Il mondo è pieno di persone che ritengono sia sensato e divertente prendere in giro le ragazze piegate in due dai dolori mestruali. Ci sono poi un sacco di persone (uomini e donne) che tendono a spiegare certi comportamenti “isterici” in relazione ad una presunta irritabilità dovuta agli sbalzi ormonali. Un tempo anch’io credevo a questa leggenda. Poi mi sono resa conto che nella stragrande maggioranza dei casi, i miei attacchi d’ira non erano dovuti al semplice fattore irritabilità. Se mi arrabbiavo era perché qualcuno mi stava facendo impazzire con la sua idiozia e io ero troppo occupata a sopravvivere ai crampi al ventre e ad un generalizzato fastidio allo scheletro per dedicare attenzione al mio prossimo.
Nel corso degli anni ho tentato diverse strategie per prevenire quest’inevitabile disagio o per lo meno per addomesticare il dolore. Quella che segue è una lista dei miei tentativi più o meno disperati, arricchiti con qualche consiglio che mi è stato dato da persone più navigate di me, ma che non ho mai messo in pratica.

La cibalgina
Nel corso degli anni penso di aver assunto così tanta cibalgina da esserne diventata del tutto immune. Ho cominciato a prenderla come generico antidolorifico quand’ero alle superiori perché non riuscivo più a sopportare il male ai denti causatomi dall’apparecchio fisso. Una volta liberatami della macchina infernale installata nella mia bocca dal Malefico Dentista, ho continuato a prendere la cibalgina per i dolori mestruali. Solo che impiegava così tanto tempo a farmi effetto che, talvolta, avendo perso la lucidità, ne prendevo un’altra. Ora so che assumere medicinali in questa modalità è inutile e dannoso, ma ero pur sempre giovane e flessuosa, all’epoca.

La calendula officinalis
La calendula è una graziosa pianta officinale che si usa molto nell’orticoltura biologica, perché attira gli insetti simpatici che mangiano gli insetti stronzi (quelli che fanno le uova nei tuoi cavoli e scavano tunnel nelle tue carote). Si usa per fare unguenti che curano le irritazioni alla pelle e funziona anche nella prevenzione dei dolori mestruali. Solo che va assunta (in forma di tisana di fiori o di concentrato in soluzione alcolica) quasi tutti i giorni del mese, in modo che il corpo si abitui. Ho usato questo rimedio per qualche mese e devo dire che sono rimasta abbastanza sconvolta dai risultati. In quel periodo non ho avuto i miei soliti dolori alle ossa e sono stata relativamente vigile e produttiva. Il problema è che il concentrato di calendula costa parecchio e, dovendolo assumere molte volte al mese, finisce subito. Per un po’ ho tentato anche la via dell’autoproduzione, ma avrei dovuto riempire il mio giardinetto con cespugli e cespugli di calendula per averne a sufficienza. L’unico vero svantaggio di questo rimedio è dunque la sua dispendiosità. Tra quelli legali è indubbiamente il migliore che abbia testato.

La prima gravidanza
Mi è stato detto che, dopo la prima gravidanza, i dolori mestruali diventano molto più tollerabili. Non so se sia vero. Immagino sia così per alcune donne, dato che non siamo tutte uguali.
Non vi sto dicendo di farvi ingravidare, ovviamente. Quando mi è stata fatta notare questa cosa, nella forma: “Margherita, quando farai figli non starai così male”, credo di aver vomitato mentalmente, vista la mia grande voglia di riprodurmi. Lo scrivo solo per dovere di cronaca.

La musica alienante e distorta
Non dimenticherò mai il pomeriggio che passai schiantata sul mio letto in una posizione improbabile con Requiem dei Verdena sparato in cuffia. Stavo così male da non riuscire a stare sdraiata normalmente o sul fianco. Avevo male più o meno ovunque. Era domenica e la cibalgina che avevo preso ci mise sei ore piene a farmi effetto. Trovai la pace causandomi la sordità per mezzo di quello che all’epoca era il nuovo album dei Verdena. Poco per volta penetrai nella trama del disco e mi dimenticai di essere al mondo. Poi mi addormentai, sempre con la musica sparata nelle orecchie.

L’erba
Uno dei motivi per cui vorrei prendere a sberle le persone che ci tengono tanto a mantenere una posizione proibizionista sulla produzione, la commercializzazione e il consumo di cannabis, è che essa è un ottimo antidolorifico. Il migliore che abbia mai provato. A differenza di quelli prodotti dalle case farmaceutiche, che ti fanno stare meglio, ma che ti lasciano un certo disagio fisico addosso, l’erba ti solleva dal dolore e basta. E dicendo questo non sto evocando ridenti scenari di devastazione, stordimento, chiuse, risate irrefrenabili ed incendi di neuroni. Sto dicendo che, a seconda della qualità dell’erba, possono bastare anche uno o due tiri per stare sensibilmente meglio. Questo significa che, se parliamo di rimedi vegetali e di dosaggi, l’erba risulta molto più economicamente conveniente della calendula. Solo che è illegale! OPS!

La pillola
Il mondo è pieno di donne che prendono la pillola per regolarizzare il ciclo o per affrontare lancinanti dolori mestruali. Io vivo nell’età della pietra e la pillola mi fa paura. L’ho presa per qualche mese diversi anni fa e, non essendo propriamente una ragazza piatta, non ho esultato nel constatare che le mie tette si erano espanse. Quindi l’ho abbandonata. Non mi pare che sia stata d’aiuto sul fronte del senso di impotenza che provavo ogni volta che ascoltavo il mio bacino e mi pareva di sentirci le urla di migliaia di mondine alle quali il Capitalista stava demolendo la casa. Ma questo è un problema mio.

I generici antidolorifici con ibuprofene
Dopo la cibalgina e i rimedi naturali di sopra, ho ceduto nuovamente al fascino della sintesi chimica e mi sono data al consumo indiscriminato di antidolorifici. Per quanto mi riguarda gli antidolorifici sono più o meno tutti uguali. Mi fanno paura. So che assumendoli mi sto avvelenando, ma li prendo comunque, perché sono una donna impegnata e non posso permettermi di passare la giornata a letto agonizzando.

La sopportazione
C’è poi la scuola di pensiero della sopportazione. Era il 2009 o giù di lì. Ne lessi per un totale di circa due minuti mentre vagavo in un negozio di alimentari biologici dove mi ero recata per acquistare del seitan. C’era uno scaffale luccicante sul quale si ergeva un libro sulla luna e le potenzialità insite nel dolore della donna mestruata. Mi parve fricchettone, ma non per questo inquietante. Io amo flirtare con le pratiche fricchettone, anche se il mio volto perennemente abitato da un’espressione sarcastica suggerirebbe il contrario. Non ho idea di come questo orientamento si traduca in pratica, ma immagino che preveda l’ascolto dei ritmi della natura, lo studio dei cicli lunari e il prendersi molta cura del proprio corpo. Cosa che praticamente nessuna di noi donne di mondo fa.

E voi cosa avete da suggerire? Facciamo un’opera di divulgazione e condividiamo nei commenti i nostri rimedi più o meno balordi.