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Twilight: la fine ha inizio (manca solo un film!)

Twilight: la fine ha inizio (manca solo un film!)

Premessa: Twilight è di moda ultimamente. Siccome Soft Revolution è una webzine figherrima, abbiamo pensato che buttarci in territorio meyeriano avrebbe giovato al nostro contatore presenze. Quindi ecco qua, ladies and gentlemen, la recensione di The Twilight Saga: Breaking Dawn, visto dalla vostra amatissima nell’immediato post-uscita del film (questa è pura dedizione alla causa, intendiamoci).

******spoiler alert******

La parte prima di Breaking Dawn non è poi così male. Insomma, alla fine quando si arriva al cinema, dopo aver visto Eclipse e quell’altra pagliacciata nota come New Moon, le aspettative sono così basse che in pratica è impossibile esserne delusi. Anzi, devo ammettere che è il film della saga che mi è piaciuto di più. Perché? Perché fa ridere.

Nel caso vi fosse sfuggito, gli ultimi tre film sono stati oggetto d’innumerevoli parodie officiali e non, alcune più riuscite, altre meno. Immagino che i produttori abbiano pensato che non valesse la pena fare un film che rischiasse poi di essere deriso per vie ufficiali. E cos’hanno fatto quindi? Hanno trasformato Breaking Dawn stesso nella parodia di Twilight, con tanto di Bella che scherza sulla verginità di Edduccio e dubbie espressioni facciali di Jacob quando la ragazza gli annuncia il nome della futura nata. Seriamente gente, in quel momento è venuto il dubbio non solo a me, ma anche alle ragazze con cui ero, di aver sbagliato film e di stare assistendo alla parodia delle Malvestite.

Le capacità drammatiche della Stewart sono aumentate un minimo (miracolo!), anche se mi viene il dubbio che lei spiccasse tanto nel cast perché Pattison faceva ancora più schifo del solito, in quei trenta secondi in cui l’hanno inquadrato (fra l’altro si è tagliato i capelli. Perché l’ho notato? Perché era il dettaglio più rilevante). Seriamente, io mi considero una pessima attrice, ma se Pattison guadagna milioni di dollari all’anno stando là impalato a guardare la Stewart in biancheria intima succinta, a questo punto io potrei l’Oscar. Le mie ciabatte sono più espressive di lui.

Una altra cosa che ho notato e che mi ha dato particolarmente fastidio è che Twilight è un saga cinematografica alla moda. Intendo con questo le ambientazioni, i costumi; Kristen Stewart con la sopracitata biancheria intima ristretta che mi ricorda una pubblicità della Fix Design (con la solita ragazza bellissima e snellissima attorniata di magnifici vestiti, in un ambiente di design, illuminata dalla giusta luce). Possibilmente vestita di colori chiari. Ma il problema è che oltre alla sensazione modaiola, di novità, di perfettamente moderno, non c’è altro. Non c’è un perché ai perfetti vestiti della Stewart, alla sua perfezione fisica. C’è solo apparenza, che lascia un senso di vuoto e, se possibile, ancora rende ancor più difficile identificarsi nel personaggio di Bella, che dovrebbe essere quello più vicino e più comprensibile allo spettatore. È inoltre straordinaria la sequenza finale, dedicata  allo spianamento delle rughe e delle macchie dal viso di Bella, durante la sua trasformazione in vampira. Più Photoshop peggio utilizzato di così si muore.

In generale, le parodie ufficiali di film, come ad esempio Mordimi, non mi piacciono. Le trovo volgari, se non stupide; non ho visto molti film veramente divertenti che facessero il verso a questo genere di pasticci cinematografici. Quindi vi consiglio di vedere Breaking Dawn. Riderete di gusto, ve lo garantisco.

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  1. Fabrizia

    13 gennaio

    E vi siete dimenticate il moka-sangue-frappuccino!
    Ormai da starbucks non si chiede altro…

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