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In difesa di Kristen Stewart

“I think people are used to seeing actors be wide open and desperately giving of themselves, and while I do that on a movie set as much as I can, it’s so unnatural for me to do it on television, in interviews, in anything like that. I also don’t find that my process as an actor is really anyone else’s business.”

Quando, tempo fa, un’amica mi chiese come procedeva il mio lavoro per Soft Revolution e se avevo già degli articoli in mente, le risposi: “Che Dio me la mandi buona, dovrei scrivere un pezzo su Kristen Stewart“. La reazione che ottenni fu una semplice smorfia e da allora, ogni volta che ne ho parlato, le risposte  non sono variate molto: smorfie seguite da battutine acide sulle dubbie doti della Stewart come attrice e sulla sua mimica facciale incapace poco che non sia, ironicamente, inespressività.
Credo quindi di dover specificare sin da subito di cosa questo articolo non tratterà: le doti drammatiche dell’attrice (a riguardo è già stata stesa un’intera letteratura). Mi sembra invece più interessante dedicarmi a come Kristen viene percepita come personaggio pubblico. Anche in questo campo le opinioni e i commenti variano all’infinito, e grazie ai siti dedicati e i blog, oltre che alle varie interviste (cartacee o promozionali di film o della Stewart stessa) reperibili qua e là.
Partiamo con alcune informazioni base: figlia d’arte, Kristen Stewart inizia a recitare sin da giovanissima. Il primo film nel quale appare è Panic Room, del 2002, diretto da David Fincher. Continua poi a recitare in diverse produzioni low-budget in ruoli da protagonista e non. Nel 2008 esce il primo film della più amata/odiata saga che la letteratura e il cinema ricordino, Twilight, e da lì cambia tutto. Il film viene accolto tanto male dalla critica quanto con toni entusiasti dai fan del romanzo, catapultando la giovane, allora appena diciottenne, ai vertici dello star system.

“It is very strange to me and I become very nervous when I have to talk about my movies, and I hate it when people think that its because I don’t care. If they hate me because of that, I would love to prove them wrong. And if they hate me for other reasons, I don’t care because I am happy doing what I do.”

Da allora su di lei si sprecano giudizi, commenti o insinuazioni volte a suggerire quanto la Stewart sia inadatta ad occupare la posizione che occupa, dato che non corrisponde ai più banali canoni di “fidanzatina d’America” (sorridi sempre, sii disponibile, stai al gioco), o non mostra alcun interesse nel presentare un’immagine di sé sempre perfettamente curata, prediligendo alle minigonne e ai toppini, magliette, jeans e scarpe da ginnastica.
Si è fatto un gran parlare della poca disponibilità della ragazza nel rilasciare commenti e informazioni sulla sua vita privata e sul suo nervosismo/timidezza nel prendere parte agli eventi pubblici.
Se c’è una cosa che mi dà davvero fastidio, sono le critiche come “Perché non si trucca? Perché è sempre così sciatta? Perché non sorride mai? Ma insomma, con [Robert] Pattinson ci va a letto o no?” pronunciate dalle mie coetanee. E la conclusione “Dev’essere lesbica”. Se la presunta omosessualità di Kstew si basi sul fatto che non faccia commenti sulla sua relazione con Robert Pattinson o sul suo gusto nell’abbigliarsi, non è ci dato sapere. Il fatto è che queste osservazioni sono talmente ridicole e lanciate a casaccio che l’atto stesso di commentarle mi fa venire il latte alle ginocchia.
Kristen Stewart è stata catapultata (quasi) da un giorno all’altro dal cinema di nicchia alle copertine di tutti i tabloids d’America, e di riflesso del mondo, e all’improvviso tutti volevano sapere chi era, che faceva, con chi, come quando e perché. Quando ci si è iniziati a rendere conto che la ragazza non aveva affatto intenzione di cambiare il suo stile di vita per adattarlo agli (obiettivamente impossibili e tristi) standard hollywoodiani, le reazioni più comuni sono state quelle che noi tutti conosciamo: critiche, prese in giro, generale snobbismo o addirittura odio (senza che nessuno sentisse la necessità di approfondire le motivazioni di tanto astio).
Quando, tempo fa, sono rimasta a guardare la smorfia della mia amica, ho deciso che quest’articolo non avrebbe assunto toni propagandistici. Ho deciso che non avrei provato a convincere nessuno di niente, ma semplicemente fornire la mia opinione sul personaggio Kristen Stewart. Personalmente, lo dico senza alcun imbarazzo, trovo ammirevole che in una società che ci bombarda costantemente con precise istruzioni su come sia importante conformarsi ed essere convenzionalmente carine per esere accettate e ben volute, servendosi della young Hollywood come esempio culminante di questa filosofia di vita (basti pensare che, per definizione, le star avranno sempre quel qualcosa in più, rispetto a te) si stagli all’orizzonte una ragazza minuta, che si presenta struccata e con vestiti semplici alle conferenze stampa e che si prende il suo tempo per pensare ad una risposta che sia il più possibile sincera alle domande più banali. In poche parole, una ragazza che sente di dover rispondere ed essere all’altezza non di un’idea stereotipata di come si dovrebbe essere, bensì a qualcosa di molto più personale e sano: la propria dignità.

