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La bella si è svegliata – Il mutamento nel s...

La bella si è svegliata – Il mutamento nel sistema dei personaggi disneyani

1991: nelle sale di tutto il mondo esce uno dei 30 capolavori, ad oggi riconosciuti tali, firmato Walt Disney La Bella e la Bestia. Celebrato fin da subito come un classico contemporaneo, il film narra la vicenda dell’omonimo racconto di Jeanne-Marie Leprince de Beaumont: il principe scontroso, tramutato in bestia da una fattucchiera per non averla accolta a palazzo, ritroverà, dopo mille peripezie, l’aspetto umano grazie al bacio della giovane Belle. Film campione d’incassi, La Bella e la Bestia rappresenta anche un punto di svolta nel complicato assetto dei personaggi di casa Disney. Andiamo con ordine e ripercorriamo il quadro cronologico di casa Disney per quanto riguarda i lungometraggi classici d’animazione a protagonista femminile.

1937: Biancaneve e i sette nani

1950: Cenerentola

1951: Alice nel paese delle meraviglie

1959: La bella addormentata nel bosco

1989: La Sirenetta

In tutti questi cartoons l’eroina del racconto impersona l’ideale di ragazza bella, fragile e bisognosa di protezione. Biancaneve viene salvata dal sonno/morte causatole dalla mela avvelenata grazie al bacio del principe azzurro, Cenerentola si salva dalle angherie della matrigna e delle sorellastre grazie al matrimonio con il giovane principe, la bella Aurora, addormentata dalla puntura di un fuso, giace nella torre più alta in attesa del “vero amore” in grado di risvegliarla. La Sirenetta riuscirà a riacquistare la voce e unirsi in matrimonio con Eric “il terrestre” solo nel momento in cui il ragazzo uccide la crudele Ursula, strega dei mari. Alice in fondo è una bambina sciocca e petulante, senza un reale spessore di personaggio, che vive della bellezza delle tante figure grottesche ed allucinate che popolano il suo mondo psichedelico. Una bambina, non una ragazza o una donna.

Nel 1991 esce La Bella e la Bestia, poi la svolta. Belle, giovane dal carattere solare e dalla vivace curiosità, vive a fianco del padre, inventore strampalato, e rifiuta la spietata corte di Gaston, il maschio alfa del villaggio, quello per cui tutte le fanciulle sospirano. Belle non teme di addentrarsi nella foresta scura alla ricerca del padre scomparso, non teme di varcare la soglia del tetro castello, non teme la Bestia (che ha fatto prigioniero il genitore) e anzi si offre come ostaggio volontario per la libertà paterna. Sa andare al di là dell’apparenza e non aspetta il principe azzurro, ma guarda negli occhi la Bestia e poco a poco incomincia ad intravedere “l’umanità” nascosta sotto l’orribile aspetto, la gentilezza celata dai modi brutali. Belle è certamente una crocerossina, la donna che “cambia in bene” il male che si trova di fronte, che fa sbocciare il principe in potenza, ma lo fa con una decisione ed un rigore a tratti da generale. Piange di rado e il dono che più la fa sentire vicina alla Bestia è quello dell’enorme biblioteca di palazzo. Belle legge: non prepara soltanto torte di mele o cuce abiti o rassetta la casa. Il suo mondo si intreccia con quello di Alice, ma non conduce in un sogno surreale, porta all’apertura della mente e alla vicinanza con il “diverso”.

È Belle, infine, a salvare il padre dal manicomio, a tornare a palazzo (pur avendo riottenuto la libertà) per avvisare la Bestia dell’arrivo di un Gaston pazzo e forcaiolo, a spezzare l’incantesimo della Bestia rivelandole il suo amore e liberando così dall’incantesimo anche tutti i piccoli abitanti del castello. Belle è l’eroina attiva, la donna indipendente che sceglie, che decide, che non si ferma al principe di bell’aspetto, che non trema ad ogni soffio di vento. Non si sveglia dal sonno per il bacio dell’amato, ma risveglia in prima persona un intero palazzo.

È la svolta sul grande schermo dei più piccoli: Belle ha rotto l’incantesimo iconografico e grazie a lei potranno venire protagoniste come Pocahontas e soprattutto Mulan, la giovane guerriera che salva addirittura l’impero di Cina. Non ci sono eroi a salvarle, ci sono compagni al loro fianco e se l’amore trionfa (alla fine l’amore trionfa sempre e così dev’essere per un positivo scorcio di umana bontà fondamentale nell’infanzia) lo fa soltanto dopo che la protagonista ha incontrato il suo destino. Una curiosità: nel ballo finale del film Belle e Adam si muovono secondo gli schemi della danza finale di Aurora e Filippo ne La bella addormetata nel bosco. Ma di acqua sotto i ponti ne è passata e, viene il dubbio, che questa volta sia Belle a condurre.


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  1. elisa

    20 giugno

    Forse sono passi avanti, forse sono le premesse per avallare la violenza domestica. http://www.youtube.com/watch?v=Uuk-h2ZYNJU

  2. Simone B.

    20 giugno

    Ma non è una metafora sulla perdita della verginità?

    La bestia che prima è feroce, ma poi piacevole?

  3. marty

    21 giugno

    ma che bel post! in effetti è vero, ma non ci avevo mai riflettuto a fondo. A me piace molto Alice eprchè è un po’ fusa, e rompe parecchio le balle alla gente, e mi sento un po’ più normale quando sono anche io così! 🙂 Chissà come saranno i cartoni d’animazione nel 2020.. quale sarà lo schema da seguire? Principi metrosexual che vengono salvati a colpi di kiko dalle fanciulle indipendenti e all’avanguardia?

  4. Marta Conte

    22 giugno

    Simone,

    grazie per aprirmi nuovi mondi.

  5. Paolo1984

    22 giugno

    devo confessare che amo i cartoon disney, sia quelli più vecchi sia quelli del Rinascimento disneyano degli anni ’90, per non parlare poi della Pixar

  6. Sonomi

    26 giugno

    L’amore per la lettura di Belle non fa tantissimo Madame Bovary, lettura d’evasione che la fa vivere in una dimensione altra e stralunata?

    Premetto che sono una rompiballe e in genere nessuna protagonista femminile dei cartoni della mia infanzia placa l’erinni femminista che è in me :’P il che per fortuna non mi impedisce di godermi le perle Disney di primi anni ’90.
    Concordo però che Belle è una figura di transizione, che pur essendo crocerossina e donna angelo, almeno dà inizio a un mutamento.

  7. MaliaErrante

    15 luglio

    Per me la vera rivoluzione della figura femminile nei cartoni animati è avvenuta con Shrek.

  8. […] i bastoni fra le ruote con una cattiveria veramente esemplare. Ma cosa fa Matilde? Matilde, come Belle, legge. E legge tanto, e legge fin da subito, legge per amore della lettura e per impiegare il suo […]

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