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Il nastrone della settimana: Why do they call him ...

Il nastrone della settimana: Why do they call him Young Neil? I don’t even know! I don’t even know!!!

Scott Pilgrim è come Il nome della rosa, come la versione perversa dei Promessi Sposi che vi hanno fatto studiare alle superiori. Un profano può leggere i sei volumi che compongono l’opera fumettistica di Bryan Lee O’Malley godendone immensamente e perdendosi al contempo tutte le citazioni che lo costellano dall’inizio alla fine.
Ad esempio, io so poco o nulla di videogiochi, perché ho cominciato a giocare a Tetris e a Space Invaders alle elementari e da allora non ho mai sentito il desiderio di provare altro. Ho conseguentemente faticato non poco a cogliere molti dei riferimenti a questo immenso ambito della conoscenza umana che O’Malley ha infilato in Scott Pilgrim.

Quando uscì il film Scott Pilgrim vs. The World furono in molti a sezionarlo e a tornare con occhio attento al fumetto per individuare le tante citazioni che hanno fatto godere i videogiocatori di mezzo mondo. Molta meno attenzione è stata riservata all’enorme mole di citazioni musicali che O’Malley ha infilato un po’ ovunque in Scott Pilgrim, molte delle quali richiamano gruppi indie rock canadesi degli anni ‘9o per lo più sconosciuti all’estero.
Ho cercato lungamente una lista completa dei pezzi, degli album e delle band sparsi nel fumetto, così come una raccolta dei dischi ai quali O’Malley ha dichiarato di essersi ispirato durante la creazione dei sei volumi usciti tra il 2004 e il 2010, ma finora mi sono imbattuta solo in liste incomplete.


I richiami più esaltanti agli occhi degli ascoltatori fanatici – categoria nella quale mi colloco agilmente – sono forse quelli sparsi sulle magliette dei personaggi del fumetto, alcune delle quali non sono altro che microscopici dettagli sullo sfondo di una scene assai movimentate (es. scontri mortali, tormente di neve, ecc.).
Ci sono poi i nomi di alcuni dei personaggi secondari, come il meraviglioso Young Neil e il chitarrista della band di Scott Pilgrim, Stephen Stills, che evocano il supergruppo Crosby, Stills, Nash and Young.
Tra i poster alle pareti della stanza di Scott, le strizzatine d’occhio fin troppo esplicite agli Sloan, alle Plumtree e alle band di Emily Haines (Metric e Broken Social Scene) e i riferimenti al rock più classico, O’Malley è riuscito nell’impresa di conquistare anche l’ascoltatore di musica indipendente più fanatico ed esigente che possiate immaginarvi.
Personalmente trovo che due delle citazioni più oscure individuabili in Scott Pilgrim siano anche le più belle. La prima pervade l’intera serie, dal primo all’ultimo volume, attraverso la narrazione di un oscuro potere chiamato The Glow. Solo verso la fine della storia la citazione diviene relativamente esplicita: uno dei capitoli è infatti intitolato The Glow, pt. 2, come l’album capolavoro dei Microphones, datato 2001.
La seconda citazione che ho amato e che tutt’ora mi fa gongolare come una cretina ogni volta che ci penso è quella individuabile nel nome del ristorante messicano dove Scott Pilgrim lavora per un certo periodo di tempo, The Gilded Palace of the Flying Burritos, che i più fanatici tra di voi avranno riconosciuto come un giocoso riferimento all’album del 1969 The Gilded Palace of Sin del seminale gruppo country rock The Flying Burrito Brothers (già presente sotto forma di riferimento oscuro ed esaltante in un’altra opera per ascoltatori fanatici, Alta Fedeltà del buon Nick Hornby).

Questa settimana ho pensato di offrirvi una selezione assai ristretta di pezzi che costellano l’opera di O’Malley. Vi invito ad apprezzare in particolar modo il fatto che il nome Scott Pilgrim venga dall’omonimo brano del girl group canadese Plumtree e che il pezzo in questione sia poi stato inserito nella colonna sonora di Scott Pilgrim vs. The World, portandoci a livelli di meta- meta- meta- esaltazione.

Why do they call him Young Neil? I don’t even know! I don’t even know!!! from softrevzine on 8tracks.

(download qui)

Metric – Grow Up and Blow Away
Sloan – Underwhelmed
Saves the Day – Holly Hox Forget Me Not
The Smashing Pumpkins – Zero
The Flying Burrito Brothers – Sin City
The New Pornographers – Mass Romantic
Plumtree – Scott Pilgrim
The Old 97’s – Let The Idiot Speak
Cuff the Duke – Long Winter
The Microphones – The Glow, pt. 2
The Rolling Stones – Angie
Neil Young – Harvest
The Kinks – Little Miss Queen of Darkness
Huey Lewis and the News – The Power of Love


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  1. Valeria Righele

    18 giugno

    Ho molto apprezzato, M. Grasie! Eh eh, somma goduria nel trovare in scaletta MASS ROMANTIC.
    Ho letto Scott Pilgrim metà in italiano e metà in inglese (3 volumi per ciascuno), ma mi sono pentita di non aver iniziato subito con la versione originale: molte citazioni, molti omaggi, si perdono nella (seppur efficace) traduzione italiana. Young Neil tradotto letteralmente come “Giovane Neil” basta da solo.

    Mi permetto comunque di segnalare quest’articolo, per chi abbia voglia di scoprire qualche altro rimando al mondo nerd presente nel fumetto 😉 : http://daily.wired.it/news/media/scott-pilgrim-le-10-citazioni-piu-oscure.html

  2. Michele

    18 giugno

    super. Il meglio nastrone dalla riapertura.

  3. Giulio

    23 luglio

    Sarà che apprezzo Scott Pilgrim (anche perchè mi ha fatto scoprire Alison FACCIATONDA Pill), ma credo che questo sia davvero il miglior nastrone del sito. Davvero. Quindi grazie 🙂

  4. Giulio

    23 luglio

    E mi avete fatto tornare la Scott Pilgrim mania. Stasera dovrò rivedermi il film per colpa vostra 😀

  5. Giulio

    23 luglio

    Quello che vorrei fare è lanciarmi nella rilettura dei 6 volumetti, ma non ho tempo, non ho tempo!

  6. […] più pregevole? Poche cose, dal mio personale e fanatico punto di vista. Dopo avervi proposto uno spiegone musicale sulle canzoni che costellano la saga di Scott Pilgrim, un nastrone dedicato al culto di Bob Dylan e uno tutto di cover, torniamo a focalizzarci sulle […]

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