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Diario semiserio di Quasipolitica: malattie immagi...

Diario semiserio di Quasipolitica: malattie immaginarie (e non) del politicante

Ebbene, nonostante tutti ti avessero consigliato la vaccinazione, nonostante il buonsenso, ti sei ritrovato contagiato dalla malattia della politica. A volte basta poco per contrarla: se sei dotato di spirito critico, volontà di incidere sul tuo presente e sul futuro, se hai ancora sogni e velleità, sei un soggetto a forte rischio. Basta un contatto sporadico con soggetti infetti (il passaggio di un volantino, la lettura di un articolo, l’ascolto di un servizio alla radio o alla televisione) per incominciare ad incubare. I primi sintomi potrebbero tardare a manifestarsi e comunque, anche se la malattia viene presa per tempo, risulta molto difficile debellarla, al più si può provare a cronicizzarla. Con una cura costante a base di reality show, visione del tg5 e quotidiana assunzione di Studio Aperto, la cosa si può tenere sotto controllo senza troppi rischi. I soggetti “deboli” però tardano a cogliere gli avvisi inviati dal loro corpo e in men che non si dica si ritrovano ad essere prima portatori sani e poi malati veri e propri, attuando comportamenti rischiosi per sè e per il contagio di altri. Chi è stato contagiato e non segue alla lettera la cura infatti, potrebbe incominciare a provare un insano desiderio di partecipazione attiva alla vita della propria comunità. Iniziano così le serate trascorse non sul divano, ma su una scomoda sedia di sezione, i sabati pomeriggio a volantinare, sia che faccia caldo, sia che faccia freddo e la tendenza a produrre comunicati e documenti tematici a profusione. Ma come riconoscere un soggetto infetto e potenzialmente portatore del morbo? Per prima cosa osservate le mani. Se notate delle macchie scure, una sottile patina trasparente e vaghe screpolature incominciate a temere: si tratta dei tipici segni del volantinatore indefesso. Il nero del ciclostile, combinato ad una letale carta di qualità infima trasformano in un solo pomeriggio una perfetta dama di società in un meccanico addetto alla catena di montaggio delle Lambrette. Allo stesso modo bisogna temere coloro che dimostrano di avere una pazienza al di fuori del comune: o sono degli Hare Krishna o si tratta di persone abituate a sentirsi maltrattare e insultare ai banchetti, a sopportare con aria rassegnata ore e ore di riunione e ad ascoltare interminabili dibattiti televisivi sedute fra il pubblico. Li potete distinguere dagli Hare Krishna perché non cantano, non ballano, non vestono con colori sgargianti, ma hanno per lo più un’aria depressa o inutilmente ilare (fenomeno detto di rebound da tedio supremo). Se ancora avete dei dubbi su qualche vostro conoscente e non volete correre rischi, provate a porre qualche domanda vaga su questioni di politica nazionale o locale. Se la risposta sarà un’alzata di spalle o una frase del tipo “Tanto sono tutti uguali” oppure “Con la Francia o con la Spagna basta che se magna” potete stare tranquilli. Se il soggetto si avventura in una disquisizione complessa su cause, effetti e sbocchi futuri del problema allontanatevi immediatamente: il contagio può avvenire in pochi istanti, basta una distrazione. Le campagne elettorali e referendarie sono i periodi dell’anno a più alto rischio contagio e i luoghi presso i quali si tengono dibattiti, banchetti (o, a maggior ragione, i comitati elettorali) sono tassativamente da evitare. Cercate di non prendere alcun tipo di materiale vi venga passato da un sorridente volantinatore: sembra un’innocua studentessa e invece si tratta di un’untrice! Gettate subito il volantino nel caso vi sia accidentalmente capitato di riceverlo e correte ad acquistare un numero di Visto o di Gente alla prima edicola. Nel caso tuttavia siate tragicamente stati contagiati…benvenuti nel club, alla fine si diventa matti, ma c’è da divertirsi.

Fonte della foto nella headline (“amici che aggeggiano col ciclostile”): voilà.


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