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Quando noia faceva rima con gioia: siamo tutti in ...

Quando noia faceva rima con gioia: siamo tutti in debito con i cartoon giapponesi

La parola “noia” richiama alla mia mente una sola, inequivocabile immagine: quella di me bambina stravaccata sul lettone dei miei, in un pomeriggio estivo afoso, con le finestre aperte a far entrare un infinitesimale refolo d’aria (il condizionatore era un lontano miraggio), televisore immancabilmente accesso “sul sei”. Quando se non d’estate, capitava spesso e volentieri di trascorrere infiniti pomeriggi in solitaria, specialmente se all’oratorio estivo prediligevate la compagnia di amichetti immaginari, costrette in casa perché fa troppo caldo persino per giocare fuori? In quella fase ancora lontana dall’adolescenza, quando il contatto con il mondo dell’intrattenimento per “giovani adulti” – le riviste femminili per teens, MTV- non aveva corrotto la vostra anima e la vostra visione della realtà, tutto era reso possibile da una fervida immaginazione, incentivata da libri, fumetti, videogiochi ma soprattutto dai cartoni animati, che sono probabilmente l’esperienza più trasversale che accomuna i bambini senza differenze di sorta.
Ricordo con immensa tenerezza quei momenti di genuina esaltazione nell’attesa della tripletta di cartoon che davano un’agognata nota di colore a quei pomeriggi monotoni. Riconosco candidamente quanto siano stati importanti per la mia formazione sotto molti aspetti, trasmettendomi quei valori in cui un’intera generazione (quella che ha trascorso l’infanzia negli anni 90 davanti alla televisione) si riconosce e condivide. Lode al merito a codesti prodotti culturali, figli di una cultura vagamente degenerata come quella giapponese, che hanno formato e tuttora ispirano gli attuali ventenni. Tenete a freno l’entusiasmo, mettete da parte orgoglio e dignità e ripercorrete con noi i risvolti del vostro passato più idioti e al tempo stesso adorabili con questa carrellata del peggio del meglio dei cartoni che hanno gettato le basi del vostro immaginario personale. Ora sapete con chi prendervela.

È l’eroina che sta nei nostri cuori di bambine, la paladina a cui ci ispiriamo quotidianamente, a cui ci rivolgiamo come un nume tutelare quando ci troviamo di fronte a una scelta difficile e pensiamo “Lady Oscar cosa avrebbe fatto?” Non potete negare di aver sognato ad occhi aperti di poter duellare alla pari con i vostri coetanei maschi; magari siete arrivate a desiderare un amore simile al suo, tra i più sfigati delle serie cartoon, consumato in appena due puntate e terminato con la morte dei due protagonisti. Come non immedesimarsi in una giovane aristocratica che diventa capo della Guardia Reale dopo essere stata cresciuta come un maschio dal padre? Non temete, siete in ottima compagnia.

Se i panni inamidati delle uniformi militari non si accordano troppo al vostro temperamento sbarazzino, avete sicuramente sognato un altro tipo di uniforme, quella alla marinara di Sailor Moon e delle altre guerriere (o quantomeno avete invidiato la loro disinvoltura nel cambiarsi d’abito durante le trasformazioni). Sfiga q.b. per riconoscersi nelle protagoniste, anche qui l’amore è un impiccio marginale, mentre amicizia e solidarietà femminile diventano valori assoluti. E se non vi si filano le amiche, almeno dei gatti con cui parlare non mancano mai.

Non negatelo, sappiamo benissimo che quando vi stufavate delle vostre eroine, sempre impeccabili ma alle volte un po’ isteriche, vi rifugiavate nelle serie ideate per i maschi come Ninja Turtles, i Cavalieri dello Zodiaco o Dragon Ball, anche solo per sbirciare come andava dall’altra parte della barricata. Lo abbiamo fatto tutte, e ci piaceva un sacco.

Non c’è solo Sailor Moon a ricordarci che in ogni ragazza c’è un po’ di magia. Perciò ecco una caterva di serie sul genere di Terry & Maggie, Magica Emy, Incantevole Creamy, in cui il messaggio che traspare è che senza un aiuto soprannaturale che interviene sempre al momento giusto e ti trasforma in una gnocca d’assalto, la vita diventa un po’ più difficile.

