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Wintered with the Hawk and the Fox – Undici ...

Wintered with the Hawk and the Fox – Undici libri per prepararsi alla primavera

Sono ormai un po’ di anni che leggo religiosamente il blog di Gayla Trail, una scrittrice canadese che si occupa di giardinaggio, orticoltura ed autoproduzioni. Mi piace molto il suo stile e il modo in cui racconta sé stessa e il suo tormentato passato familiare attraverso una straordinaria opera di divulgazione botanica e alimentare. Da lei ho imparato che un sacco di piante povere, che spesso infestano i nostri giardini, hanno fiori commestibili, e che non c’è niente di male nell’usare materiali di scarto per costruire contenitori in cui coltivare pomodori, insalate e broccoli. Gayla ha vissuto per anni in un appartamento privo di giardino, ma ha comunque creato un Eden alimentare e floreale, adottando l’approccio del container gardening sul suo tetto. Un altro dei motivi per cui la apprezzo un sacco è che, da ultratrentenne dalla pelle vergine, si è fatta tatuare su un braccio una pianta di pomodoro coriacea che ogni anno rinasce spontaneamente nel suo community garden.
Nel periodo in cui ho avuto anch’io uno spazio in cui darmi al giardinaggio e all’orticoltura mi sono scoperta paziente nei confronti delle mie piante ed impaziente nei confronti delle stagioni. Quando metti tante energie nelle mani della natura vorresti vedere subito dei risultati, ma poco per volta, come un insetto o un animale selvatico, finisci per adattarti ai suoi ritmi o per escogitare dei sistemi che ti permettano di forzarli un poco, ma senza mai esagerare. Ogni anno Gayla Trail scrive di non sentirsi particolarmente coinvolta dai festeggiamenti di Capodanno, perché nel clima rigido e ostile alla vita di fine dicembre non riesce a vedere una vera rinascita. Nelle sue parole la rinascita è sempre quella che si accompagna all’avvento della primavera e al disgelo, alle prime semine, al tornare a lavorare la terra. Il ciclo si conclude e riparte dalla primavera.

In preparazione di quella che sarà la vera rinascita dei nostri giardini (convenzionali e non), vi consiglio qualche bel libro dedicato agli orti, agli alberi e alla natura in generale. E’ bene tenere presente che, prima di gettarsi nella creazione di un orto, sarebbe auspicabile dedicare qualche tempo ai lavori preliminari e alla progettazione. Quindi siete in tempo. Fa ancora molto freddo e la terra è ghiacciata.

Orto e giardino biologico di Marie-Luise Kreauter (Giunti)
Se avete un’idea molto vaga di cosa sia il metodo di coltivazione biologica, questo è il libro da cui partire. E’ scritto in modo chiaro e semplice, ma è ricchissimo di informazioni. A differenza dei manualetti agili e pieni di foto patinate che si trovano spesso nelle librerie, Orto e giardino biologico non si limita a presentare con vaghezza ciò che il lettore dovrebbe fare per “darsi al biologico”, bensì entra nei dettagli e copre una lunga serie di problematiche che prima o poi qualsiasi giardiniere si troverà a dover affrontare. Il libro si apre con una buona spiegazione sulla struttura del terreno e sul modo in cui lo si può migliorare per creare un’ambiente più favorevole alla crescita delle nostre piante. E questo è il punto chiave, dal quale non si scappa, se si vuole evitare il fallimento e cominciare ad imparare dai propri errori. Un altro aspetto che ho apprezzato molto di questo libro è l’attenta classificazione e descrizione di un gran numero di piante annuali e perenni, arbusti, alberi da frutto e “da orto”. Questa classificazione risulta utile quando si diventa un po’ più esperti e si comicia a progettare intricate consociazioni tra vegetali.

Edible Schoolyard di Alice Waters (Chronicle Books)
In molti hanno scritto del potere terapeutico del giardinaggio e dell’impatto che questa pratica può avere su interi quartieri, rigenerandoli socialmente ed economicamente. In questo libro Alice Waters racconta la storia del suo progetto chiamato Edible Schoolyard, attraverso il quale il cortile asfaltato di una middle school in un’area disagiata di Berkeley è stato trasformato in un enorme giardino, con tanto di piante di kiwi e galline. Il libro illustra un disegno pedagogico che coinvolge in prima persona bambini e ragazzi nella creazione di spazi orticoli e promuove l’insegnamento di materie come la matematica, la storia, le scienze naturali e la geografia attraverso il contatto diretto con le piante e gli alimenti coltivati a scuola. Le foto che punteggiano il libro sono bellissime e vi faranno venire una voglia folle di darvi alla coltura dell’amaranto rosso. Sappiatelo.

