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DIY: Come sopravvivere al Natale in ufficio

DIY: Come sopravvivere al Natale in ufficio

NOVEMBRE. Un brivido ti corre lungo la schiena. “Mica dovrò lavorare a Natale?!” ti chiedi terrorizzato/a, giovane lavoratore nel settore dell’ospitalità, lanciando uno sguardo malefico al tuo capo che ha già prenotato le vacanze mesi fa, fregandosene di te. La tua ultima speranza è che venga assunto qualcun’altro e che tu possa startene a casa a ingozzarti di panettone. C’è solo una cosa da fare, per ora: prega, prega, prega che ci sia uno sfigato che si farà Natale al posto tuo.

DICEMBRE. Ci siamo. È definitivo. Nessun agnello sacrificale (quella è Pasqua ma gira così) è stato assunto per rimpiazzarti, quindi lavorerai a Natale, Capodanno e tutte le date intermedie.

1 – Lascia spazio al dolore. Magari non piangere sul posto di lavoro, ma non ricacciare tutto indietro. Torna a casa, infilati sotto il piumone e smadonna per due ore.

2 – Pensa positivo. Potresti essere a casa, leccornie OVUNQUE, tua madre che pianifica e spignatta da Ognissanti, ed avere un influenza intestinale da ricovero. Almeno sei in salute. Almeno avrai una giustificazione per mangiarti stecche intere di torrone.

3 – Decora. Specialmente se vivi da solo/a, abusa delle decorazioni natalizie. Anche se le hai sempre odiate, questa è l’occasione buona per comprare 15 metri di festoni e costruire una renna di cartone.

4 – Trova un compagno di sventura. Così come il punto precedente, questo diventerà particolarmente importante se abiti lontano dalla famiglia (in un’altra città, ma anche in un altro Stato, cari saluti da Londra). Trova qualcuno che come te sia bloccato lì per le vacanze. Organizzate una cena di Natale. Un evento. Nel mio caso, la coinquilina Tiffany è stata la mia compagna di costruzione renne, ma anche il mio appuntamento galante per Natale.

5 – Elabora un piano. Cosa farai al lavoro il giorno di Natale? Cosa mangerai? Avete un microonde per riscaldare una teglia di tre chili di lasagne? Un computer su cui guardare Love Actually a ripetizione? Il tuo capo sarà nei paraggi per romperti le scatole mentre chiami tua nonna con Skype? Ricordati che non ci sarà un cazzo di niente da fare e tu sarai lì solo per crudeltà. Portati il portatile, un tupperware di pasta e fagioli, un panettone intero; consulta il palinsesto televisivo in anticipo; considera l’idea di andare al lavoro in pigiama.

6 – Delega. Non prenderti l’incarico di dire a tutta la famiglia che non ci sarai a Natale – SACRILEGIO! Chiedi a tua mamma/fratello/cugino/cognato di farlo per te, e di specificare che sei distrutto/a dal dolore.

7 – Accetta. Una volta iniziato a decorare e pianificare, non avrai più tempo di lamentarti e soffrire. Abbraccia il tuo destino, e subito dopo prenota una settimana di ferie a gennaio. Tiè.

 

LA SFIGA, PARTE II: NON C’È FINE AL PEGGIO. Prometto che questo non succederà a te. Succederà solo a me. Stai tranquillo/a. Non agitarti. Questa però è la sfiga di tutte le sfighe: io non ho la patente, ed il giorno di Natale a Londra non ci sono mezzi pubblici. Nemmeno la metropolitana mi può aiutare. Neanche un piccolissimo tram speciale ogni tre ore. Niente. Londra a Natale è paralizzata, e in quanto a dimensioni non è esattamente il centro storico di Vicenza – da casa mia al lavoro sono 20 minuti in metropolitana, ma due ore e mezza a piedi.

Se io facessi un altro lavoro, il mio capo mi pagherebbe un taxi per andare e venire, ma io lavoro in un hotel. Quindi? Devo dormire al lavoro dal 24 al 26 Dicembre. Io, a Natale, devo dormire al lavoro. Spero che non vi succeda mai niente del genere, ma giusto nel caso, vi darò istruzioni su come procedere nel caso la sfiga suprema si abbattesse su di voi.

1 – Chiuditi nel bagno dello staff e concediti 20 minuti di pianto isterico. Questa volta te lo meriti, perché peggio di così solo il cagotto fulminante. Rifatti il trucco e torna alla scrivania, meditando di fingere di avere una broncopolmonite.

2 – Recupera il tuo compagno di sventura. Sarebbe stato a casa ad annoiarsi, a Natale, tanto vale che lo faccia in hotel con te. Offri al tuo amico/a – nel mio caso, la coinquilina Tiffany – tre giorni in Hotel. È una vacanza gratis. A Natale. Meglio di così.

3 – Elabora un piano. Come sopra: avete un forno per cucinare un tacchino arrosto per 15 persone? Al tuo collega del turno di notte piace il marzapane? I clienti si offenderanno se, passando per la reception, troveranno te e la tua amica a ballare Jingle Bells Rock vestite da folletti di Babbo Natale?

3b, facoltativo per chi vive all’estero – Ordina una montagna di cibo natalizio italiano. Io sto aspettando uno scatolone da £75 (circa €90) di panettone, pandoro, cotechino, sfoglia per fare le lasagne, biscotti vari, mezzo chilo di grana padano DOC, eccetera. Comfort food all’ennesima potenza.

4 – Prenota due settimane di ferie a gennaio. Doppio tiè.

 

Non sono convinta che tutto questo andrà per il meglio, ma l’importante è crederci: un Natale in ufficio si può fare. Per Capodanno, è tutta un’altra storia.

Note a margine: la foto del post è il mio albero di Natale di carta, con decorazioni fatte a mano dalla mia mamma. Sto abusando di Instagram per documentare lo stato delle mie decorazioni natalizie.  


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  1. Giu R

    21 Dicembre

    Eh Eh, o sarebbe meglio dire, Oi Oi.
    Grande Marta. Veramente sentito post, leggero ok ma presente, e veramente ho riso per mezz’ora, se non di più.

    Ps, da provare sempre come giovane lavoratore nel campo dell’ospitalità, modalità serata organizzata per i clienti in albergo: lavorare da 12 ore filate consecutive il giorno di ferragosto (non vedi una pausa da due mesi)e costringersi a modificare pesantemente un Negroni, già di sua natura più che tosto (non lo senti neanche), per tirare a campare anche per le Due ore successive rimanenti, mentre ovviamente tutti se la godono, tu sei distrutto, e pure i bambini ballano attorno al tuo bancone.
    E’ successo anche questo (empathy pt.2)

  2. Marta Corato

    23 Dicembre

    GRAZIE AL CIELO LAVORO IN UN HOTEL SUPER-BASE E LE SERATE ORGANIZZATE NON ESISTONO. già voglio far fuori i bambini urlanti di solito. non so come hai fatto a resistere *pat pat*

    (nota a margine: abbasso i turni di dodici ore!)

  3. […] contemplate dal giardino dei miei nonni paterni. Nella sordida realtà dei fatti, quest’anno trascorrerò l’intero mese nell’ufficio lombardo dell’istituto di ricerche di mercato dove ho miracolosamente trovato lavoro. […]

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