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I ate it! Ricetta per gli sformatini di verdure co...

I ate it! Ricetta per gli sformatini di verdure con provola

Per una come la sottoscritta, che (alla pari del suo gatto) distingue gli animali solo in base alla categorizzazione “edibili” ed “edendi”, gestire uno spazio dedicato alla cucina vegetariana potrebbe sembrare una contraddizione. Ho sempre diffidato dai vegetariani: nel corso della mia breve esistenza avevo sempre incontrato figure stereotipate capaci di fracassarmi l’animo se mi vedevano mangiare un toast o di parlarmi ossessivamente e truculentemente per ore dei metodi di macellazione mentre cercavo di cibarmi con un kebab preso al volo fra una lezione e l’altra. Il mio approccio con la cucina Veg tuttavia è avvenuto, ormai alcuni anni or sono, grazie al luminoso esempio di alcuni vegetariani non intransigenti, persone “normali” che mi hanno fatto conoscere piatti buonissimi, senza per questo cercare di farmi sentire un orrido mostro succhiasangue qualora mi vedessero mangiare due fette di salame. Nel tempo, pur avendo mantenuto la mia onnivorità, ho cercato di diventare sempre di più una consumatrice responsabile di carne e, tenendo conto delle abitudini alimentari medie degli italiani, riterrei già un grande risultato se le persone incominciassero ad approcciarsi in modo più “meditato” alla loro alimentazione.

Prima di incominciare questo piccolo percorso gastronomico vorrei dunque fare alcune premesse. La prima è generale e riguarda ogni tipo di acquisto alimentare: mangiare verdure di stagione, scegliere prodotti a filiera corta, privilegiare il “meno e meglio” selezionando alimenti di qualità, migliora la vita di chi mangia e la salute complessiva del suo ambiente. Comprare a Roma il latte prodotto in Trentino è demenziale sia da un punto di vista della qualità e del gusto (chilometri e chilometri di strada non giovano ai prodotti deperibili), sia dal punto di vista dei costi ambientali e del nostro portafoglio. Ci sono sicuramente prodotti che non sono reperibili in zone a noi prossime (se vogliamo le cipolle di tropea in Val D’Aosta le dobbiamo per forza comprare altrove), ma credetemi, non si tratta della maggioranza dei beni di consumo. Tornando al tema carne, il discorso risulta molto simile: inutile mangiarne tanta. No, non si diventa anemici mangiando carne solo una volta a settimana; no, non è più pratica la fettina di tanti altri piatti che si cucinano in cinque minuti. Inoltre si pone un problema etico, valido anche per i non “luminosi” vegetariani stretti: produrre tanta carne significa avere allevamenti intensivi. Gli allevamenti intensivi sono luoghi orribili per gli animali, costosi per la popolazione umana (nella bassa ad esempio coltiviamo tonnellate di mais per nutrire gli animali), fonte di forte inquinamento. Anche se non diventiamo vegetariani possiamo sempre scegliere di mangiare poca carne ma di qualità. Con il costo di un pacco formato gigante di bistecche di pollo da allevamento intensivo compriamo tre bistecche da allevamento a terra certificato: la carne è più buona, i polli non hanno vissuto una vita da incubo, i costi ambientali sono più sostenibili. Facile no? Eppure per pigrizia mentale tante persone ancora non fanno questo ragionamento, così come si ostinano a mangiare l’uva in primavera o le fragole a novembre, con il solo risultato che ingurgitano cibo di qualità scadente e fanno marcire il pianeta. Bene, fatte queste doverose premesse, il tirannosauro-Cate propone la prima delle sue ricette facili per vegetariani fasulli.

SFORMATINI DI VERDURE CON PROVOLA

Si tratta di un saporito piatto unico che potrete ben accompagnare con valeriana o radicchio rosso. Essendo io un’appassionata di vini consiglio anche un rosso moderatamente frizzante. Scegliete, se possibile, vino locale.

INGREDIENTI per 2 persone

– 4 uova (occhio all’etichetta, allevamento a terra anche in questo caso)
– 50 grammi di piselli
– 50 grammi di carote da tagliare a cubetti
(se di stagione cavolfiore oppure altre verdure come fagiolini o rape… anche a seconda dei vostri gusti)
– 100 grammi di provola da tagliare a cubetti
– sale
– latte e un po’ di farina

PROCEDIMENTO

Sbattete le uova assieme al latte e a un pizzico di sale come per fare una frittata e riponetele in un recipiente. A parte fate bollire il latte e poco per volta mescolate con farina setacciata finemente, in modo da ottenere una leggera besciamella da salare a seconda del proprio gusto (io ad esempio salo poco, ma aggiungo un pizzico di pepe bianco, vedete voi).
Mescolatela alle uova fino ad ottenere un composto omogeneo. Intanto avrete avuto la cura di sbollentare le carote, i piselli e le verdure di stagione scelte dopo averle tagliate a cubetti. Scolatele ed unitele al composto, assieme alla provola grattugiata: riponete il tutto in pirottini di carta (se usate il microonde) o alluminio (in caso del forno).
Cuocete a 140 gradi  per circa 15 minuti (forno ventilato) o secondo le impostazioni analoghe del microonde. Controllate la cottura con uno stecco: devono rimanere morbidi, ma ben cotti.
Servite caldi su un letto di insalata fresca di stagione e buon appetito!


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  1. Agostino

    13 dicembre

    questo film documentario mi pare pertinente all’argomento

    https://www.youtube.com/watch?v=I1fQ-3-CEFg

  2. Ilaria Milea

    13 dicembre

    Sììì, sono anch’io una vegetariano fasulla come te. E da qualche mese sto conigliando/costringendo tutta la mia famiglia a mangiare carne solo una volta a settimana. Se in casa ho trovato “terreno fertile”, non posso dire lo stesso altrove… convincere conoscenti, amici etc. che moderare il consumo di carne non è un dramma, ma anzi è un bene, è… DIFFICILE. Ma non mollerò!

  3. Simone B.

    13 dicembre

    Non è detto che la filiera corta sia più di buonsenso o meno impattante sull’ambiente.

    Al solito in economia è meglio essere controintuitivi (o meglio le variabili sono più di quelle che considera nei conti la serva)

    http://www.freakonomics.com/2011/11/14/the-inefficiency-of-local-food/

  4. […] molto lontano. Via libera quindi alle attività che più assecondano i vostri interessi: che sia cucinare, disegnare, creare oggetti inutili ma bellissimi o  assemblare fanzine. Dedicarsi a simili […]

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