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Una guida alla vita da spiaggia per le persone che...

Una guida alla vita da spiaggia per le persone che non amano la spiaggia ma che apprezzano la nudità altrui

Qualche secolo fa ero anch’io un’adolescente problematica e, di conseguenza, proferivo un sacco di frasi che i più anziani e i meno snob ritenevano assai estremiste. Uno dei miei leitmotiv estivi più gettonati si articolava come segue:

Non vedo perché dovrei scegliere tra mare e montagna. A me piace l’asfalto.

Ora che sono più vecchia e corrotta, ho rivisto le mie posizioni in virtù dell’esistenza della birra e degli amari d’erbe, il che significa che di tanto in tanto faccio cose come andare al mare a Jesolo con i miei amici pallidi a cercare di non prendere il sole.
Quella che segue è una lista di attività e consigli che vi suggerisco di provare se mai dovesse capitarvi di finire in spiaggia pur essendo il genere di persone che cominciano ad annoiarsi dopo cinque minuti di nullafacenza.

  • Mettete alla prova la vostra misantropia stando sempre all’ombra e lanciando occhiate sarcastiche a chiunque mostrasse di non comprendervi. Per non correre il rischio di abbronzarvi, mettete della crema solare protezione 50, possibilmente per bambini pallidi. Onde completare l’Effetto Disagio, abbiate cura di indossare un costume nero e di riempirlo di manate bianche di crema.
  • Indossate copricapi ridicoli con grande orgoglio.
  • Andate al mare infrasettimanalmente, durante il periodo nero delle sessioni d’esame universitarie. Questo vi garantirà l’esclusiva compagnia di minorenni, coppie con bambini piccoli e anziani. Una volta preso possesso del vostro ombrellone, fate un giro di ricognizione per controllare che non ci siano potenziali prede nei paraggi.
  • A questo punto potrete cominciare a deprimervi perché non ci sono potenziali prede nei paraggi. Sognate una spiaggia piena di splendidi/e intellettuali dall’aria torva ed estrinsecate la vostra frustrazione con i vostri compagni d’ombrellone, che con ogni probabilità cominceranno a fare lo stesso e vi trascineranno in una due giorni di inappropriatezza verbale.
  • Andate contro ogni regola del buon vivere in società e deciderete quale coppia degli ombrelloni confinanti ha i bambini più graziosi. Non è improbabile che scegliate i più quieti e che i più quieti indossino un costume rosa svolazzante. Riflettete sul tragico rapporto tra socializzazione di genere e la vostra scelta.
  • Decidete qual è l’uomo più affascinante nel vostro campo visivo e lanciategli occhiate moleste. Se avrete fortuna come la sottoscritta, opterete per un quarantenne gay.
  • Dedicatevi ad un’attenta classificazione dei diciottenni dall’aria annoiata che vi circondano. Il grande vantaggio legato allo svolgimento di tale attività in spiaggia è che la seminudità vi impedirà di deprecare aprioristicamente chiunque sia troppo poco agghindato come si confà al vostro problematico senso estetico. Coinvolgete i vostri compagni d’ombrellone nel gioco. Non sentitevi in colpa quando, in preda al delirio, finirete per valutare anche dei minorenni dalle ossa esili.
  • Passeggiate lungo il bagnasciuga ascoltando i dischi più deprimenti in vostro possesso. Il contrasto tra la rilassata ilarità che vi circonda e il vostro disastro interiore vi ricorderà quanto siete pretenziose/i.
  • Prendete il mare a calci.
  • Leggete il quotidiano locale più ridicolo reperibile in edicola. Personalmente consiglio l’Adige.
  • Cominciate a bere birra economica in “formato camionista” non appena i vostri vicini di ombrellone più oscurantisti se ne saranno andati in albergo per cenare.
  • Se la frustrazione sessuale dovesse farsi insostenibile, fomentatela comprando L’Uomo Vogue e passando ore a rimirare foto di giovinetti imberbi e affascinanti tizi barbuti in abiti di sartoria. Coinvolgete nel gioco anche i vostri amici eterosessuali di genere maschile che, nel giro di una decina di minuti, vi affibbieranno l’affettuoso nomignolo di ninfomane e realizzeranno così di non essere soli al mondo.

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  1. Caterina Ghobert

    13 Luglio

    Personalmente consiglio il Gazzettino in edizione padovana, formato tascabile. Ma la scelta credo che sia dettata dal fatto che vediamo i quotidiano locali dei posti che non ci appartengono in maniera più scientifica e di conseguenza ne ridiamo con più gusto. Ottimo anche mettersi a leggere libri del tutto inappropriati (se non altro per questioni di peso/spazio/costo) alla spiaggia, chessò, i Fratelli Karamazov o cose così…

  2. Margherita Ferrari

    13 Luglio

    Concordo. L’anno scorso avevo optato per la Trilogia della Fondazione di Asimov, che aveva svolto molto bene la funzione di Mattonazzo Anti-spiaggia. In passaggio però ricordo di aver portato al mare classici francesi e russi. Quelli sì che spaventavano la gente 🙂

  3. Giulio

    13 Luglio

    A 16 anni lessi un buon 70% di IT steso sotto l’ombrellone. Bei tempi…

  4. Caterina Bonetti

    13 Luglio

    La prossima volta che vai a Jesolo avvisa che se ce la cavo ti raggiungo. Io credo che sarò su anche la prima di settembre ^_^ Come i vecchi.

  5. Margherita Ferrari

    13 Luglio

    guarda, se il mio amico che mi ospita sarà su vedrò di aggregarmi (sempre che mi voglia). evviva!

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