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Triangoli dorati nel cielo (o: l’editoriale ...

Triangoli dorati nel cielo (o: l’editoriale di febbraio)

Voi vi ricordate quando eravate piccole/i e un generico adulto molto sapiente cercò di spiegarvi la frase “Dio è uno e trino”? Io non ricordo con precisione la prima volta che mi sottoposero la questione, ma so che poi finii per rifletterci a lungo. Per anni interi, direi. Da piccola ero una buona cattolica. Parlavo con Dio molto spesso ed ero piena di paranoie. Ero convinta che i miei antenati mi spiassero dall’alto e mi depreccasero quando peccavo. Ciononostante mi sono confessata solo tre volte in tutta la mia vita, perché l’idea che si potesse essere mondati andando a colloquio con un prete mi sembrava abbastanza stupida.
Ecco, dovendo scegliere tra infiniti numeri uno che fungesse da tema del mese, abbiamo scelto il tre. Chiunque ami i nessi causali direbbe che è perché abbiamo ricevuto un’educazione cattolica. La stessa persona, se polemica, sosterrebbe anche che il rifiuto di certe regole e di certi sistemi di valori che riguardano almeno una parte della redazione è un gesto vacuo. Non per niente abbiamo scelto il numero tre. È un po’ come dire che il concetto di Trinità ci piace un sacco. Che i numeri sacri ci esaltano da morire. Che vediamo triangoli dorati ovunque.

Parlerò per me stessa e vi dirò che, sì, in effetti continuo a vedere triangoli dorati ovunque. In parte è dovuto al fatto che sono perseguitata dal ricordo di un gran numero di suore, reliquie e opere d’arte medievale.
Un paio di settimane fa sono andata a fare un giro al Metropolitan Museum of Art di New York e, deambulando nella sezione Middle Ages, mi sono trovata immersa nell’odore di legno tipico delle vecchie chiese e cattedrali. Un odore così squisitamente europeo, che nella mia testa si associa a sensazioni di noia e distacco, ma anche paura e fascinazione. Inutile dire che sono scappata verso un’altra epoca e un altro continente. Le aureole dorate, le madonne spilungone in stile gotico e i crocifissi colpevolizzanti alti due metri continuano a farmi molto effetto.

L’idea è dunque quella di sfruttare questo mese per parlare anche di questioni complesse e potenzialmente balorde come la Trinità. Certo, ci sarà molto altro, ma mi sembrava simpatico sfruttare quest’editoriale per ammorbarvi con le mie fissazioni adolescenziali che non se ne sono mai andate. D’altronde ogni volta che torno a Vicenza e mi faccio un giro in soffitta mi torna alla mente il fatto che durante le superiori collegavo la mia soffitta alla testa di Santa Caterina da Siena, per via di un sogno che avevo fatto. Cosa c’è di più bello di essere perseguitati dalla testa di una santa? Probabilmente nulla; e ora che sono negli Stati Uniti me ne rendo sempre di più conto. Qui è pieno di persone che si sconvolgono quando racconto i miei traumi da banale persona italiana. Sono soddisfazioni! Si finisce quasi per apprezzare la natura pittoresca del Vaticano stando qui.

Passando a questioni più terra-terra, vi segnalo che:
– da gennaio abbiamo il piacere di ospitare sulle nostre pagine le ragazze de Il cinema di B-etty, una simpatica webzine dedicata ai b-movies, che diletta il suo pubblico con degli ottimi video divulgativi. Se ci seguite regolarmente avrete già avuto modo di apprezzare il loro post sui video educativi dedicati alle mestruazioni.
da questo mese la sottoscritta vi ammorberà con una rubrica dedicata alle fanzine. Se non sapete cos’è una fanzine significa che avete un sacco di bisogno di leggere quello che scriverò a breve. Se invece sapete cos’è vi consiglio di tenere gli occhi aperti, perché al momento sto scartabellando l’archivio della Barnard Zine Library e il materiale in cui mi sto imbattendo è assai pregevole (oltre che, in alcuni casi, squisitamente demenziale).
– siamo sempre alla ricerca di collaboratrici (e saltuari collaboratori). Inoltre, se c’è un post che vi ronza in testa e che vi piacerebbe scrivere per noi senza per questo entrare a far parte della redazione, scriveteci comunque. Noi apprezziamo. Ah, e anche se avete particolari richieste, ovvero se c’è un argomento che vi piacerebbe trattassimo. L’indirizzo è, come al solito, softrevzine [at] gmail.com.
– è entrata in redazione Marta Baroni, che ci delizierà con le sue illustrazioni.


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