Infine, vorrei solo ricordate a tutte coloro che non sopportano la povera Kristen, per motivi tanto discutibili quanto le sue discusse capacità drammatiche, che le donne hanno impiegato parecchio tempo per guadagnarsi il diritto di non dover incarnare un ideale maschile di che cosa significhi essere donna, o di che cosa ci si aspetti da una donna.  Se vogliamo che le cose cambino, se vogliamo che gli stereotipi su “cosa renda una donna tale” cambino, dobbiamo essere noi per prime ad accettare che non esistono donne in bianco e nero, ma che esistiamo tutte in infinite sfumature di grigio. Non vi ho convinte? Allora provate voi a convincere me del fatto che non proviate una sensazione di sollievo nel constatare che, per quanto ieri vi siate divertite a truccarvi e mettervi i tacchi, oggi potete semplicemente godervi la comodità dell’indossare un paio di jeans ed uscire struccate. E se non avete mai provato questa sensazione (ma ci credo poco) sappiate che vi state perdendo qualcosa.


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  1. Simone B

    5 luglio

    Tutto vero, ma resta una cagna maledetta e come più bella del reame è decisamente poco credibile.

  2. Bonnie

    5 luglio

    Non ho visto niente della Stewart a parte Panic Room e Twilight, quindi magari “cagna maledetta” è un riferimento a un film che non ho visto (l’allusione a Snow White and the Huntsman la capisco). Se invece è gratuito, bravo mon grand, veramente fine come commento!

  3. Margherita Ferrari

    5 luglio

    Il riferimento di Simone a Boris http://www.youtube.com/watch?v=MJ8VpnprHaY
    In ogni caso io trovo che, stando alla definizione del Ferretti, Kristen non sia assolutamente una cagna maledetta. Certo, non è la più grande attrice che abbia mai solcato il suolo terrestre, ma non è neanche vergognosa. Ad esempio io l’avevo apprezzata in Adventureland e anche la sua interpretazione di Joan Jett in the Runaways non era male, nonostante il film fosse inguardabile.

  4. Marta Conte

    6 luglio

    Concordo con Margherita: non trovo che sia l’attrice migliore della sua generazione (è stato detto anche questo) ma ho visto di peggio. Oltre ai film citati sopra, vi consiglio anche Speak e Welcome to the Rileys, che offrono una Stew al suo meglio, a mio modesto parere.

  5. Domiziano Galia

    6 luglio

    Il tutto potrebbe anche avere un senso se la Stewart dovesse la sua fama ad una filmografia autoriale e dignitosa e non ad una saga che mercifica una rappresentazione dell’amore a cui possono credere solo delle adolescenti molto ingenue, per usare un termine gentile. E non è assolutamente una critica al romanticismo, tutt’altro. E’ la critica di un romantico ad un falso romanticismo. Ricordo l’appunto di un’adolescente non ingenua che faceva notare come non venga mai spiegato quale dovrebbe essere il profondo fondamento del loro “amore”. Circa poi lo spessore del personaggio femminile ci sarebbe di che da dire. Ma immagino ricadrebbe nell’ambito di “ciò che un uomo si aspetta da una donna”.
    E’ vero: ogni uomo si “aspetta” qualcosa da una donna. Per il semplice fatto che per piacergli deve rispondere a certi requisiti. Tanto quanto possa “aspettarsi” qualcosa da un altro uomo. Tanto quanto specularmente ogni donna si “aspetta” qualcosa da un uomo o da un’altra donna.
    Ma la cosa poi davvero ipocrita è che proprio le più convinte sostenitrici del (sacrosanto) diritto femminile di non incarnare un ideale maschile siano spesso le più focose critiche nei confronti di ciò che i maschi sono e ciò che dovrebbero essere. Le più focose: perché lo sono abbastanza tutte le donne in generale. Basti pensare al fatto che esistano concetti quali “vero uomo”/”uomo di una volta”/”avere le palle”, usati per differenza denigratoria nei confronti del genere maschile universalmente considerato, ma non esistano i corrispettivi femminili. Tacendo peraltro assolutamente sul perché mai un uomo del genere dovrebbe poi scegliere proprio loro. Tacendo perché il sottotesto è abbastanza precisamente rappresentato dal qui sotto riportato motto “My pussy, my choice”: la sintetizzazione del proprio potere in termini meramente sessuali. Cosa che ha il pregio di allontanare gli indesiderati, ma ha l’inconsapevole effetto collaterale di tenere lontani anche i desiderabili.
    E’ anche vero che non vi è neanche alcun dovere per cui una donna debba desiderare gli uomini: potrebbe essere lesbica. Situazione che mi incuriosisce assai in merito a come venga risolto la reciproca autodeterminazione “My pussy, my choice”.

