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Io non c’ero, e se c’ero coloravo nei ...

Io non c’ero, e se c’ero coloravo nei contorni: cose che avrei potuto fare nel 1991

Nel 1991 ero un’affabile quattrenne e, in quanto tale, le mie occupazioni principali erano le seguenti: andare all’asilo, fare gli scivoloni nel salone dell’asilo, cercare di persuadere mia madre a lasciarmi giocare con il Didò e i colori a dita*, disegnare sforzandomi di colorare dentro i contorni (un’ambizione che derivai da una delle mie maestre d’asilo, secondo la quale “rispettare meticolosamente i contorni” era un criterio fondamentale per poter dire di un disegno che era bello e, più in generale, di un bambiMaria Montessori, nota educatrice nonché faccia delle mille lireno che era bravo. Pensandoci adesso, credo che nel 1991 Maria Montessori si sia rivoltata nella tomba più volte, grazie a quest’intuizione pedagogica), e via dicendo.
Non ricordo molto, tranne vaghi echi di telegiornali, di menzioni all’Iraq o ad Occhetto; parole, allora, senza significato.
Se solo fossi stata al corrente di quel che succedeva al di fuori delle mura dell’aula Rossa- ah, quei piccoli armadietti rossi! Quei tavolini rossi dagli angoli arrotondati! Ma soprattutto, se fossi stata in grado di comprendere ed apprezzare quel che succedeva, cosa avrei fatto?

Qui di seguito, una piccola lista di cose che farei se potessi viaggiare nel tempo e ritrovarmi, teenager o twenty-something, dritta nel 1991:

  • Assisterei alla proiezione di La Doppia Vita di Veronica, possibilmente in una piccola sala di provincia, di quelle con i biglietti rosa o giallini, in un pomeriggio d’inverno, con pochi o nessun altro spettatore. Questo per potermi macchiare le iridi di giallo e lasciarmi avvolgere dalla sua musica struggente direttamente nel 1991, senza dover aspettare il 2009 (anno in cui l’ho effettivamente visto).
  • Restando in tema, andrei a vedere Thelma&Louise, questa volta senza specificare dove, come e con chi. Lo farei perché non ho mai avuto il piacere di vederle sul grande schermo e perché credo la scena finale meriti di essere proiettata in tutta la sua grandezza e non confinata agli esigui pollici di teleschermi e laptop.
  • Andrei a comprare Nevermind, molto probabilmente su cassetta. Passerei i pomeriggi a studiare l’ordine delle canzoni, il lato A e B, a premere Play e poi Stop e Rewind, a decifrare testi ad occhi chiusi, a pensare a quanta rabbia in comune, quanta energia, a cercare parole e trovarle nella musica e, di tanto in tanto, a riavvolgere il nastro intorno al mignolo e poi ricominciare.
  • Protesterei (pacificamente, ma protesterei) perché Aung San Suu Kyi, vincitrice del premio Nobel per la pace, ma prigioniera nel suo paese, venisse liberata. E non vorrei sentirmi dire che dovranno passare vent’anni perché di fatto accada.
  • Vestirei di nero, cavalcando la moda dei jeans di questo colore ed estendendola al resto dei vestiti. Approfitterei dell’uscita di La Famiglia Addams per cercare un vestito come quello di Mercoledì.
  • In puro stile “viaggiatrice del tempo” andrei a trovare la me stessa quattrenne, a testimoniare che anch’io ho urlato sugli autobus, posto domande snervanti e fatto sbuffare più di qualcuno, e che ho guardato agli adulti, i “grandi”, con un misto di ammirazione e disprezzo, e quindi sarebbe il caso di avere un po’ più di pazienza. Non so quanto le interesserei, ma credo le piacerebbero i miei anelli e le spillette.

(*) Vorrei approfittare di questo spazio per lanciare un appello ai produttori di tempere Giotto: se non l’avete già fatto, cambiate la deprimente tonalità di verde dei colori a dita, paragonabile soltanto a dei mushy peas scaduti. Con gratitudine, una vostra fan.


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  1. dede

    6 settembre

    io andrei a vedere direttamente i Nirvana..hanno suonato a Muggia nel 1991!

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