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#occupybagnodeimaschi. Un’ode agli atti osce...

#occupybagnodeimaschi. Un’ode agli atti osceni in luogo pubblico

Se non hai sentito l’erba umida sulla schiena, testato la scomodità della sabbia, se non sei uscito da una sessione amorosa con ramoscelli tra i capelli o fango sui jeans, se non ti sei mai rifugiato nel bagno di scuola, in un sottoscala dell’università, nella cantina del condominio dei tuoi genitori, non hai avuto un orgasmo sul bus o sul treno che prendi tutti i giorni, se non puoi vantare una certa agilità all’interno dell’auto, se non hai mai provato nulla di tutto ciò, nemmeno con l’immaginazione, allora hai perso qualcosa: mani fredde, un cielo stellato dentro di te, il brivido di un’urgenza soddisfatta anche quando ci sono diecimila case sfitte e neanche un posto per scopar con te.

Sono la voce dei tuoi pensieri sconci, sono quella parte della tua coscienza che grida: «Voglio baciare i maschi (e anche le femmine)! Rock’n’roll!», quella che sgranocchia popcorn quando sei ubriaca, perché sa che ci sarà da divertirsi. Sono colei che spinge materiale strano nei tuoi sogni, facendoti vivere esperienze che forse nella realtà non vorresti provare. Ho bisogno di sentire un altro corpo, leccarlo, odorarlo, spingere le dita lungo picchi e profondità.

Non sono razionale, ma non sono troppo distruttiva. Puoi tentare di ignorarmi, posso non piacerti, chiederti troppo. Ma ci sono, sono una parte di te. Non sono il diavolo.

Sono un clitoride pulsante. Sono i tuoi capezzoli eretti. Sono labbra morbide, il fondo della gola, la punta della lingua. Ti accarezzo il collo e la schiena, scivolo lungo i tuoi fianchi, ti mordo le natiche e ti solletico i piedi. Sono un bacio ubriaco, una mano tra le cosce, un pompino ben fatto, un dito nel culo che accresce l’orgasmo.

Rivendico una sembianza femminile: non sono un putto con un minuscolo pene eretto, ho due magnifici seni e una vagina. Mi (ri)approprio di parole scurrili, perché scopare è più bello di fare all’amore o avere un rapporto sessuale. Scopare non nasconde l’istinto, l’estasi selvatica, e mette da parte le convenzioni sociali, almeno per un attimo.

Qui inauguro la rubrica dedicata alla sessualità di Soft Revolution.

Tifiamo rivolta, una morbida e gioiosa rivolta!

 

“Togliete le serrature dalle porte!

Togliete anche le porte dai cardini!”

Whitman, W. Song of Myself, pt. 24


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  1. Margherita Ferrari

    2 marzo

    quel pezzo di brondi mi lascia assai indifferente, ma il verso che hai citato è portatore di una qualche verità universale senza nome che spesso mi deprime. però tu l’hai usata per rivalutare le scopate scomode, quindi non posso far altro che lodarti.
    brava!

  2. elisa

    2 marzo

    Era anche ora.

  3. verdeanita

    3 marzo

    yeah!

  4. Caterina Bonetti

    4 marzo

    Stima. Gioia. Gaudio.

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