riguarda i fumetti ovviamente è più facile trovarne di vecchie e a qualche convention ma la scena è lo stesso viva. I negozi e le distribuzioni per la musica sono poche e per i fumetti, forse, ancora meno. Credo che oramai la tesi sia stata data ma gli auguri per la scelta della materia li mando lo stesso.

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