Più passano gli anni e più mi rendo conto di aver accumulato qualche vaga nozione di queer theory e di essere in grado di parlare del movimento femminista con discreta cognizione di causa. A differenza di quanto potrebbe pensare il vostro cane imbalsamato che vi sta scrutando dal caminetto, devo davvero poche di queste conoscenze ai libri. Il più paleolitico dei vostri amici potrebbe ora chiedermi sarcasticamente: “E allora come fai a sapere quel poco che sostieni di sapere, spregevole ragazza?”. La risposta è delle più ovvie: internet.

Questo potrebbe dunque essere il post in cui tento di segnalarvi i miei blog e tumblr preferiti che si occupano di questi temi, ma dato che mi è stato chiesto in diverse occasioni di presentare i miei libri prediletti di teoria femminista e queer, ho pensato di farlo qui.
Esordisco rivelandovi che ho letto poco o nulla di teoria femminista italiana, anche perché finora mi sono imbattuta soprattutto in testi che, dal mio punto di vista, conservano un importante valore storico, ma che sono assai superati (nonostante ci sia ancora gente che li cita profusamente facendomi venire il latte alle ginocchia). Aggiungo poi che ho letto solo la prima parte de Il secondo sesso di Simone de Beauvoir, perché è un mattone e mi fa venire male alle mani e ai polsi ogni volta che provo a riprendere la lettura. Ciononostante dichiaro che i capitoli che ho affrontato mi sono piaciuti molto e che de Beauvoir è delle autrici che tanti anni fa mi fece capire che potevo fare grandi cose anche se non ero un ragazzo (perché, sì, ho passato una lunga fase in cui avrei ceduto volentieri il mio supposto ruolo di genere in cambio di un altro supposto ruolo di genere, per tutti i motivi più sbagliati della storia).
Vendendo al dunque, quelli che seguono sono tutti testi relativamente semplici e piacevoli da leggersi che parlano di femminismo (altrimenti non ve li consiglierei!).

Men and Feminism di Shira Tarrant
Questo libro fa parte di una pregevole collana di testi divulgativi edita dalla nota casa editrice femminista Seal Studies, all’interno della quale potete trovare volumetti molto semplici e di agile comprensione su diversi ambiti del mare magnum che chiamiamo femminismo. Come nel caso di Men and Feminism, questi libri sono spesso scritti da docenti universitarie, poiché fanno il punto della situazione su di diversi ambiti di studio e ricerca che potreste incontrare in un dipartimenti di Gender Studies (es. girls studies, queer theory, storia del movimento femminista, cultural studies). Men and Feminism, in particolare, presenta il ruolo che gli uomini hanno avuto nel movimento femminista fin dai suoi albori, e sottolinea l’importanza di averli come alleati nella diffusione di principii e pratiche realmente egualitarie. Una lettura consigliata un po’ a tutti, in particolar modo alle separatiste e agli uomini cretini che non passano una giornata senza fare battute sessiste.

Girls to the Front di Sara Marcus
Un tempo ero solita ascoltare le Bikini Kill e le Bratmobile capendo poco o nulla dei testi, ma lasciandomi comunque ispirare in abbondanza dal potere insito nella loro musica. Anni dopo ho scoperto che dietro all’espressione riot grrrl c’era molto più di un genere musicale, ma quello che, per un breve periodo di tempo, è stato a tutti gli effetti un movimento politico. Girls to the Front racconta la sua storia dalla nascita – a cavallo tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90 – fino al naturale esaurimento dell’effervescenza creativa e rivoluzionaria dei primi tempi. Nonostante il movimento abbia avuto le sue pecche, resta una straordinaria fonte di ispirazione per chiunque sia interessato di teoria femminista, girl e DIY culture. Se questi temi vi esaltano anche solo un pochino, il libro di Sara Marcus fa per voi. E’ scritto molto bene, suona assai onesto e – lo ammetto – mi ha fatta emozionare non poco.