Guerrilla Gardening. A manualfesto di David Tracey (New Society Publishers)
Esiste un libro più noto di questo sul guerrilla gardening, ovvero On Guerrilla Gardening di Richard Reynolds. Ma da autrice della prima tesi sociologica del mondo sul guerrilla gardening permettetevi di consigliarvi il libro meno popolare e più degno. A differenza del libro di Reynolds, che è molto grazioso e patinato, questo manualfesto presenta molte esperienze di persone che hanno praticato il guerrilla gardening, spesso incorporando nella pratica un forte significato politico. Ho apprezzato la volontà dell’autore di sventagliare una gran varietà di esperienze altrui di fronte agli occhi del lettore perché ritengo sia molto più sensato parlare del guerrilla gardening su scala locale piuttosto che lanciarsi in grandi generalizzazioni. A conti fatti comincia tutto da un’aiuola, da una pianta priva di collocazione, da una manciata di semi. Ovviamente in questo libro non mancano le istruzioni per lanciarsi in prima persona, anzi. Alcuni dei progetti esplicati sono veramente carini.

I giardini di Manhattan. Storie di guerrilla gardens di Michela Pasquali (Bollati Borringhieri)
Sempre sul giardinaggio illegale, inteso come occupazione di spazi marginali senza permessi, c’è questo testo di Michela Pasquali. Dal mio punto di vista il sottotitolo è un po’ fuorviante, perché più che di guerrilla gardening il libro parla dei community garden che sono sorti a Manhattan negli anni ’70, un periodo in cui il quartiere di Loisada era pervaso dalla criminalità, dalla povertà e dallo scempio edilizio. Ad ogni modo si tratta di un bellissimo libro che mostra, attraverso un esempio concreto, come la riscoperta degli spazi naturali in un contesto molto degradato possa portare ad un generale rinnovamento sociale ed economico, in cui lo stesso assetto valoriale degli abitanti finisce per mutare, dando spazio alla condivisione e all’apprezzamento del valore d’uso rispetto al valore di scambio dei beni. Questo libro è corredato da splendide foto e io penso di averlo acquistato solo perché esse hanno mosso qualcosa dentro di me. Non mi piacciono i giardini ordinati e puliti; preferisco quelli che sembrano usciti da un sogno di chi li ha progettati. Un sogno molto confuso. I giardini di Losaida sono proprio così.

Growing Trees from Seed di Henry Kock (Firefly Books)
I giardinieri hanno un sacco di pazienza, altrimenti non sarebbero buoni giardinieri. Facendo guerrilla gardening ho scoperto che gli alberi costano un sacco e che uno dei pochi modi economici per procurarsene qualcuno da piantare è “autoprodurli”. Esatto, il DIY botanico. Questo libro spiega come far germinare i semi di alberi destinati a diventare più alti della vostra casa, oltre che tutto ciò che c’è da fare dopo che sarete riusciti nel vostro primo intento. E’ un testo un po’ più avanzato rispetto, ad esempio, a quello di Marie-Luise Kreuter, quindi lo consiglio a chi ha già qualche rudimento di botanica. Inoltre, essendo opera di un canadese, alcuni degli alberi di cui parla non sono diffusi nei nostri climi, mentre alcune delle conifere più popolari nelle nostre terre non sono trattate. Resta comunque un buon testo e le illustrazioni sono ottime.

L’orto di un perdigiorno di Pia Pera (TEA)
L’orto di un perdigiorno è uno di quei libri che ti fanno venire voglia di dare fuoco ai tuoi diplomi e alle tue laureee per poi rititirarti in qualche cascina isolata a fare il vino. Davvero. Tutte le volte che penso a come mi  sentii nel periodo in cui lo lessi vengo colta da terribili dubbi circa il senso della mia vita e del mio cavarmi gli occhi a lezione, sugli articoli scientifici e davanti al computer. Questo perché trovo che l’orticoltura sia un’attività che dà molta più soddisfazione del generale vivere l’esperienza Accademica, dato che la prima ti sfianca fisicamente e non intellettualmente. Il libro di Pia Pera è apprezzabile perché racconta cosa ha significato per lei ritirarsi in campagna, affrontare un terreno ostile e sassoso, vivere con due cani e tanti libri, imparare un sacco di cose dai vecchi del paese e contrapporre ai loro metodi agricoli “moderni” la lentezza di alcune pratiche permacolturali. Consiglio questo libro anche a chi non subisce il fascino della vita quieta, perché la prosa di Pia Pera è deliziosa.

