Crea sito
READING

Led Zeppelin III Appreciation Moment (ma anche no)

Led Zeppelin III Appreciation Moment (ma anche no)

Come ogni ex adolescente pseudo-alternativa che si rispetti, anch’io fui grande fan dei Led Zeppelin.
Ascoltare musica di vecchi e da vecchi era una delle mie grandi gioie. I miei compagni di classe delle medie mi deprecavano per questo e pensavano che io fossi una gran sfigata, ma a me non importava. Avevo i miei vecchi stempiati/morti a tenermi compagnia.
Acquistai i primi cinque album dei Led Zeppelin in ordine cronologico, avendo cura di accumularli con relativa lentezza, di modo da assimilarne il contenuto. Consumai i primi quattro nell’arco di circa un anno e mezzo; poi mi stufai.

Nonostante io conosca più o meno a memoria tale pregevole frammento della discografia dei nostri amici capelluti (per motivi legati ad una forma di ascolto fanatico, ossessivo e maniacale che tutt’ora mi è cara), da qualche anno a questa parte non so più se considerarmi una fan dei Led Zeppelin o meno.
A volte ci penso, mi pianto le dita sulle tempie per riflettere meglio, e fallisco.
Per un lungo periodo di tempo la mia vita è stata popolata da persone ossessionate dagli Zeppelin, che potrei riassumere come segue:

  • amiche sedicenni che piangevano ai concerti di Robert Plant presso l’antiestetica provincia di Padova;
  • giovani metallari amanti del virtuosismo chitarristico che implicitamente mi comunicavano che non avrei mai imparato a suonare come si deve, perché il punto era riprodurre alla perfezione quanto elaborato da Jimmy Page;
  • il mio esercito di zii musicofili;
  • i miei compagni stronzi del catechismo, dei quali non dimenticherò mai lo smodato stupore, il giorno in cui mi sentirono mugugnare Good Times Bad Times;
  • gli amici di penna, il cui fanatismo zeppeliano si fece poco per volta insostenibile;
  • la mia intera compagnia di scout metallari.

Dopo aver ascoltato per centinaia di volte gli stessi discorsi adoranti, credo aver raggiunto uno stato di profonda alieneazione e di aver perso la pazienza. Il meccanismo è stato simile a quello della messa domenicale. Quando cominciai a sospettare che Dio avesse di meglio da fare che fulminarmi se succhiavo una caramella durante la predica, anche la ripetitività del rituale cominciò ad irritarmi.
Mi scoprii intenta a provare odio cieco nei confronti dei metallari poco più giovani di me che pretendevano di occupare le mie serate mostrando quanto erano bravi a suonare Stairway to Heaven. Divenni sprezzante e polemica: ogni volta che avevo la sfortuna di trovarmi di fronte una cover band che proponeva pezzi dei Led Zeppelin, i miei commenti acidi non tardavano ad emergere. Ero piena d’odio, ma non lo confessai mai come si deve. I miei amici non lo avrebbero mai accettato.
A posteriori immagino che la mia ira fosse legata al fatto che i ledzeppeliani di mia conoscenza avevano tutti, poco per volta, mostrato disprezzo o disinteresse nei confronti della nuova musica che avevo cominciato ad ascoltare, Smiths e Joy Division in primis.
Al contempo, la voluta enormità dei dischi del Led Zeppelin mi parve sempre meno coerente con la mia esistenza da persona sfigata. Come scrive Marc Woodworth nel suo libro dedicato a Bee Thousand, il capolavoro lo-fi dei Guided By Voices, dischi come quelli dei Led Zeppelin erano concepiti per trascinare l’ascoltatore in una fantasia. Una fantasia lontana dal grigiore della vita quotidiana; il più lontana possibile. Ad un certo punto io smisi di cercare rifugio in universi paralleli simili a quelli disegnati da Roger Dean. Speravo nell’esistenza di album che parlassero della mia vita e della solitudine che provavo quando mi recavo a scuola la mattina e quando mi guardavo attorno alla ricerca di qualcuno simile a me. Led Zeppelin IV smise di essere uno dei miei dischi preferiti e diventò l’emblema di tutto ciò che mi faceva sentire diversa anche da chi perseguiva quel tipo di fantasie.

A distanza di anni provo ancora profonda irritazione quando qualcuno mi dice che Stairway to Heaven è la più bella canzone che sia mai stata scritta o che i Led Zeppelin sono stati la band più rilevante che si sia mai vista sulla faccia della terra. So che è una questione di gusti e che non dovrei giudicare, ma un decennio di coesistenza forzata con gente che incensava gli assoli di John Bonham deprecando al contempo le chitarre “troppo anni ’80” di Johnny Marr mi ha portata ad edificare muri attorno ai miei altarini e a ripudiare chiunque osasse demolirli.

Dei quattro dischi dei Led Zeppelin che ho amato fino a stracciarmi le vesti e dei quali ho parlato per molto tempo con trasporto (prima che l’altrui fanatismo mi facesse passare la voglia di proseguire il discorso) l’unico che ogni tanto riascolto volentieri è Led Zeppelin III.
“Perché?”, vi chiederete voi. Forse perché è il più acustico, oppure perché mi pare il meno megalomane della loro discografia. O magari perché, se escludiamo parte del “lato a” del disco, è raro incontrare fan degli Zeppelin che ne parlino ossessivamente (a meno che non siano veramente fanatici e malvagi).
Quindi non sarò certo io farlo.
Per oggi limitiamoci ad ascoltare e facciamo i bravi, come Russell Hammond.


RELATED POST

  1. Lez

    29 Febbraio

    ammetto di non aver mai ascoltato con attenzione questo album perchè la mia ex ne tesseva troppo le lodi (e io non la sopportavo più). quando si dice psicologia inversa…

  2. Margherita

    29 Febbraio

    decisamente sì. io ero circondata da gente che amava led zeppelin I, II e IV, quindi era inevitabile che finissi per ancorarmi a III.

  3. usadifranci

    9 Marzo

    una mia amica mi ha definito “music whore”. sempre ascoltato tutto. per brevi periodi. tornando sempre indietro.

    in adolescenza ho mischiato. senza soluzione di continuità. nirva. led zeppelin. pink floyd. de gregori. rhcp.

  4. carlo93

    16 Giugno

    solo io non trovo gente a cui piacciono i led zeppelin ?

  5. Margherita Ferrari

    17 Giugno

    immagino che ciò sia possibile, anche se, a meno che tu non viva in luogo davvero isolato, un po’ strano. magari cercando tra gente un po’ più vecchia di te…

  6. Francesco

    30 Giugno

    A me i Led Zeppelin NON piacciono! Non sono proprio il mio genere di musica! Il mio complesso preferito è il PIU’ GRANDE complesso italiano di sempre, ossia i FANTASTICI e MITICI POOH!!!!!!!!!

  7. Alessio

    19 Ottobre

    Francè…datte foco!

  8. Francesco

    20 Gennaio

    Alessio sei un GRANDE MALEDUCATO! Ognuno ha i suoi gusti, e tu non puoi dirmi di darmi fuoco solo perché ho espresso un mio gusto musicale! A me piacciono i Pooh e non piacciono i Led Zeppelin, questo è! Se a te non va bene, ognuno ha i suoi gusti, ma tu devi rispettare i miei, e non puoi dirmi di darmi fuoco!

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

By using this form you agree with the storage and handling of your data by this website.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.