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“Non essere orribile!”, urlò Chiunque ...

“Non essere orribile!”, urlò Chiunque Tu Abbia Mai Incontrato.

Uno dei grandi insegnamenti che vengono tramandati di madre in figlia, di suora in bambina costretta a frequentare l’asilo, di cerettista in giovane cliente terrorizzata é non essere orribile.

Per anni sopportai le visioni volte a rendermi meno orribile della mia prima parrucchiera, che mi sparava i capelli in aria per darmi un aspetto da bambola di porcellana (ai suoi occhi una rappresentazione “non orribile” dell’addomesticato corpo femminile). Poi venne il mio secondo parrucchiere, che un giorno mi guardò schifato e disse: “Tagliamo tutti questi capelli! Così sembri la Madonna!”, fungendo da causa scatenante di un decennio intero di tagli corti. Ai suoi occhi, i miei lunghi e folti capelli castani erano orribili, così come orribili erano quelli della Madre di Gesù Cristo.
Come spero questi due esempi tratti dalla mia patetica vita illustrino in modo adeguato, da piccole (e da piccoli) siamo in balìa delle altrui definizioni di comportamento adeguato, pregio estetico e sentimenti opportuni. Crescendo si scopre che le cose cambiano un po’, ma neanche così tanto. Ci sarà sempre la parrucchiera che si rifiuterà di tagliarti i capelli perché i suoi standard estetici cozzano troppo con i tuoi, o lo sconosciuto impiccione che tenterà di delegittimare tutto ciò che credi di essere chiamandoti “Tesoro” o dicendoti di sorridere quando in realtà vorresti solo scomparire dalla faccia della terra.
L’importante è ricordare sempre – o per lo meno provarci – che non occorre essere necessariamente belle in modo standard, anche perché lo sappiamo fin troppo bene che quel modo standard è inarrivabile. Lo stesso vale per tutte le aspettative che parenti, amici, Ratzinger e tanti altri perfetti sconosciuti hanno su di noi, specialmente coloro i quali ci misurano i fianchi per valutare la capienza del nostro utero e ci definiscono isteriche quando ruttiamo o mostriamo di saper parcheggiare una macchina.
“Non essere orribile!”, ci viene detto di continuo dalle voci che abitano il vento e dagli scoiattoli mannari della brughiera. Talvolta è difficile non convincersene – ammettiamolo. Non siamo esseri umani petrosi, anche se tale condizione sarebbe quanto mai desiderabile. Le signorine per bene che ci dicono “Devi solo amarti di più per ciò che sei” sono quanto di più deleterio possa capitarti quando ti sembra proprio di essere una persona di merda, su vari livelli. Il messaggio implicito è che anche se il tuo prossimo è solito umiliarti, faccendoti passare per un mostro o per un freak, e tu non puoi fare a meno di crederci almeno un po’, la colpa è tua. Non di messaggi univoci e al contempo schizofrenici su ciò che dovremmo essere, vocalizzati da un Altro Generalizzato, che poi diventa, a seconda della situazione, la rivista che leggi al bagno, i tuoi genitori, il passante che ti guarda storto, l’amico che fa una battuta che ti lascia a soffrire in silenzio, o te stessa nel momento in cui decidi di saltare un pasto perché ti trovi poco attraente.

Alla luce di quanto detto, questo ottobre vogliamo offrire a tutte/i voi una celebrazione dei mostri e dei freaks che ci scaldano il cuore e che, attraverso i problematici canali massmediali, sono giunti a noi offrendoci modelli umani alternativi e, nei momenti più ardui, solidi appigli. Inoltre, come ogni mese su Soft Revolution, tenteremo una decostruzione critica (ma non per questo pallosa) dei processi di autodisciplinamento del corpo che funzionano nel momento in cui decidiamo di sopprimere la nostra salutare tendenza alla freakness per sentirci un pelino più coerenti con il famoso standard inarrivabile.

Enjoy!

Illustrazione di Mattia Simoniello


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  1. Costanza

    1 ottobre

    c’è… l’illustrazione… mi piace troppo!

  2. Paolo1984

    4 ottobre

    chi ci sprona a cambiare sbaglia, chi ci dice che dobbiamo volerci bene come siamo…sbaglia lo stesso? Forse sì dato che in certi momenti vogliamo solo essere lasciati in pace
    il punto è che dall’incontro-scontro con gli altri non si può prescindere, gli altri certo non dovrebbero umiliarci se non corrispondiamo ai loro standard.
    Detto questo, chi vuol essere freak sia freak, chi vuole esserlo di meno lo sia.
    E scusa se mi permetto di dare un consiglio non richiesto: se la parrucchiera non ti vuole tagliare i capelli come piace a te ricordale che sei tu che paghi e se insiste mandala a quel paese e vediamo quanto è contenta di perdere una cliente

  3. Paolo1984

    7 ottobre

    “il punto è che dall’incontro-scontro con gli altri non si può prescindere”

    e a volte anche gli “scontri” più duri possono rivelarsi proficui per noi, il punto di partenza per dare una svolta alla nostra vita

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