Qualche settimana fa mi trovavo a Vicenza presso la dimora parentale e, dato che sono una persona masochista che non conosce vie di mezzo tra il mutismo e la logorrea, ero tutta intenta a dispiegare per i miei genitori alcune considerazioni sui cosiddetti “peli superflui”.
Sapevo che al termine del pranzo sarei stata più depressa di prima, ma ho continuato imperterrita a dipingere universi alternativi in cui il pelo sarebbe “normale” su qualsiasi corpo (e magari addirittura apprezzato), anche quello della vostra vicina di casa che si veste sempre di rosa. La mia non era un’argomentazione a favore del pelo come necessità o imperativo categorico, quanto un voler osservare che sarebbe proprio bello se le ragazze potessero scegliere di non depilarsi senza andare incontro ad occhiate sprezzanti, risatine sotto i baffi (ah!), insulti e cialtronaggini a proposito di una presunta assenza di pulizia o di cura del proprio corpo.
Mentre parlavo ho osservato che mia madre stava inquadrando la mia invettiva come l’ennesima traccia della mia incapacità di fare la persona normale. L’ho notato dal modo in cui si è alzata da tavola sbuffando. Mio padre, invece, ha detto qualcosa di riassumibile con la seguente frase: “questo è un mondo orribile, quindi non troverai mai un lavoro sfoggiando delle gambe pelose”.

Queste sono tutte grandi verità. É molto più difficile passare per persona pulita, ordinata, affidabile e in grado di svolgere lavori che richiedano contatto con il pubblico o anche solo con dei colleghi, se si sceglie di non depilarsi gambe, ascelle, eventuali baffi e sopracciglia “troppo folte”. Sul pelo inguinale, invece, dovremmo aprire un discorso a parte.
Ora, immagino che gli uomini in ascolto stiano pensando: “Io mica me li devo depilare i baffi. E neanche le gambe”. “Esattamente!”, è la mia risposta.
Con la diffusione della depilazione anche tra gli uomini, è ora diventato legittimo ch’essi scelgano tra la conservazione del pelo e la sua rimozione. Per le donne, invece, questa scelta non può essere fatta con la stessa leggerezza. Ogni pelo lasciato libero e svolazzante va soppesato; decidere di non farlo sparire richiede una certa dose di coraggio.

La donna pelosa viene fin troppo spesso sottoposta a battutine stronze volte a metterne in evidenza l’inadeguatezza estetica, umana e sociale. Quand’ero piccola passavo un sacco di tempo con una delle mie prozie, una donna quieta e timida che molta gente del suo paese trattava da persona “un po’ matta”. Da bimba quale ero, non mi sembrava che mia zia fosse matta. Non ci avevo neanche mai pensato. È stato durante gli ultimi anni della sua vita che ho cominciato a fare caso ad alcune cose che venivano dette sul suo conto. Una delle più frequenti era: “Ha le gambe pelose”.
Il fatto che mia zia non si sia depilata le gambe per almeno quindici anni (il periodo di tempo durante il quale siamo coesistite) e non abbia fatto una piega di fronte alle spiacevoli occhiatine della gente del paese, la qualificava quasi automaticamente come matta.
Detto in altri termini, la sua presunta incapacità di interiorizzare certe norme estetiche date per scontate (al punto da disciplinarsi da sola) faceva di lei una persona “fuori dalla società”. Una distruttrice di mondi, come diceva Erving Goffman a proposito dei bambini e, appunto, dei matti.

Ho riflettuto a lungo sulla questione del pelo sul corpo femminile. Negli ultimi mesi ho anche passato qualche tempo senza depilarmi, per vedere che effetto faceva su di me e sugli altri. Quando sono uscita in minigonna, magari anche ben truccata e in ordine, ma con le gambe pelose, ho notato che conoscenti e amici facevano finta di niente, sapendo del mio orientamento femminista, mentre ragazze e ragazzi sconosciuti mi lanciavano occhiate schifate, si tiravano gomitate e si giravano a fissarmi quando passavo loro accanto, sfrecciando sulla mia bici. Nessuno mi ha mai detto esplicitamente che facevo schifo, anche se è capitato che qualcuno dicesse in mia presenza che altre ragazze non depilate erano orripilanti e inguardabili.
Tutto ciò mi ha fatta vergognare, in alcuni casi, anche se sapevo di non averne motivo. Tale è il potere dell’occhiatina disprezzante.

Poi è capitato che nella mia testa prendesse forma un’idea a proposito del pelo femminile. Ho ripensato ai discorsi che facevano le mie compagne di classe in spogliatoio, a quelli delle cerettiste che ho conosciuto, ai miei fino a non molto tempo fa. Ho soppesato la portata di una forma d’ansia che è tipica di pressoché chiunque si identifichi con il genere femminile; un’ansia che diventa sempre più pressante con la venuta del caldo.
Tutti noi sappiamo che (quasi) ogni corpo è ricoperto da pelo. Ci rendiamo conto che l’uso strategico delle calze coprenti, nella maggior parte dei casi, è volto a nascondere la presenza di pelo indesiderato. Quando sappiamo che probabilmente finiremo a letto con qualcuno, tendiamo a prepararci con una “bella” ceretta. Lo stesso vale per i weekend al mare. Facciamo il possibile per presentare un’immagine di noi stesse che non abbia nulla a che fare con il pelo.
Attraverso una forma di autodisciplinamento così capillarmente diffusa, reiterata e, spesso, inconsapevole, contribuiamo a perpetrare l’illusione che le ragazze e le donne siano glabre. Questa potrà sembrare un’esagerazione, ma sono arrivata a formulare questa tesi solo dopo aver chiesto a diversi ragazzi che mi spiegassero qual era il loro (eventuale) problema con il pelo femminile. Più di qualcuno mi ha risposto che non aveva elementi per giudicare, perché non aveva mai visto una ragazza con le gambe pelose. Mai.

Tale dato mi sembra assai interessante, oltre che deprimente. Come siamo arrivati a questo punto? Come siamo riuscite/i a cancellare l’esistenza del pelo dai corpi femminili che occupano l’immaginario collettivo? Com’è possibile che nessuno noti l’incoerenza insita nelle pubblicità delle creme depilatorie che le modelle protagoniste degli spot applicano su gambe già perfettamente lisce? Tutto ciò non è un po’ strano?
La sociologa che è in me dice: “Ah! Interessantissimo”. La ragazza che sono, invece, dice: “Vorrei tanto poter scegliere cosa fare del mio corpo senza essere giudicata. Vorrei sentirmi pienamente in diritto di trovarmi bella anche se non mi depilo le ascelle da mesi*. Vorrei che questo muro d’invisibilità cadesse e che diventasse socialmente lecito trovare il pelo femminile desiderabile, bello e naturale, perché c’è già parecchia gente che la pensa così, ma difficilmente ve lo verrà a dire”.

*e al momento è così che mi sento, alla faccia di chiunque avesse da ridire.

 

Illustrazione di Marta Baroni.
Foto tratte da Hairy Legs Club.