  6. anonimo

    7 luglio

    io sono pienamente d’accordo con la ragazza che scrive l’articolo, sono del parere che il modo della Stewart VA CAPITO..io la stimo moltissimo proprio x il suo modo di fare xk a differenza di molte altre adolescenti affronta la sua fama COI PIEDI X TERRA!! resta la persona che è sempre stata a dffernza delle sue coetanee che si montano credendosi kissà chi!! UNICA KRIS

  7. Paolo1984

    8 luglio

    Io la Stewart la ricordo in Panic Room e mi sembrava molto brava, devo dire anche che a me di un attore/attrice interessano i film e non la vita privata e se si trucca o no o se è o no la “fidanzatina d’America” ecc..
    Nè credo che il grado di emancipazione di una donna si misuri dal fatto se le piace truccarsi o meo, se per uscire si veste in un certo modo o in un altro. ognuno ha il suo look e quello di Kirsten Stewart è valido quanto quello di qualunque altro/a giovane attore/attrice

  8. Marta Conte

    9 luglio

    Domiziano,

    Quello che dici su Twilight è vero, ma che c’entra adesso?

    Credo che sia cosa giusta e buona che un uomo si aspetti qualcosa di specifico da una donna e viceversa, ma allora potremmo dire che tutti si aspettano (o dovrebbero aspettarsi) qualcosa da chiunque altro. Qualcosa come il rispetto, tanto per dirne una. Poi, che tu cerchi qualcosa di specifico in un/a partner è più che naturale e non mi sognerei mai di criticarlo perché io per prima e come tutti, come dici tu, mi aspetto qualcosa dalle persone di cui mi circondo, amici o amanti che siano. Mi aspetto lealtà, fiducia comprensione e chi più ne ha più ne metta; mi creano problemi, però, le persone che si aspettano che “di mercoledì mi vesta di rosa” (la citazione è colta ok).
    Credo quindi di essere fondamentalmente d’accordo con quanto dice Paolo1984.

    Infine, grazie a tutti coloro che si sono presi il disturbo di leggere e commentare: mi fa piacere pensare che qualcosa che abbia scritto possa generare conversazioni stimolanti 🙂

  9. Dalloshh

    10 luglio

    Bell’articolo e concordo pienamente.
    Non capisco, poi, come si fa a parlare male di una attrice sulla base di un film/serie di film; esempio palese è Emma Stone che ha grandi doti drammatiche, interpretative, mimica facciale varia, però non piace molto perché è “strana” e la maggior parte dei suoi film sono mal visti poiché poco interessanti.
    E’ la stessa cosa per Kristen, la colpa non è tanto la sua ma del film che è andata ad interpretare; il libro in sé ha personaggi banali e storia banale, gli sceneggiatori del film o comunque chi si occupa della trasposizione ha fatto un lavoro da cane quindi se proprio vogliamo spalare m***a su qualcuno abbiamo i creatori del film da attaccare, visto che vengono dimenticati sia quando fanno un buon lavoro sia quando ne fanno uno pessimo.

  10. Simone B.

    11 luglio

    Quindi nella definizione di buon attore non rientra sapersi scegliere i ruoli?

    Non la critico come persona, ma come attrice e come tale non passerà certo alla storia come una grande interprete.

    Poi magari maturando impara a leggere i copioni prima.

  11. Samantha

    23 luglio

    Bell’articolo, sono d’accordo!
    È una ragazza che ha iniziato la sua carriera in un modo e ha continuato in quella direzione, senza dover “adeguare” se stessa ai dettami di Hollywood. Finalmente qualcuno che non si fa influenzare (troppo).

    Simone, ma l’articolo parla chiaro all’inizio: non si sta discutendo delle doti drammatiche della Stewart, ma del suo personaggio pubblico. Quindi perchè fare commenti sulla sua recitazione?

  12. Giada

    23 giugno

    È che la gente si basa sulla sua recitazione in twilight… devo dire la verità, neanche a me aveva colpito molto, ma poi ho visto altri suoi film e mi sono “innamorata” di lei… e non dite che non sorride mai, perché non è vero… Non sorride ai paparazzi, non li sopporta… voi non sopportate lei… ognuno ha il diritto di mandare a quel paese chi vuole… Non ha espressione facciale?!?! Non è vero neanche questo… provate a guardare una sua intervista, poi ne riparliamo… e intanto che ci sono, dico qualche parola su ciò che pensa, su ciò che fa… la maggior parte delle volte sono d’accordo… 9 volte su 10 dice qualcosa che penso anch’io. È una ragazza molto intelligente e con i piedi per terra, nonostante tutta la sua fama… e a lei non interessa esser figa per piacere agli altri… vuole solo essere se stessa… e scusate se non è come tutte le altre persone che girano a Hollywood… lei è reale…

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