Grow Great Grub di Gayla Trail (Clarkson Potter/Random House)
In apertura vi parlavo di Gayla Trail e del suo blog, You Grow Girl. Esso esiste da più di dieci anni e la varietà di contenuti che potete trovarci è a dir poco sorprendente. Il fatto è che può apparire fin troppo, se sul fronte della conoscenza botanica partite più o meno da zero. Gayla è specializzata nel container gardening e questo libro, dal mio punto di vista, è il migliore che esista sull’argomento. Potete trovare informazioni simili sul suo blog, ma – come osservavo sopra – può diventare complicato se non avete un quadro generale in mente e vi sentite insicuri. E’ un testo molto semplice e i vari progetti che vi sono presentati sono classificati in base alla loro difficoltà, quindi è un buono strumento che può essere gradito sia a principianti sia ad esperti. Anche in questo caso le foto sono molto belle e il libro contiene parecchie informazioni utili sulle cosiddette varietà antiche di diversi tipi di ortaggi. Lo consiglio a chiunque voglia fare del giardinaggio ma abbia pochissimo spazio a disposizione e sia desideroso di risparmiare il più possibile sulle spese preliminari.

Garden Anywhere di Alys Fowler (Chronicle Books)
Garden Anywhere tratta molti dei temi presenti in Grow Great Grub: il container gardening, le officinali, gli orticelli ricavati da spazi piccoli e scomodi. E’ un po’ meno dettagliato sul fronte delle colture pensate per la produzione alimentare, ma costituisce un’ottima fonte di spunti per chiunque voglia creare un giardino naturale e coltivarci anche qualcosa di commestibile. E’ particolarmente utile per il lettore che abbia a disposizione un pezzo di terra estremamente ostile e non sia tormentato da vicini di casa amanti dell’ordine maniacale. Ho personalmente messo alla prova la tecnica di Alys per migliorare la lavorabilità di un terreno molto argilloso (cospargerlo di compost e pezzi di cartone, coprire tutto con una marea di foglie o una coperta vecchia e lasciare lì per qualche mese) e devo dire che ha funzionato meravigliosamente. L’unico problema sono stati i vicini di casa che erano turbati dal mio stare sempre in giardino a scavare e creare disegni pittoreschi usando bulbi di narciso.

Rodale’s Illustrated Encyclopedia of Organic Gardening di Pauline Pears (DK Publishing)
Questo è il volume che vi consiglio per il periodo successivo all’assimilazione di Orto e Giardino Biologico. Alcuni contenuti sono simili, ma il testo di Pauline Pears tratta con maggiore profondità la creazione di spazi organici e bilanciati, che abbiano una coerenza interna. In un certo senso rappresenta un primo passo per chi voglia lanciarsi nell’avventura di disegnare un giardino che sia rispettoso dei cicli naturali e delle esigenze delle creature che lo popolano (animali e vegetali). Personalmente ho trovato molto bello e utile il capitolo sulle siepi e sulle recinzioni.

La rivoluzione del filo di paglia di Masanobu Fukuoka (Libera Editrice Fiorentina)
Questo è il testo sacro dell’orticoltore biologico. Tratta per lo più della coltura del riso in Giappone, quindi non ha immediate applicazioni per il lettore medio italiano. Però è stato un testo rivoluzionario nel suo genere e merita di essere letto da chiunque sia interessato all’industria agroalimentare e all’autoproduzione di cibo.

Nature di Ralph Waldo Emerson (Penguin Books)
Infine, un classico. Nature è un saggio che sfocia nella poesia con il quale Ralph Waldo Emerson invita il lettore a godere delle gioie della natura e ad immergersi in essa. Non è un semplice trattatello su ciò che di pregevole ha da offrire il colle dietro casa, bensì un’attenta riflessione sulla società del suo tempo e sulla natura umana.


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  1. Elisa G

    17 gennaio

    Grazie per le dritte. Adoro il mio enorme giardino e per la prima volta questo autunno mi sono cimentata in un po’di giardinaggio piantando un’interminabile serie di bulbi, qualche libro per prepararmi meglio alla primavera e meno alla “vanga e via” ci voleva proprio! Grazie ancora!

  2. […] C’era una volta una pista di atletica dismessa, adesso c’è un giardino. Non è una favola, ma quello che è realmente successo a Firenze in via Borgo Pinti 78 per volontà di Giacomo Salizzoni, architetto appassionato di guerrilla gardening. […]

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