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“Drinking at the movies”. Lezioni di a...

“Drinking at the movies”. Lezioni di autoironia a fumetti firmate Julia Wertz

“It’s just par for the course of being in your midtwenties, prone to bad decisions and even worse outcomes.”

Se c’è una cosa che non mi ha annoiata affatto quest’estate questa è la lettura di Drinking at the movies di Julia Wertz. Un fumetto autobiografico, in bianco e nero, in cui l’autrice racconta il suo primo anno a New York (dall’estate del 2007 all’inverno del 2008) dopo il trasferimento dalla natia San Francisco. Un fumetto splendido e fottutamente divertente. Un fumetto, garantisco, imperdibile.

Lo stile grafico della Wertz, elementare e scarsamente dettagliato(*), non deve far pensare ad un fumetto messo insieme in pochi giorni, e scritto in altrettanto breve tempo. Amanti di Dave Gibbons, non arricciate il naso! Prestate attenzione, fidatevi! Esso è frutto del lavoro di un paio d’anni e del ricordo di una serie pressoché infinita di sfighe e momenti imbarazzanti vissuti nella Grande Mela. L’autrice non nasconde nulla ai suoi lettori, né in termini di linguaggio (media di parolacce: 10 a 15) né di vita vissuta.

Ci racconta di quando, appena insediata nell’appartamento #1 (ne cambierà 4) si becca il fuoco di sant’Antonio sul sedere e lo scambia per herpes; della dipendenza dalla droga del fratello (cui è molto legata); della sua dipendenza dall’alcool; del cancro del patrigno; della sua impossibilità a gestire relazioni sentimentali; delle sue scarpe logore usate come marionette; della sua dipendenza dai pantaloni del pigiama; delle volte in cui i barboni locali le hanno rivolto la parola, commuovendola o spaventandola, e dei numerosi lavori ottenuti (e persi) grazie alla sua goffaggine. Ma soprattutto, Wertz racconta il suo trovarsi in costante bilico tra urgenza di maturare e una certa adolescenza dei modi.

Ho subito voluto bene al personaggio Julia, così spontaneo e così cinico. La sua capacità di tirar fuori il lato “buffo” della quotidianità, anche quando tutto (America compresa) è ad un passo dal crollo, beh, è invidiabile. Finalmente del sano sense of humour, dell’autoironia!

“But if there is one tool for surviving your first year, it’s never to take yourself too seriously”

Wertz aveva 24 anni quando lasciò San Francisco per trasferirsi dall’altra parte del paese. Lasciava la famiglia, gli amici, il lavoro (il ragazzo no, ma solo perché si erano appena mollati). Arrivata a New York doveva rimboccarsi le maniche per ricominciare tutto senza cedere alla tentazione di affogarsi nell’Hudson alla prima luna piena. Come ricorda lei stessa nell’introduzione al libro, la storia raccontata è personale ma al tempo stesso universale. È la storia di tutti quelli che sanno cosa significhi trasferirsi lontani dalla propria città, cercare un lavoro, trovarlo, perderlo, trovarne un altro e poi perderlo di nuovo. Una storia di frustrazioni, e (se tutto va come deve andare) soddisfazioni. Le vignette di Wertz contengono sante verità e se anche voi, come me, avete vissuto esperienze simili a quelle da lei narrate, la amerete.

Come se non bastasse, a rendere ulteriormente grandiosa questa donna contribuiscono la sua passione per il cinema (da cui il titolo della graphic novel) e per i gatti (ne ha uno, e si vede nella foto posta nell’ultima pagina del libro).
Qui sotto eccola in una foto di repertorio.

Se volete saperne di più: http://www.juliawertz.com/

 (*) Fanno eccezione le pagine dedicate alla descrizione dei suoi appartamenti. Qui Wertz sorprende dipingendo minuziosamente interni ed esterni degli alloggi.


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  1. Bianca Bonollo

    25 Agosto

    uau mi hai fatto venire voglia di leggerlo! 🙂

  2. elisa

    25 Agosto

    concordo con Bianca!

  3. Luca B

    26 Agosto

    Domani vado in libreria e lo compro! Grazie Vale

  4. Valeria Righele

    26 Agosto

    Uh, che cari. Vi piacerà di sicuro, fatemi sapere poi.

  5. Veronica Tosetti

    31 Agosto

    Quoto! Le sue tavole le ho già viste da qualche parte ma non ricordo dove… devo rifarmi ora!

  6. Caterina Bonetti

    1 Settembre

    Lo cerco pure io!

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