Ho sempre considerato gli anni ’90 come l’incarnazione del male assoluto. A livello estetico, intendo. Gli anni ’90 ci hanno regalato delle gran cose (vedi alla voce Smashing Pumpkins, il cartone animato della Bella e la bestia, Daria e il primo libro di David Sedaris), ma gli abiti targati anni ’90 sono per me, da sempre, l’epitome di qualcosa di brutto. Prendete una qualsiasi puntata di Friends targata anni ’90 e confrontatela con una qualsiasi puntata di Friends anni 2000. Non sembrano tutti più vecchi? Più stanchi? Più vestiti a caso? Quelle scarpe a punta non fanno istintivamente male ai piedi? Tutto quel lurex non fa tremendamente male agli occhi? Il taglio alla Rachel non fa tanto oh mio dio sono invecchiata tantissimo io ricordo la prima puntata di Friends?
Nel 1991 io avevo sei anni e mi vestivo (o meglio, mia madre mi vestiva) come ora vengono agghindati i manichini di H&M. Stampe fiorate? Presenti. Fouseaux con la staffa? Check. Giacca di jeans? Onnipresente. Salopette? Perché no? Salopette di jeans con stampa fiorata? Ho le prove. Quando nel 2009 è uscito questo articolo ho pensato ah, ah, non succederà mai. Non è possibile che vestiti così brutti tornino in auge, non è possibile che qualcuno voglia coscientemente emulare Brenda, Kelly e Donna Martin. E invece.

Vi prego ora di andare da H&M un giorno qualsiasi o prendere una boccata d’aria a Milano la notte. È successo, è successo eccome. Improvvisamente vestirsi come Steve Urkel di Otto sotto un tetto è diventato motivo d’orgoglio. Prima il banchetto di vestiti usati tutto a due euro in sul bancone era tutto un tripudio di camicie di jeans a due euro. (True story, ne ho comprata una. Costava due euro!) Ora le stesse camicie giacciono ordinatamente appese, lavate e stirate dove riposano i vestiti usati che costano troppo.

Improvvisamente i gloriosi anni ’80 sono stati accantonati ed è stato tutto un tripudio di stampe improbabili, jeans su jeans su jeans e colori fluo, scarpe a punta e cattivo gusto a colazione. Non che gli anni ’80 fossero meno trash o chiassosi o imbarazzanti. Ma gli anni ’90 sono gli anni ’80 più brutti. E senza capelli cotonati. E il revival degli abiti brutti anni ’90 ha portato il revival della musica brutta anni ’90 e ciò è il male assoluto (nonché un tasto assai doloroso che non sono in grado di toccare). The summer is magic, la la la la.
Le buffalo, il bomber, i calzini di spugna bianchi, i collarini di plastica finto tatuaggio tribale: pensateci su. Non stavate sognando, stavate solo camminando per strada nell’anno 2012 in preda al delirio da revival anni ’90.
Non so se sia colpa loro (e credo di no, ma un capro espiatorio, come ci insegna Pennac, è sempre utile) ma i Crystal Castles hanno un brano intitolato 1991. Molta gente, ai concerti dei Cystal Castles, si veste fingendo di vivere nel 1991 (nonostante è probabile che siano nati tre o quattro anni dopo). Per la grande legge del sillogismo, se gli anni novanta sono tornati di moda è anche colpa dei Crystal Castles. Eccetera eccetera.
Facciamo qualcosa, fermiamo questa epidemia. Prima della prossima reunion delle Spice Girls, prima che sia troppo tardi. Prima che ci sia la reunion di Dawson’s Creek diventi realtà. Aidontuannawaaait

(la seconda e la terza immagine sono tratte dal catalogo estate 2012 di Urban Outfitters)