Girl Zines di Alison Piepmeier
Sempre a proposito di riot grrrl, vi segnalo questo pregevole volumetto di una delle massime esperte di zines di questo mondo. Alison Piepmeier presenta la storia del medium in questione in chiave femminista, procedendo poi con l’analisi di una piccola selezione di fanze rappresentative. Si tratta di un libro utile sia per capire come funzionano le fanzine negli Stati Uniti e in Canada (ovvero in modo molto diverso da come funzionano qui in Europa), ma anche per farvi un’idea di quali siano stati i media utilizzati in passato dal movimento femminista e di come le fanzine si collochino in questo calderone. Consigliato sia alle/agli scienziate/i sociali in ascolto e che ai profani.

King Kong Girl di Virginie Despentes
Se siete alla ricerca di un libro che vi illumini sul modo in cui le donne sono state tradizionalmente rappresentate e tutt’ora sono rappresentate in letteratura, King Kong Girl fa per voi. Ma potrei dire lo stesso anche di chi voglia esplorare il rapporto tra bruttezza e corpi femminili (vs. corpi maschili), così come la vittimizzazione di chi è stata stuprata, o i temi più ampi della prostituzione e della pornografia. Si tratta di un volumetto agile e tagliente che vi resterà impresso e che spinge a fare a pezzi tantissimo dato per scontato con cui, da donne, da ragazze e da bambine, facciamo i conti ogni giorno. Splendido.

Ancora dalla parte delle bambine di Loredana Lipperini
Un piccolo classico che segue un altro classico (Dalla parte delle bambine di Elena Gianini Belotti). In Ancora dalla parte delle bambine Loredana Lipperini fa dialogare con abilità una gran varietà di fonti per ricostruire un’immagine di ciò che sui mass media viene offerto a chi è bambina oggi in Italia. Un aspetto assai apprezzabile di questo libro risiede nel fatto che l’autrice non si limita a fare un quadro della situazione senza considerare le esperienze dirette delle bambine e delle ragazze di cui parla, ma affronta anche le loro reazioni creative ad uno scenario tutto sommato triste che non dovremmo mai stancarci di analizzare, decostruire e criticare costruttivamente.

Gender Play di Barrie Thorne
Sempre a proposito di bambini e bambine, non posso fare a meno di consigliarvi questo classico della sociologia dell’infanzia. Tra i libri della presente lista è forse il più ostico, ma lo suggerisco comunque a chi di voi avesse interesse nelle scienze sociali e/o in un ottimo lavoro empirico dedicato alle culture dell’infanzia e ai modi in cui la socializzazione di genere e la creatività dei bambini si incontrano e vi trovano spazio.

Gender Outlaws di AA. VV., a cura di Kate Bornstein e S. Bear Bergman
Questo è il libro su cui ho cominciato a capire veramente qualcosa di queer theory, anche se non passa giorno senza che mi tormenti chiedendomi come parlare delle persone che non si identificano né come uomini né come donne, data la mancanza di neutri nella nostra lingua e il gran numero di espressioni che non saprei proprio come tradurre in italiano. Il bello di quest’antologia è che presenta un gran numero di scritti di persone trans o ex trans, riuscendo al contempo nell’impresa di far dialogare una gran varietà di voci spesso discordanti, ma che comunque sembrano avere le idee molto chiare su come stanno cambiando le cose all’interno del movimento femminista e sulla direzione in cui ci si sta muovendo. Leggendo questo libro ho attraversato diverse fasi. All’inizio mi sono sentita schifosamente ignorante. Poi ho cominciato a capire qualcosa senza riuscire a tradurre i miei sentimenti in italiano. Infine mi sono detta che si tratta di un volume che chiunque dovrebbe leggere, perché solleva tantissime questioni che sono ormai imprescindibili, soprattutto in un Paese come il nostro in cui la transfobia è raramente riconosciuta e sanzionata come si dovrebbe. Spero tanto che prima o poi qualcuno si decida a tradurlo con la giusta cura.

Bitchfest di AA. VV., a cura di Lisa Jervis e Andi Zeisler
Un’antologia di articoli tratti dai primi dieci anni di uscite di una delle mie riviste preferite, Bitch Magazine. Si tratta di una raccolta godibilissima che affronta più o meno tutto ciò che ha a che fare con il magico mondo della cultura pop in chiave femminista. Ne ho già scritto profusamente qui.