Il momento delle vere confessioni arriva quando si parla di un cartone animato in particolare. Mi riferisco a quella serie che si potrebbe definire una “soap-opera animata”: Piccoli problemi di cuore. C’è stato un periodo in cui tutte lo abbiamo guardato, quando la curiosità ha superato l’iniziale repulsione, e abbiamo creduto davvero che Yuri potesse finalmente sposare Michi. Poi dopo almeno una trentina di puntate di ansia, pianti e amori non corrisposti, anche le più svenevoli romantiche hanno mollato il colpo. Morale: l’amore forse può resistere a tutto, ma non a distanze transoceaniche, rivali stronze e incesto.

L’ultima, desolante categoria di cartoon è quella delle vicende delle piccole martiri dalla famiglia sfasciata (quando c’è) e/o dalla vita sentimentale turbolenta. Heidi, Candy, Georgie, Anna e chi più ne ha: peggio ancora del sopracitato cartone in quanto a melensaggine e sfiga – ma qui non c’è niente di buono se non autocommiserazione a palate – se non fossero mai esistite forse ci avrebbero risparmiato un po’ di turbe emotive.


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  1. verdeanita

    31 agosto

    Sì, ma questi sono quelli mainstream! Dove sono quelli tipo “Un fiocco per sognare, un fiocco per cambiare” o “Un’incantesimo dischiuso tra i petali del tempo” e “Una porta socchiusa ai confini del sole”? Agosti interi, poi di alcuni avevo comprato anche i fumetti e sono ancora in qualche scatola in casa mia.
    Anche quello di Piccoli problemi di cuore. E state serene: nel fumetto si amano per sempre!

  2. Marta Conte

    31 agosto

    Madonna davvero che turba era Heidi… mi ricordo che mi sentivo malissimo sapendo che se mai mi fossi trovata in una situazione come la sua non sarei MAI riuscita ad affrontare il tutto con cotanta serenità e tolleranza. Ad oggi so che il mio comportamento è solo che normale, ma mi ricordo che mi procurò dei brutti pomeriggi ahahah. Anche Piccoli problemi di cuore, anche se l’amerò sempre (senza averlo mai visto con un minimo di continuità); anche se l’amore assoluto va a Lady Oscar e Rossana. In due parole: bel post.

  3. Paolo1984

    31 agosto

    io amavo Il mistero della pietra azzurra e Occhi di gatto

  4. Veronica Tosetti

    31 agosto

    Sarei andata avanti all’infinito a scrivere di cartoon ma sarebbe diventato un trattato, quindi ho volutamente optato per i più conosciuti e “categorizzabili”. Non biasimatemi se ho escluso quelli meno popolari 🙂 ah, e @Marta: grazie!

  5. Bonnie

    31 agosto

    e volete mettere Pollon? 😛

  6. Caterina Bonetti

    1 settembre

    Oddio quanti ricordi! Una giovinezza “sul 6”!

  7. Nicolò

    1 settembre

    “Tuo padre voleva un maschietto, MA AHIME’ SEI NATA TU!”

  8. Valeria

    1 settembre

    Uuuh, che bei ricordi, anche se in effetti io sono pià anni ’80 che anni ’90… ma degli anni ’90 ricordo con fervore “Curiosando fra i cortili del cuore” (ma quanta fantasia avevano i titolisti italiani??).
    Possibile che nessuno lo ricord/abbia visto? 😀
    E poi, Terry e Maggie e Sailor Moon e Lady Oscar forever *_*
    Ma anche la Principessa Zaffiro e Yattamen e… Cona <3

  9. Sabrina

    12 agosto

    mi sono scompisciata dalle risate però, Veronica, ti devo ammonire, hai dimenticato il più amato dalle bambine tra la fine degli anni ’90 e l’inizio del 2000, il cartone animato cult: “Rossana”!

  10. […] Nella mia testa di bambina, prima dei miti della classicità, prima ancora che definissi il mio pantheon personale, fatto di figure umane appartenenti al mondo della musica, della letteratura e della politica, c’era solo un mito a guidare le mie giornate: Sailor Moon. O meglio, c’erano le guerriere Sailor, unità indivisibile in cui ciascuna costituiva un pezzetto fondamentale di una grande epopea collettiva. A ragion veduta non ritengo di fare un azzardo se affermo che potrebbe essere considerato come un moderno ciclo mitologico, e non solo per il valore formativo che ha avuto per la generazione cui appartengo, quella che ha trascorso l’infanzia negli anni ’90. […]

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